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Nel primo semestre 2015 in Sicilia si contano sette mila lavoratori in più del 2014
di Serena Giovanna Grasso

Banca d’Italia: a contribuire maggiormente alla crescita degli occupati il settore agricolo (con un +11 per cento). L’aumento dell’occupazione ha interessato donne (+2,3 per cento) e autonomi (+6 per cento)

Tags: Lavoro, Economia, Sicilia



PALERMO – Forse è possibile iniziare a parlare di ripresa. Abbastanza positivi sono i dati diffusi lo scorso 11 novembre dalla Banca d’Italia all’interno del rapporto “Economie regionali – L’economia della Sicilia”. Infatti, in base alla Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat, la Banca d’Italia ha calcolato che nei primi sei mesi del 2015 il numero medio degli occupati in Sicilia è lievemente aumentato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+0,5 per cento, corrispondente circa 7 mila unità in più). Tale crescita si è in particolar modo concentrata nel secondo trimestre: infatti, nel periodo compreso tra aprile e giugno del corrente anno, il tasso di occupazione ha raggiunto il 40% (contro il 39% medio rilevato nel 2014).

L’aumento dell’occupazione ha riguardato le donne (2,3%) e i lavoratori autonomi (5,9%); al contrario, gli occupati di sesso maschile e i dipendenti si sono ridotti (rispettivamente dello 0,5% e dell’1,2%).

Relativamente ai settori, l’industria in senso stretto ha continuato a registrare valori negativi (-1,7%, contrazione fortemente dovuta al -3% rilevato nel corso del secondo trimestre). Stessa cosa è da dirsi per il settore delle costruzioni: infatti, nel primo semestre dell’anno le  ore lavorate denunciate dalle imprese alle casse edili della regione sono diminuite del 2,8%; ad ogni modo, si tratta di una riduzione più contenuta rispetto al passato (-7,6% nel 2014). In particolare, il calo è stato provocato in parte dalla riduzione del numero di gare nel comparto dei lavoro pubblici e dell’importo  complessivo dei bandi pubblicati (rispettivamente -19,3& e -24,4% rispetto al primo semestre del 2014); d’altra parte è stato parzialmente mitigato dalla ripresa dell’attività nelle province centro-occidentali dell’Isola, specie Palermo (+3,4% rispetto al primo semestre del 2014).Nell’ambito delle costruzioni si attende una moderata ripresa per il 2016.

Mentre il settore dei servizi rileva una sostanziale stabilità (-0,1%, dovuto prevalentemente alla contrazione del 2,5% rilevata nel primo trimestre dell’anno in corso, ma prontamente compensato dal recupero del +2,3% del secondo trimestre). Con particolare riferimento al secondo trimestre dell’anno in corso, segnali decisamente positivi provengono dal settore agricolo (+10,8%) e dal settore commerciale, alberghiero e della ristorazione (+9,1%).

Il numero di siciliani in cerca di occupazione è salito lievemente, riflettendo l’aumento della partecipazione al mercato del lavoro dei disoccupati con precedenti esperienze di lavoro, sia ex occupati sia ex inattivi. Dunque, Il tasso di attività per la popolazione tra 15 e 64 anni è risultato pari al 51%.

Infine, il  tasso di disoccupazione, considerato nella media dei primi due trimestri, si è mantenuto stabile al 22,7%  rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e si confronta con un tasso nazionale e del Mezzogiorno pari rispettivamente al 12,5% e al 20,3%. 
 


Nei primi 9 mesi del 2015 la Cig diminuita del 35%
 
PALERMO - Nei primi nove mesi dell’anno, il ricorso alla Cassa integrazione guadagni (Cig) da parte delle imprese siciliane è diminuito del 35,3% rispetto allo stesso periodo del 2014. La contrazione ha interessato sia la componente ordinaria (-30,6%) sia quella straordinaria e in deroga (-36,5%).
Relativamente ai settori, la variazione negativa maggiormente accentuata, nel periodo gennaio – settembre 2015 in confronto al 2014, si rileva con riferimento alla produzione di pelli, cuoio e calzature (-76,2%), al settore tessile (-74%), all’agricoltura (-69,7%) e alla lavorazione dei minerali (-50,8%).
D’altra parte, la crescita maggiormente elevata rispetto al 2014 si rileva nel settore dell’energia elettrica e del gas (+256,8%). Mentre, valori pressoché stabili si rilevano con riferimento all’industria in senso stretto (+9,1%), al settore chimico, petrolchimico, della gomma e della plastica (+5,9%), al settore della carta, stampa ed editoria (-3,6%) e al settore dei trasporti e delle comunicazioni (-2,8%).

Articolo pubblicato il 30 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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