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Quotidiano di Sicilia

Convenzione tra Fondazione Marilù Tregua e UniCt per la ricerca
di Eloisa Bucolo

L’iniziativa mira ad implementare la fruizione del patrimonio d’età medievale della Sicilia orientale. Il progetto contribuisce al rilancio internazionale dell’Isola come Museo diffuso

Tags: Università, Ricerca, Unict, Fondazione Marilù Tregua



CATANIA –  La Fondazione Etica e Valori Marilù Tregua  rinnova l’impegno mirato alla crescita della cultura, nelle sue diverse manifestazioni. Nei giorni scorsi è stata sottoscritta, presso il Rettorato di Catania, una convenzione fra l’Università di Catania e la Fondazione Marilù Tregua avente ad oggetto un progetto di ricerca scientifica, che vedrà l’avvio nel gennaio 2016.  A siglare l’atto il magnifico rettore, Giacomo Pignataro, e il presidente della Fondazione, Carlo Alberto Tregua. Presenti il vice presidente, Raffaella Tregua ed il direttore del Dipartimento di Scienze umanistiche (Disum), Giancarlo Magnano San Lio.

L’attività di ricerca riguarderà la “Progettazione finalizzata alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio culturale attraverso linee di intervento, pubbliche e private, europee, nazionali e locali”. La durata del progetto è di un anno, rinnovabile, ed ha un costo complessivo di 23.335 €, cofinanziato, insieme e pariteticamente, dall’Ateneo catanese e dalla Fondazione.

Responsabile scientifico del progetto è Claudia Guastella, associato di storia dell’arte medievale e presidente del corso di laurea magistrale in storia dell’arte e beni culturali del Disum. Guastella ha studiato, in passato, vari aspetti della produzione artistica nel medioevo, soprattutto meridionale, e siciliano e curato l’ordinamento di vari musei siciliani, tra cui il museo diocesano di Catania, e numerose mostre tra cui quella tenutasi a palazzo reale di Palermo e al Kunsthistorisches museum di Vienna.

La ricerca, oggetto della Convenzione, mira ad implementare conoscenza, comunicazione e fruizione del patrimonio monumentale d’età medievale nella Sicilia orientale, che si vuole mettere in correlazione con il più noto itinerario normanno della Sicilia occidentale, ormai di risonanza mondiale e incluso nel patrimonio Unesco. Nello specifico, si studieranno formule per l’utilizzo delle possibili risorse - a partire dai finanziamenti europei e fino all’eventuale intervento di risorse private - per rendere fruibili al meglio i beni culturali e favorire in tal modo lo sviluppo culturale ed economico dei territori di riferimento. In particolare saranno individuati interventi di salvaguardia e restauro, e allestimento di apparati didattici e servizi aggiuntivi -  quali supporti informatici, multimediali e ricostruzioni 3D dei beni architettonici - di alcune emergenze monumentali medievali della Sicilia orientale, poco valorizzate e conosciute.
 
Si tratta di beni storico-artistici in parte ricostruiti e inglobati, dopo il terremoto del 1693, in edifici posteriori, che oggi risultano a volte inaccessibili al pubblico o in stato di semi-abbandono o di chiusura. Il progetto mirerà a valorizzare beni costieri e dell’entroterra siciliano ed in particolar modo, verterà su 3 chiese:
- Santa Maria di Valle di Josafat a Paternò, fondata alla fine del secolo XI e collegata alla chiesa di Santa Maria di Valle di Josafat a Gerusalemme, fra i più significativi insediamenti dell’ordine benedettino in  Palestina;
- Santa Maria Latina ad Agira,  fondata nel XII secolo e legata alla chiesa di Santa Maria Latina di Gerusalemme e riedificata nel XVIII secolo;
- Sant’Andrea a Piazza Armerina, fondata verso i primi decenni del 1100, affidata ai Canonici di Sant'Agostino e arricchita di ampia dotazione, fu donata nel 1148 dal suddetto Conte Simone e dalla moglie Thomasia all'ordine del Santo Sepolcro.
Attraverso ricognizioni territoriali con campagne fotografiche e rilievi planimetrici, l’attività di ricerca permetterà di individuare le prioritarie linee di intervento e di invogliare azioni strategiche di joint venture e di co-marketing fra realtà imprenditoriali, istituzioni locali, provinciali e regionali.
 


 
Accanto alla ricerca scientifica, l’altro grande filone di attività della Fondazione riguarda la formazione post laurea, mediante l’assegnazione di borse di studio a giovani studenti siciliani. Di recente sono state bandite 4 borse di studio fino a € 2.500 ciascuna, spendibili per la frequentazione di master di II livello, attivati dall’Università di Catania o, motivatamente, da altre Università. Saranno assegnate due borse per partecipare a master finalizzati a creare figure professionali esperte nella tutela della salute dell’uomo e dell’ambiente, sulla base di competenze mediche, biologiche ed ambientali e due borse per master in discipline coerenti con la in conservazione, valorizzazione, ristrutturazione, fruizione del patrimonio culturale della Sicilia. Le borse di studio sono destinate a giovani laureati (DL - Vecchio ordinamento, LS, LM), con voto di laurea non inferiore a 100 su 110, che non abbiano compiuto 31 anni alla data di scadenza del bando, residenti in Sicilia, i quali si trovino in situazione di svantaggio economico attestata da autocertificazione Iseeu ed Ispeu. Le borse potranno essere utilizzate per master indetti entro il 31.12.2016 e con inizio successivo alla data di pubblicazione del bando e di presentazione della domanda da parte del candidato. Sul sito www.fondazionemarilutregua.qds.it, sono disponibili il testo integrale del bando ed il modello della domanda, che dovrà essere presentata entro il 31 maggio 2016.

Articolo pubblicato il 31 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Da sinistra: Giancarlo Magnano San Lio, Giacomo Pignataro, Carlo Alberto Tregua, Raffaella Tregua
Da sinistra: Giancarlo Magnano San Lio, Giacomo Pignataro, Carlo Alberto Tregua, Raffaella Tregua