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Esercizio provvisorio "illegittimo"
di Raffaella Pessina

Deve basarsi sull’ultimo bilancio di previsione approvato che però è impugnato. Lo denuncia il movimento indipendentista Sicilia Nazione

Tags: Ars, Bilancio, Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo



Non si spegne la polemica tra il presidente di Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo e la deputazione regionale, a seguito della sonora bocciatura in fase di approvazione della Finanziaria lo scorso 29 dicembre, della norma del Governo regionale che avrebbe stanziato, proprio per la partecipata regionale, 2 milioni e mezzo di euro per la sua ricapitalizzazione.

“C’è una lobby politica formata da una parte di deputati regionali, certamente non tutti – ha dichiarato Fiumefreddo - che da mesi ostacola i rigorosi processi di razionalizzazione avviati da Riscossione Sicilia. Di questo parlerò al procuratore di Palermo Lo Voi, al quale riferirò nomi e circostanze precise. Ma temo che vinceranno loro”. Sul mancato stanziamento Fiumefreddo ha aggiunto che tale importo “rappresenta appena il 4% dei circa 60 milioni di cui la partecipata è creditrice nei confronti della Regione in relazione ai costi di esercizio che devono essere rimborsati”. “Adesso – ha detto -  il rischio è che venga liquidata l’unica società che porta nelle casse regionali mezzo miliardo l’anno, ma che deve essere sacrificata perché la sua chiusura fa comodo a un pezzo trasversale di politica. E io penso purtroppo che questa partita la vincerà la politica peggiore”.

Riscossione Sicilia avrebbe individuato peraltro tra i deputati dei morosi, ed anche su questa notizia si son scatenate aspre polemiche. Ma “non è questo l’oggetto del colloquio richiesto al procuratore” ha aggiunto Fiumefreddo, perché non è materia di quell’ufficio; piuttosto lo sono le azioni di taluni deputati per fermare le scelte di risanamento, fatti precedenti al voto d’Aula che è stato solo la punta dell’iceberg. Non mi lascio intimidire e se questo, come qualcuno dice, è attentare al corpo politico, allora questo ho fatto. Ma in realtà ho solo adempiuto al mio dovere, senza ritenere che vi siano intoccabili. Abbiamo potato l’albero clientelare. A qualcuno non è piaciuto. E difatti non ho ricevuto incoraggiamenti da nessuno, tranne che da Crocetta”.

Giuseppe Milazzo, deputato di FI all’Ars ha ribattuto a tali dichiarazioni dicendo che “Il compito di Riscossione Sicilia è esclusivamente quello di riscuotere ciò che è iscritto a ruolo, si tratti di deputati dell’Ars o di tutti gli altri cittadini siciliani. Il presidente Fiumefreddo dismetta quindi i panni di novello Sherlock Holmes e si attenga ai compiti che la Regione attribuisce all’Ente da lui presieduto. Si preoccupi invece, incontrando il Procuratore, di fare chiarezza sui dipendenti di Riscossione Sicilia che avrebbero coperto, a suo dire, i deputati sui mancati pagamenti, garantendogli ‘privilegi’. A tal proposito presenterò un’interrogazione all’Ars, chiedendo che sia fatta piena luce sulle modalità seguite”.

Il vice capogruppo di FI, Vincenzo Figuccia, invece, ha presentato una interrogazione sulla chiusura del punto nascita a Petralia Sottana con la quale chiede all’assessore regionale alla Sanità di derogare alla regola che prevede siano necessari almeno 500 parti ogni anno per mantenere attivo il punto nascite.

Contro la decisione della Regione di applicare l’esercizio provvisorio per due mesi si è invece scagliata Sicilia Nazione che sostiene come “L’esercizio provvisorio votato dal Parlamento regionale sia in contrasto con le nuove norme di contabilità pubblica. Sono in discussione anche le spese obbligatorie”. Sicilia Nazione in una nota prosegue specificando che “Secondo il Dlgs 118 del 2011, recepito integralmente dall’Ars nei mesi scorsi, per il 2016 l’esercizio provvisorio si deve svolgere sulla base delle previsioni di entrata e di spesa dell’ultimo bilancio di previsione approvato. Ma questo bilancio è stato impugnato dal governo nazionale e allora l’assessore all’Economia Baccei ha adottato un escamotage in contrasto con le norme di contabilità pubbliche vigenti anche in Sicilia: chiedere all’Ars di approvare un esercizio provvisorio riferito alle previsioni di entrata e di spesa contenute nella proposta di bilancio approvata dalla Giunta regionale il 21 dicembre 2015”.
 
Secondo il movimento indipendentista, “il papocchio è ormai inestricabile e nessun deputato regionale, tanto meno i componenti della Commissione Bilancio dell’Ars, si sono accorti della questione, tanto da approvare un esercizio provvisorio che non rispetta né la ratio, né i dettati delle norme di contabilità pubblica”. “I deputati regionali avviino la raccolta di firme per presentare una mozione di sfiducia individuale all'assessore all’Economia - conclude Sicilia Nazione - per mancato rispetto dell'equilibrio economico e finanziario e mancata attuazione delle normative sulla contabilità pubblica”.

Articolo pubblicato il 06 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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