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Cambi all'assetto dei corsi ma i problemi restano uguali
di Michele Giuliano

Decine di enti di formazione protestano per il nuovo sistema stabilito dal neoassessore Bruno Marziano. La Regione garantisce che con il nuovo Avviso ci saranno più opportunità per tutti

Tags: Lavoro, Formazione, Bruno Marziano



PALERMO - “Quello che è in corso è un vero e proprio eccidio degli enti di Formazione e le soluzioni proposte dall’assessore Marziano non solo non risolvono, ma proseguono sulla scia della morte della Formazione professionale”. È, in sintesi, il contenuto di una lettera diffusa dall’Assofor, associazione che raggruppa vari enti del settore, e firmata dai responsabili di 4 associazioni di enti in particolare: Benedetto Scuderi dell’Asef, Antonio Oliveri dell’Assofor, Joseph Zambito dell’Anfop e Luciano Luciani dell’Aref.

“La nomina dell'assessore Marziano ci aveva indubbiamente spinto a riconsiderare i nostri comportamenti – scrivono –. Era giustificato supporre che lo scenario, sino ad ora contraddistinto da una azione governativa tesa a sopprimere gli enti, potesse cambiare, date le dichiarazioni rese dall’attuale assessore. Svariati incontri con l’assessore ed il dirigente generale, intrisi di dichiarazioni di grande disponibilità perchè il sistema formativo siciliano potesse inaugurare una nuova stagione. Inviti alle associazioni degli enti a manifestare proposte che purtroppo, come nel passato, non hanno trovato accoglimento se non in alcune parti poco significative”.

Secondo gli addetti ai lavori sono state presentate soluzioni incomprensibili che stravolgono l’intero sistema, o quello che ne è rimasto, proiettandolo verso una indecorosa fine. Dall’analisi della situazione degli enti si può facilmente dedurre che proprio quegli enti di formazione, che da tanti anni hanno prodotto attività e impiegato personale qualificato, ma, soprattutto, che hanno innovato l’offerta formativa in Sicilia, saranno costretti a cessare la loro attività o a ridurre la loro presenza in maniera molto significativa.

“Tutto ciò a favore di tutti quegli enti, detti storici, non tutti ovviamente, che, con i loro apparati, - aggiunge l’Assofor - hanno reso il sistema poco flessibile e non in grado di agire in funzione di un mercato del lavoro in continua evoluzione. Un Avviso che, a leggere dalle dichiarazioni rese ai media, dovrebbe consentire l’occupabilità di 4 mila addetti. A fronte di queste dichiarazioni gran parte dei lavoratori si chiede: sarà vero? E, se sì, a che prezzo?”.

Vanno giù duro le associazioni collegate ad Assofor che parlano di un Avviso che viola le più elementari regole del Fondo sociale europeo poichè non tiene conto dell’utenza, reale destinatario delle risorse. Di fatto la Regione, con i nuovi criteri va a finanziare ore in funzione di quanto strettamente occorre per pagare i dipendenti, per di più solo a tempo indeterminato, senza spazio per quant’altro occorre a fare buona formazione. Certamente non l'idea che ha l'Europa nel finanziare la formazione in Sicilia: “Un Avviso che obbliga dei soggetti privati ad assumere con contratto a tempo indeterminato – denuncia Assofor - a fronte di progetti che avranno una durata di 6-9 mesi. Un Avviso che determina la fuoriuscita dal sistema di circa il 50 per cento degli enti ad oggi operanti e, quindi, il licenziamento di circa 2 mila e più persone”.
 


40 mila € per ogni assunto a tempo indeterminato
 
Il nuovo bando concepito essenzialmente si impernia su un dato: per ogni assunto a tempo indeterminato saranno stanziati dalla Regione quasi 40 mila euro. Proprio per questo motivo potrebbe esserci la corsa alle assunzioni da parte degli enti più grandi, che hanno quindi capacità economiche maggiori: “Questo avviso - continua nella lettera l'Assofor - non consente l’ingresso di nuovi soggetti poichè le risorse saranno assorbite dagli enti storici e da qualche furbacchione, il quale dichiarerà di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato, improbabili o ben oltre la propria capacità tecnica. Tutti temi trattati all’infinito, inutilmente, fino alla noia – continua la lettera -. Dobbiamo considerare involontario il determinarsi di condizioni che in modo più che palese premiano gli enti di formazione storici, probabilmente grandi contenitori che rappresentano appetitose opportunità? Forse questo Avviso ha goduto dell’apporto di soggetti fortemente interessati a gestire buona parte del finanziamento previsto? Forse esiste un progetto di ritorno al passato dei vecchi usi e costumi che tanto danno hanno apportato alla Formazione professionale? Pensiamo che questa ipotesi possa trovare fondamento nel fatto che questo Avviso determina, concretamente,  l’eliminazione di gran parte dei piccoli e medi enti”.

Articolo pubblicato il 12 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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