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Sponsor e Beni culturali: avanti "incompleti"
di Isabella Di Bartolo

Il dirigente generale del dipartimento regionale Beni culturali ha emanato la circolare del 16 dicembre senza riferimenti all’Art Bonus. Secondo il dg non si tratterebbe di una svista ma di una precisa scelta da parte del Governo

Tags: Turismo, Beni Culturali, Sicilia, Art Bonus



PALERMO - La Regione apre le porte agli sponsor privati tentando di colmare un’annosa vacatio. E tentando di dar seguito alle direttive del governo nazionale che, con il ministro ai Beni culturali Dario Franceschini, ha inteso avviare una rivoluzione nella gestione del patrimonio pubblico su modello di quanto accade nella altre realtà d’Europa e non solo. Ma la strada per coinvolgere i privati nella tutela e nella promozione dei tesori d’arte e cultura del territorio siciliano è ancora lunga. E complicata. Sì, perché se è vero che il quinto assessore della Giunta regionale di Rosario Crocetta ha firmato il decreto attuativo per le sponsorizzazioni private, è anche vero che per metterlo in pratica le lungaggini burocratiche non mancano. Ma, soprattutto, tra le norme citate in premessa nella circolare del 16 dicembre scorso che disciplina la materia, manca il riferimento al cosiddetto Art Bonus del governo Renzi. Ovvero, al decreto legislativo 83 del 2014 convertito in legge 106 del 2014.

Secondo il dirigente generale del dipartimento ai Beni culturali della Regione, Gaetano Pennino, non si tratterebbe di una svista bensì di una decisa scelta da parte del governo Crocetta. “Con la circolare n. 16 – spiega Gaetano Pennino - sono state fornite le prime istruzioni ai nostri Istituti sulla materia delle sponsorizzazioni, richiedendo agli stessi la compilazione di schede tecniche descrittive degli interventi che potrebbero essere oggetto di sponsorizzazioni”. Art Bonus, come sottolinea il direttore generale dei Beni culturali, è invece, una forma di mecenatismo alla quale non corrisponde da parte della pubblica amministrazione, una controprestazione. “Ma soltanto un pubblico ringraziamento – spiega Pennino - e la concessione, da parte dello Stato, di una cospicua detrazione fiscale. Ad Art Bonus aderirà, non appena, in conformità alla normativa vigente, verrà istituito il corrispondente capitolo di bilancio; questo Dipartimento chiederà l’elargizione liberale su alcuni degli interventi che verranno segnalati dai nostri uffici, ai quali verranno, comunque fornite le istruzioni necessarie per l’individuazione di tali interventi”.

L’Art bonus apre invece le porte a un mecenatismo capace di mettere in moto sistemi economici virtuosi, oltre che validi dal punto di vista delle iniziative a tutela del patrimonio. Ma è questo un sistema che la Regione non ha ancora messo in moto in attesa, appunto, della chiarezza derivante dallo strumento finanziario del governo regionale. Ma, mancando il riferimento a questo strumento, viene meno il principio fondamentale della ricerca degli sponsor da parte dei Soprintendenti e quindi lo spirito di fondo insito nella Legge Art bonus.

Nel frattempo, la circolare del 16 dicembre, firmata dal dirigente Pennino avvia un meccanismo interessante nell’ambito di una gestione condivisa del patrimonio pubblico che è ancora oggi un vulnus della politica culturale siciliana. Ne sono convinti gli addetti ai lavori, soprintendenti in primis, che hanno esigenza di dialogare con i privati delle province in cui operano per avviare iniziative e mettere in campo eventi e interventi. “Non vi è dubbio - commenta il soprintendente di Ragusa, Calogero Rizzuto - che la strada della collaborazione con chi opera nel territorio, siano imprenditori o associazioni o istituzioni varie, sia fondamentale per avviare una gestione virtuosa. L'apporto dei privati è la strada da seguire per dare nuovo impulso al patrimonio”.
 

 
Una giornata di studi dedicata al Teatro antico di Siracusa
 
La prima richiesta di sponsor per la valorizzazione del patrimonio culturale, sfruttando la circolare del 16 dicembre del dipartimento regionale ai Beni culturali, viene da Siracusa. La soprintendenza ai Beni culturali e ambientali della provincia aretusea, infatti, ha preso atto della nuova direttiva regionale e proposto all’assessorato di Vermiglio una giornata di studi dedicata a un monumento a rischio: il Teatro greco di Siracusa. Il gioiello archeologico della Neapolis versa infatti in condizioni di pericolo a causa dell’assenza di restauro di questi ultimi decenni e, per questa ragione, urge uno studio dettagliato che possa portare alla redazione di un progetto di restauro come intende fare la soprintendente di Siracusa, Rosalba Panvini. Così, l’archeologa ha scritto alla Regione comunicando di voler acquisire una sponsorizzazione per la realizzazione di una giornata di studio sul Teatro Greco di Siracusa secondo quando previsto dall’art. 120 del Codice dei Beni Culturali. Ciò – si legge nella nota inviata alla Regione - allo scopo di promuovere la conoscenza del progetto pilota di restauro e pulitura di un “cuneo della parte alta del Teatro Greco”, realizzato con fondi ex art. 7 legge 10/99 e un conseguente dibattito sul tema del restauro e della fruizione dello stesso. Per queste ragioni, la Soprintendenza intende organizzare una giornata di studio con la partecipazione di esperti del settore. L’iniziativa è volta ad acquisire al massimo due sponsorizzazioni per la realizzazione della giornata di studi o da realizzare in una sede messa a disposizione dal Comune di Siracusa. Finalizzazione della sponsorizzazione è rendere disponibili all’Amministrazione le risorse economiche per la realizzazione della giornata di studio”.

Articolo pubblicato il 12 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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