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Venturi: “Vedo Termini solo come polo industriale”
di Cettina Mannino

L’assessore regionale all’Industria Venturi insiste per l’industria pesante. Servono strumenti veloci e semplificazione degli investimenti

Tags: Fiat, Termini Imerese, Marco Venturi



PALERMO - Premesso che la Fiat di Termini Imerese ha un costo per unità di prodotto superiore rispetto, ad esempio, a quello di Menfi in Basilicata, per quale motivo ci si ostina a mantenere in vita un’industria che non funziona? Abbiamo rivolto la domanda all’assessore regionale all’Industria, Marco Venturi. “Intanto la fabbrica deve restare aperta finché  Fiat ha la volontà di mantenere la produzione di auto nell’indotto di Termini Imerese. Noi istituzioni regionali non dobbiamo alimentare quest’interesse”. “Inoltre - continua Venturi - è nei miei piani lavorare per migliorare ciò che esiste. A Termini non vedo altra realtà se non quella del polo industriale. Bisogna insistere, dunque, sullo sviluppo delle realtà che si sono insediate e sviluppate in questi anni”.
La posizione dell’assessore all’Industria della Regione Siciliana è chiara e decisa. La Fiat di Termini Imerese deve essere difesa e portata avanti a tutti i costi. Anzi, a conferma di quanto detto, Venturi afferma: “Il governo regionale dovrà mettere in campo strumenti veloci ed immediati per consentire la semplificazione degli investimenti sul territorio di Termini Imerese e sbloccare le procedure per l’individuazione di terreni su cui realizzare nuovi insediamenti”.
Ora più che mai Venturi è convinto, malgrado le problematiche economiche che investono l’indotto di Termini, di mettere la Fiat nelle condizioni di continuare a produrre. “Inoltre Termini è nata come indotto industriale della Sicilia, creare altri scenari, tipo il turismo, sarebbe inutile. Togliere la Fiat - conclude Venuti - equivale a togliere lavoro, produzione e sviluppo”.

Articolo pubblicato il 13 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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