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Quotidiano di Sicilia

Via alla nuova rete per il controllo dell'aria
di Rosario Battiato

Sul sito dell’Arpa Sicilia la procedura aperta per realizzare il sistema di monitoraggio sulla qualità degli elementi che respiriamo. Nell’avviso si leggono fonti di finanziamento pari a circa 7 milioni di euro tra Pac e Statali

Tags: Arpa Sicilia, Ambiente, Inquinamento



PALERMO – In tempi di pessime notizie per l’aria nazionale, la Sicilia prova a rafforzare il suo sistema di controllo con il progetto di realizzazione e razionalizzazione della rete di monitoraggio della qualità dell’aria e del relativo programma di “valutazione per il quale sono necessari sia l’acquisto di strumentazione di misura, con il relativo servizio di manutenzione, sia i lavori edili per la realizzazione e l’adeguamento dei siti di monitoraggio”. Lo ha scritto l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente sul proprio sito ufficiale alla fine di dicembre, mettendo il segnale verde alla procedura per la realizzazione della rete di monitoraggio della qualità dell’aria. 

Le fonti complessive di finanziamento, leggiamo sul documento pubblicato dall’Agenzia, si distribuiscono tra 6 milioni di euro di fondi Pac e 1,1 di fondi statali e la scadenza è prevista per il 30 gennaio prossimo. Attualmente le stazioni di monitoraggio gestite direttamente dall’Arpa sono soltanto 12, mentre le altre 37 fanno riferimento alle ex province regionali di Siracusa, Caltanissetta, e dai Comuni di Palermo, Catania e Ragusa che ne validano i dati (ad eccezione del comune ibleo che ha firmato una specifica convenzione per affidare questo compito all’Agenzia). Nel futuro si prevederanno 55 stazioni di monitoraggio.

Il quadro della qualità dell’aria in Sicilia, la cui “valutazione” rientra tra i compiti istituzionali dell’Agenzia, si appresta pertanto a diventare ben più preciso, visto che anche in passato (di recente dal 2012 al 2014) è stata denunciata l’assenza di una raccolta minima dei dati previsti per legge.

L’ultimo aggiornamento in materia è arrivato proprio dall’Arpa che lo scorso dicembre ha diffuso l’annuario dei dati ambientali della Regione. “Nei prossimi mesi, a seguito di apposito finanziamento da parte dell’Arta, – si legge nel rapporto – Arpa Sicilia procederà alla riorganizzazione della rete secondo quanto previsto nel ‘Progetto di razionalizzazione del monitoraggio della qualità dell’aria in Sicilia ed il relativo programma di valutazione’, redatto da Arpa Sicilia ed approvato dall’Arta, in accordo con la ‘Zonizzazione e classificazione del territorio della Regione siciliana’, che individua cinque zone di riferimento”. Le cinque aree sono differenziate in “agglomerato Palermo”, “agglomerato Catania”, “agglomerato Messina”, “aree industriali” e “altro” che comprende tutto il resto. 

Per la Sicilia sarà un passaggio essenziale perché il “monitoraggio della qualità dell’aria costituisce un aspetto fondamentale nel processo conoscitivo dello stato di qualità dell’aria ambiente, necessario insieme all’Inventario delle emissioni, per valutare le azioni di risanamento da adottare nel caso di superamenti dei livelli critici delle concentrazioni degli inquinanti e per mantenere lo stato della qualità dell’aria entro le concentrazioni previste” dalla normativa nazionale che discende dall’attuazione della direttiva comunitaria 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa. Ricordiamo, infatti, che tra le segnalazioni importanti contenute nel rapporto si precisa che la Sicilia ha in atto una “procedura di infrazione per i superamenti della media annuale negli agglomerati urbani del biossido di azoto”.

Articolo pubblicato il 08 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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