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Ispezioni in materia di lavoro: la Sicilia si adegua alle norme
di Michele Giuliano

La riorganizzazione è prevista già per questo mese e consentirà l’attuazione dei decreti del Jobs Act. Si darà origine a una sorta di agenzia unica per tutte le attività di vigilanza

Tags: Lavoro, Jobs Act



ROMA - La Regione finalmente si sveglia e annuncia che darà seguito ad una riorganizzazione degli ispettorati del lavoro in Sicilia. Nel corso del mese di gennaio il neoassessore al Lavoro Gianluca Miccichè metterà mano per affrontare questa delicata fase di passaggio che permetterà di dare attuazione al decreto legislativo applicativo del Jobs Act dedicato alla razionalizzazione e semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale.

Il provvedimento è fra quelli approvati dal Consiglio dei ministri dello scorso 11 giugno: “A stretto giro di posta - si legge in una nota dei Cobas/Codir e Sadirs - verranno valutate dal governo tutte le possibilità, secondo quanto assicurato dall'assessore Miccichè, al fine di pervenire ad una soluzione condivisa che consenta di attuare in Sicilia le nuove norme in ordine alla vigilanza, cui seguirà un'apposita convocazione delle organizzazioni sindacali nel corso del mese di gennaio per affrontare la questione”.

Il decreto legislativo prevede anzitutto la nascita di un ispettorato generale del lavoro, una sorta di Agenzia unica per tutte le attività di vigilanza e controllo in cui confluiscono tutte le attuali attività di ispezioni sul lavoro, comprese quelle di Inps e Inail: è la principale novità prevista dal decreto legislativo applicativo del Jobs Act dedicato a razionalizzazione e semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale.

La principale funzione dell’ispettorato è il coordinamento della vigilanza in materia di lavoro, contribuzione e assicurazione obbligatori, attraverso la programmazione dell’attività di controllo sulle imprese, la definizione delle modalità di accertamento e di linee di condotta e direttive di carattere operativo per tutto il personale che effettua ispezioni sul lavoro (compreso quello in forza presso Inps e Inail).

Inps, Inail e Agenzia delle Entrate mettono a disposizione dell’Ispettorato, anche attraverso l’accesso a specifici archivi informatici, dati e informazioni, sia in forma analitica che aggregata. Sono previsti anche protocolli con altri organi di vigilanza, come i servizi ispettivi delle aziende sanitarie locali e delle agenzie regionali per la protezione ambientale, che assicurino l’uniformità di comportamento ed una maggiore efficacia degli accertamenti, evitando la sovrapposizione degli interventi. In ogni caso, ogni organo che svolge accertamenti e ispezioni sul lavoro avrà l’obbligo di coordinarsi con l’ispettorato.

Si va quindi verso una semplificazione delle ispezioni sul lavoro, che eviti in particolare il moltiplicarsi di accertamenti per le imprese da parte di una molteplicità di istituzioni (ministero, guardia di finanza, enti di previdenza e via dicendo).

Il personale ispettivo attualmente in forze presso Inps e Inail verrà trasferito al nuovo ispettorato generale del lavoro, mantenendo trattamento economico e normativo in vigore: l’orientamento operativo espresso dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti ai sindacati è quello di lasciare agli ispettori l’opzione di scegliere se rimanere presso gli istituto previdenziali.
 


L’assetto della nuova riorganizzazione
 
L’ispettorato generale del lavoro è un organo di diritto pubblico, gli organi principali sono il direttore generale (che ne ha la rappresentanza legale), il consiglio di amministrazione e il collegio dei revisori. Il decreto sulle nuove ispezioni sul lavoro attua in particolare la lettera l, comma 7, articolo 1, della legge Delega di Riforma del Lavoro (legge 183/2014), che prevede la “semplificazione e razionalizzazione dell’attività ispettiva, attraverso misure di coordinamento” e l’istituzione di una Agenzia unica per le ispezioni sul lavoro (che è, appunto, il nuovo ispettorato generale del lavoro), tramite “l’integrazione in un’unica struttura dei servizi ispettivi del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, dell’Inps e dell’istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, prevedendo strumenti e forme di coordinamento con i servizi ispettivi delle aziende sanitarie locali e delle agenzie regionali per la protezione ambientale”.
Una riorganizzazione da molti attesa e che mette fine a questa sovrapposizione di compiti e competenze che spesso ha fatto sprecare energie e tempo.

Articolo pubblicato il 05 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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