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Quotidiano di Sicilia

Sette siciliani su dieci non hanno letto nulla nell'ultimo anno
di Antonio Leo

Le famiglie spendono poco per la cultura: in media circa 11 euro al mese per i libri e 17 per giornali e periodici. Rapporto Istat “La lettura in Italia”: peggio di noi solo Campania, Puglia, Basilicata e Calabria

Tags: Cultura, Istat, Lettura, Libro



PALERMO - Quante volte, entrando in una libreria, magari in una di quelle a tre piani come minimo, con il bar e le moleskine verde mela, le idee regalo e il caravanserraglio di ammennicoli per la casa, avrete pensato: ma chi se li compra tutti questi libri? Sempre meno italiani, stando all’ultimo rapporto dell’Istat “La Lettura in Italia”.

Si stima che nel 2015 soltanto quattro italiani su dieci di sei anni o più (circa 24 milioni) abbiano letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l'intervista per motivi non strettamente scolastici o professionali. Un dato che appare stabile rispetto al 2014, dopo la diminuzione iniziata nel 2011 (tra 2010 e 2014 si è passati dal 46,8 al 42% di lettori).

I non lettori, si legge nel dossier, sono la stragrande maggioranza in 14 regioni su 20, con la Campania detentrice del record (7 cittadini su 10 non hanno aperto nemmeno una guida per cucinare il tacchino in cinque mosse), seguita da Puglia (70,2%), Basilicata (68,7%), Calabria (69,3%). Anche la Sicilia si conferma paese dei balocchi, con il 68,3% delle persone di 6 anni e più che non hanno letto alcunché nei 12 mesi antecedenti l’intervista (quasi il doppio dei non lettori presenti a Trento, che sono il 39,2%). In generale, guardando alle macroaree, al Nord i non lettori non superano in media il 50% degli intervistati, mentre al Sud sono quasi sempre i due terzi.

La geografia conta e, infatti, la scarsa confidenza con i libri è associata al contesto urbano di appartenenza: l’incidenza di persone che non hanno mai letto negli ultimi 12 mesi raggiunge il 63,2% nei comuni fino a 2.000 abitanti, mentre scende al 48% nelle aree metropolitane.

Diminuiscono anche i divoratori di pagine, quelli che leggono almeno un libro al mese (sono passati dal 14,3% del 2014 al 13,7% del 2015), mentre quasi un lettore su due (45,5%) si conferma “lettore debole”, avendo letto non più di tre libri in un anno.
Tra gli altri dati che emergono, va detto che le donne leggono decisamente più degli uomini: la distanza maggiore tra i due sessi (ben 24,4 punti percentuali) si registra tra i 20-24enni, dove le “non lettrici” sono più di una su tre (il 37,2%) mentre i “non lettori” sono il 61,5%.

E se è vero che più si cresce, meno si ha voglia di leggere, è da notare che il 52,3% dei bambini di 6-10 anni e il 47% di quelli tra 11 e 14 anni non hanno letto altri libri al di fuori dei testi scolastici e non hanno praticato alcuna lettura se non per motivi di studio.
Si legge poco e si spende pochissimo. Nel 2014, infatti, le famiglie italiane hanno speso mediamente circa 11 euro al mese per libri e 17 per giornali, stampa e articoli di cancelleria.

Cifre in netta diminuzione rispetto agli anni passati: tra il 2010 e il 2014, la spesa delle famiglie per libri, giornali e periodici; stampa di vario tipo; cancelleria e materiali per disegno, ha subìto una contrazione molto più alta di quella registrata complessivamente per l'acquisto di beni e servizi: rispettivamente -18% (libri) e -31% (giornali, periodici e articoli di cancelleria) contro il -6%. Il calo non è compensato nemmeno dalla vendita degli ebook, che vengono scaricati e letti da meno del 16% dei cittadini.

Articolo pubblicato il 14 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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