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Messina - Differenziata e raccolta rifiuti crisi nera, città ultima in Italia
di Francesco Torre

I parametri del rapporto Ecosistema urbano vedono Messina perdere 22 posti in classifica. Due società per la gestione e risultati inconsistenti. Acqua: dispersione del 38%

Tags: Messina, Ecosistema



MESSINA - Ultimi in Italia per la raccolta differenziata. Non sarà certo una novità, d’accordo, ma averne ogni anno conferma dovrebbe indurre a riflettere sull’inutilità o quantomeno sull’inefficienza di carrozzoni societari come l’Ato3. Che conseguenze dovrebbe avere infatti in un contesto civile e democratico il risultato della classifica stilata anche per il 2009 da Legambiente e Ambiente Italia e pubblicata dal Sole 24 Ore con la denominazione “Ecosistema Urbano”?
 
Innanzitutto, un richiamo ufficiale all’azienda titolare della gestione del ciclo integrato dei rifiuti, l’Ato3 appunto, da parte degli enti societari, Comune e Provincia. Poi, probabilmente anche un passo indietro da parte dell’attuale Presidente, l’Ing. Antonio Ruggeri. Infine, una forte denuncia da parte delle associazioni di categoria, della stampa, della società civile. E invece... nulla. Messina rimane ultima in classifica da anni e a tutti sembra una cosa normale, così come sembrava normale che si vivesse sotto la minaccia di una montagna che alle prime piogge poteva crollare su migliaia di cittadini.
 
Complessivamente, poiché la classifica abbraccia vari settori che definiscono l’ecosostenibilità di una comunità, la città dello Stretto rispetto alla graduatoria dell’anno scorso perde 22 posizioni, attestandosi al 96° posto su 103 capoluoghi con un coefficiente di 34,94/100.
 
ACQUA. 197,70 litri di acqua al giorno per ogni abitante., con una dispersione della rete idrica del 38%. Spreconi. 84° posto in Italia. Ambiente. 0,18 mq di isole pedonali per abitante. 4,43 mq di verde urbano fruibile per cittadino. 0 mq di zone a traffico limitato (ma non si paga anche il Gratta e Sosta per la sosta nella Ztl?). Dal 75° al 93° posto nelle classifiche settoriali.
 
ARIA. Storicamente il “pezzo forte” della città, ma solo per via delle correnti dello Stretto. Messina si conferma infatti prima in Italia nella classifica “ozono”, con neanche un solo giorno all’anno di superamento della media mobile. Viceversa, però, risulta ultima per media annua di biossido di azoto.
 
ENERGIA. Non è un punto così dolente. Noni per consumi di carburante, ma solo 79esimi per consumi elettrici.
 
PA E IMPRESE. Male, ma è un indice criptico. Ad ogni modo, la città è all’85° posto per “capacità di risposta delle amministrazioni locali.
 
RIFIUTI. Crisi nera. Solo 3,1% di frazioni recuperabili sul totale dei rifiuti prodotti. Da pretendere le dimissioni immediate per i responsabili del servizio.
 
MOBILITÀ Sostenibile. 58 auto ogni 100 abitanti e solo il 44% di queste rientra tra le categorie Euro 3 e 4. Anche forti inquinatori. En plein.
 

 
Pareri. Il presidente Ato al momento irraggiungibile
 
MESSINA. “Ma sa almeno quando arriverà in sede?”. “Guardi, onestamente non glielo saprei dire”. Avremmo voluto esporre il punto di vista del presidente dell’Ato3 sui dati sopracitati, avere una giustificazione sulla sconcertante pochezza di risultati raggiunti nel settore della raccolta differenziata, offrire ai lettori un solo motivo, pur se chiaramente non oggettivo, per mantenere in vita una società partecipata che vede in MessinAmbiente una sorta di doppione, ma Antonio Ruggeri non era in sede nei diversi giorni in cui abbiamo cercato di contattarlo. Naturalmente, riproveremo, mentre ci informano che non è in malattia e neanche in missione, a partecipare ad un meeting sul ciclo integrato dei rifiuti, a una conferenza di servizi sulle oasi ecologiche, a un convegno sulle normative europee in fatto di termovalorizzatori. Semplicemente non c’è. Come la raccolta differenziata nella città dello Stretto. Non pervenuta.

Articolo pubblicato il 13 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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