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Palermo - Nuovo piano delle linee Amat, arrivano già i primi correttivi
di Gaspare Ingargiola

Il Comune ha fatto sapere che la fase di analisi e monitoraggio durerà all’incirca due mesi. Molte proteste sono arrivate dalle circoscrizioni e soprattutto dagli studenti

Tags: Palermo, Amat, Leoluca Orlando



PALERMO - Il nuovo piano delle linee Amat è in vigore dal 2 gennaio e l’avvio è stato segnato da alti e bassi. Il “new deal” degli autobus ha portato alla sospensione di 34 linee sottoutilizzate o sovrapposte al tram ma sono arrivate molte proteste dalle circoscrizioni e soprattutto dagli studenti delle periferie, abituati a prendere il mezzo pubblico per andare a scuola. Diverse le richieste, come quella di ripristinare almeno una linea per il quartiere di Borgo Molara, che ha subito il taglio di 364, 365 e 906, o quella di riproporre il collegamento diretto (la linea 102) tra la Stazione centrale e Notarbartolo, l’unico che portava dalla linea 1 del tram alle linee 2, 3 e 4. Sta funzionando con precisione svizzera, al contrario, il 101 sull’asse Stazione Centrale-Stadio, con una frequenza di passaggio inferiore ai 3 minuti.

Il problema è che la dieta dimagrante è sembrata ai più troppo drastica e troppo povera l’offerta alternativa: il piano di riorganizzazione sarebbe stato “digerito” più facilmente se metropolitana e passante fossero già pienamente operativi. Si pensi alla linea 122, che collegava la Stazione centrale al parcheggio Emiri sulla circonvallazione con una tappa al tribunale: in futuro il suo percorso sarà coperto dal passante con la fermata Imera, ma al momento non ci sono surrogati. Oppure si considerino le linee 118 (il cui percorso è stato ridotto e, partendo da via Basile, non arriva più in viale Francia ma si ferma a Notarbartolo) e 305 (sospesa): anche in questo caso un domani non ci sarà bisogno di un autobus perché saranno le grandi opere ferroviarie a congiungere le stazioni Belgio, Francia e Orleans.

Il Comune ha fatto sapere che “la fase di analisi e monitoraggio del piano durerà circa due mesi” ma ha già annunciato le prime modifiche: la linea 100 sarà allungata fino alla piazza di Tommaso Natale per sopperire alla temporanea chiusura della stazione ferroviaria; la linea 102 sarà ripristinata per garantire il collegamento tra la Stazione centrale e la Stazione Notarbartolo; sarà ripristinato il divieto di sosta su via Ciaculli per consentire la percorrenza della linea 212, scongiurandone la bocciatura da parte della Regione come nel caso di Borgo Molara. Sono stati i tecnici dell’assessorato regionale ai Trasporti, infatti, a negare l’autorizzazione al passaggio dei mezzi per motivi di sicurezza. “Grazie a un nuovo sopralluogo congiunto Comune-Amat-Regione è stata individuata la soluzione - ha annunciato l’assessore alla Mobilità Giusto Catania - e nelle prossime ore si procederà all’emissione di una ordinanza, all’installazione della relativa segnaletica e all’acquisizione delle necessarie autorizzazioni formali dell’assessorato regionale. Pertanto sarà ripristinata una linea bus per Borgo Molara, Aquino e Olio di Lino”.

“La soluzione prospettata - ha ribattuto il presidente della Quarta Circoscrizione Silvio Moncada - arrivata dopo la nostra battaglia e le mille firme fin qui raccolte, a malincuore ci soddisfa solo in parte. Questa ipotesi non contempla infatti il collegamento di Borgo Molara con la parte alta di corso Calatafimi (via Paruta). In questo modo continua il disagio di centinaia di studenti delle scuole medie e superiori quali Rutelli, Vittorio Emanuele, Cavour, Enea Rossi”.

Anche Mondello e l’Addaura hanno patito la sospensione di una linea, la 833 (e l’806 circolerà solo d’estate), mentre il vice presidente della Commissione Trasporti all’Ars, Pietro Alongi, ha lanciato l’allarme su altre periferie: “Cassare la linea 440 e la 923 è un provvedimento che isola Boccadifalco. Per non parlare delle scomparse linee 961 e 662 che mettono in seria difficoltà i 40mila abitanti dello Zen, dove hanno lasciato soltanto la 619 servendola con gli autobus piccoli e non più con i mezzi da 12 metri. Così come il grave taglio della 675 che serviva l’ospedale Cervello. Leso anche il quartiere di Vergine Maria”.

L’assessore Catania per il momento ribadisce che, al netto dei primi inciampi, “il piano ha mostrato un positivo impatto sulla città, in particolare sulla linee a maggiore carico di viaggiatori, sulle linee di interscambio con il tram e con i parcheggi intermodali. I tempi di attesa alla fermata sono ridotti e le frequenze sono notevolmente aumentate nel complesso della rete, garantendo comunque la capillarità del servizio”. E per gli studenti più piccoli è in arrivo un servizio sostitutivo con una flotta di 13 scuolabus a motore Euro 6 a gasolio e impianti di videosorveglianza e climatizzazione. A bordo potranno salire dai 32 ai 45 bambini ciascuno.

Articolo pubblicato il 14 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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