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Occupazione, l'Italia riparte. Sud al palo
di Redazione

L’Istat certifica una disoccupazione che nel mese di novembre registra l’11,3%: dato più basso dal novembre 2012. Gli effetti della ripresa non si avvertono ancora nelle aree più deboli del Mezzogiorno

Tags: Jobs Act, Lavoro, Occupazione, Istat



ROMA - I dati Istat sulla disoccupazione dimostrano che “il Jobs act funziona”, secondo il presidente del consiglio Matteo Renzi. Su twitter, il premier ha scritto: “La disoccupazione continua a scendere,oggi 11,3%,è dimostrazione che il Jobs act funziona. L’Italia che riparte, riparte dal lavoro”.

Ed in effetti, il calo della disoccupazione certificato ieri dall’Istat, documenta una percentuale che di fatto è ai minimi da tre anni, cioè dal mese di novembre del 2012. Secondo le stime preliminari dell’Istat, il tasso di disoccupazione, in calo da luglio, è diminuito ancora a novembre (-0,2 punti percentuali) arrivando all’11,3%.

La crescita dell’occupazione nel mese di novembre è determinata dall’aumento dei dipendenti permanenti e degli indipendenti mentre calano i dipendenti a termine.

Dopo la crescita osservata dall’inizio dell’anno al mese di agosto (+1,3%, pari a oltre 200 mila dipendenti) e il calo a settembre (-0,2%), negli ultimi due mesi la stima dei dipendenti rimane sostanzialmente invariata. Il risultato è sintesi della crescita dei dipendenti a tempo indeterminato (+0,3% a novembre, pari a +40 mila) e del calo di quelli a termine (-1,3%, pari a -32 mila). Gli indipendenti registrano nell’ultimo mese un aumento dello 0,5% (+28 mila).

Nel periodo settembre-novembre 2015 i dipendenti aumentano dello 0,1% (+22 mila) rispetto ai tre mesi precedenti, la crescita interessa sia i dipendenti a tempo indeterminato (+0,1%) sia quelli a termine (+0,5%). Nello stesso periodo gli indipendenti diminuiscono dello 0,6% (-34 mila).

Rispetto a dodici mesi prima, i dipendenti crescono dell’1,5% (+247 mila), spiegando interamente la crescita dell’occupazione nei dodici mesi, mentre gli indipendenti diminuiscono dello 0,7% (-41 mila). Tra i dipendenti, quelli permanenti crescono dell’1,0% (+141 mila) e quelli a termine del 4,5% (+106 mila). Quasi mezzo milione di disoccupati in meno in un anno.

Secondo le stime preliminari dell’Istat, a novembre, la disoccupazione ha registrato un forte calo annuo: -14,3%, pari a -479 mila persone in cerca di lavoro. Sempre su base annua, il tasso di disoccupazione è calato sia per gli uomini (-1,4 punti percentuali) che per le donne (-2,3 punti).

“A novembre gli occupati sono cresciuti di 206 mila unità su novembre 2014 e i disoccupati sono diminuiti di 479 mila, pur dovendosi scontare l`aumento degli inattivi pari a 138 mila unità. Inoltre la disoccupazione giovanile diminuisce ancora attestandosi al 38,1%, dopo un lungo periodo in cui aveva ampiamente superato il 40%. In questi pochi numeri si può leggere l’ennesimo segnale di ripresa del lavoro in Italia, che non può tuttavia cancellare il fatto che il tasso di disoccupazione è ancora troppo elevato, soprattutto tra i giovani, le donne e nelle regioni del Mezzogiorno”. Lo sostiene in una nota il segretario confederale Cisl Gigi Petteni, commentando i dati.

“Pur avendo apprezzato le positive novità apportate dalla legge di stabilità, manca ancora la svolta che da tempo chiediamo nella politica economica del governo - sottolinea Petteni - con una nuova politica di investimenti pubblici e privati, in particolare nella ricerca e nell’innovazione, soprattutto nelle aree deboli del Mezzogiorno. Da parte nostra - conclude - ci aspettiamo che, anche a partire dagli importanti interventi di detassazione della contrattazione di secondo livello introdotti dalla legge di stabilità, le imprese accettino la sfida di un accordo sulle relazioni industriali che, in un clima di maggiore coesione sociale, potrà dare un importante contributo nella distribuzione della ricchezza prodotta e nel favorire investimenti”.

Articolo pubblicato il 08 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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