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Appalti pubblici, cosa cambia con la riforma
di Redazione

Dopo le modifiche alla Camera, il disegno di legge è tornato al Senato

Tags: Appalti, Riforma



Il disegno di legge sulla riforma degli appalti pubblici è ritornato nuovamente in discussione al Senato, le modifiche apportate in sede di approvazione alla Camera hanno riguardato principalmente tempi e modalità di esercizio della delega: «In particolare - ha spiegato il segretario dell’Ordine degli Ingegneri di Catania Alfio Grassi - si rimanda il Governo ad adottare due decreti legislativi: il primo, relativo all’attuazione delle direttive europee di riferimento, entro il 18 aprile 2016; il secondo, sul riordino complessivo della disciplina vigente in materia di contratti pubblici, entro il 31 luglio 2016.
 
Il testo prevede l’abrogazione del regolamento di attuazione del Codice dei contratti pubblici, affidando all'Autorità Anticorruzione il compito di emanare le norme attuative, e la predisposizione di procedure non derogabili riguardanti gli appalti pubblici e i contratti di concessione: adesso si chiede di garantire meccanismi di controllo e pubblicità.
 
Altre novità contenute nel testo riguardano la disciplina applicabile ai contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria e la semplificazione delle procedure in materia di affidamento. È stato recepito il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa per l’aggiudicazione degli appalti pubblici e delle concessioni – ha sottolineato - regolando espressamente il ricorso al criterio del prezzo più basso o del massimo ribasso d'asta insieme alla limitazione del ricorso all’appalto integrato».

Articolo pubblicato il 14 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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