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Cresce la crisi per le imprese in sofferenza
di Angela Carrubba

Bankitalia ha diffuso i dati dell’economia e del settore credito delle regioni italiane nel 2008, con 88 pagine sulla Sicilia. Aumenta la disoccupazione coinvolgendo tutti i comparti e cresce ancora il costo del credito

Tags: Banca DÂ’Italia, Crisi, Imprese, Mezzogiorno



CATANIA - Bankitalia ha diffuso il Rapporto sulle economie regionali nel 2008 dal quale emerge che l’economia italiana, colpita dalla crisi in una fase particolarmente delicata, caratterizzata da una profonda trasformazione strutturale, è stata l’unica tra le maggiori economie dell’area dell’euro a registrare una riduzione del Pil già nella media del 2008. L’attività economica ha continuato a contrarsi a ritmi molto elevati nella prima parte del 2009.

La crisi finanziaria internazionale ha colpito pesantemente il Mezzogiorno e la Sicilia, che già nella prima parte del 2008 avevano registrato contenuti livelli di attività economica. Secondo stime della Svimez, nel 2008 il Pil della regione si sarebbe ridotto in misura lievemente minore che nel Mezzogiorno.

La crisi nell’Isola ha avuto un impatto maggiore sui settori del manifatturiero, dei trasporti e del commercio. I principali indicatori relativi all’industria, in particolare, nel corso del 2008 gli ordinativi e la produzione hanno accentuato l’andamento calante, con una diminuzione del grado di utilizzo degli impianti. Le imprese contattate per la consueta indagine annuale condotta dalla Banca d’Italia hanno ridotto gli investimenti in misura sensibile; la percentuale di aziende che hanno chiuso l’esercizio in utile è scesa.

Nel settore turistico si sono ridotti sia gli arrivi sia le presenze, soprattutto provenienti dall’estero. Nelle costruzioni si è manifestato un rallentamento dei prezzi degli immobili di edilizia residenziale; il numero di compravendite si è ridotto in misura superiore a quanto già avvenuto nel 2007.
Il valore complessivo delle gare per opere pubbliche bandite nel 2008 è diminuito. Le esportazioni hanno decelerato in misura sensibile; al netto dei prodotti petroliferi si è registrato un calo, particolarmente significativo nel quarto trimestre dell’anno.
L’occupazione è diminuita per il secondo anno consecutivo; il calo ha riguardato l’agricoltura, l’industria in senso stretto e il commercio. È tornato ad aumentare il numero di persone in cerca di lavoro e dopo otto anni si è interrotto il calo del tasso di disoccupazione, che rimane il più elevato in Italia.

L’andamento del credito ha risentito del peggioramento del quadro congiunturale, accentuando il rallentamento gia in atto nel 2007; hanno inciso fattori di offerta e anche di domanda. Le banche hanno applicato criteri più rigidi nell’erogazione dei prestiti alla clientela; le famiglie hanno ridotto la domanda di mutui ipotecari, mentre il fabbisogno finanziario dei settori produttivi è cresciuto a fronte dell’aumento delle scorte e del capitale circolante, nonostante il calo degli investimenti.
 

 
La flessione dell’attività d’impresa si è riflessa nella crescita dei tassi
 
Sino alla fine del 2008 si è verificato un incremento dei tassi di interesse sui prestiti a breve scadenza, soprattutto con riferimento alle imprese. I tassi praticati sulle operazioni a medio e a lungo termine sono lievemente cresciuti per il complesso della clientela, ma sono diminuiti per le famiglie. Da indicazioni provvisorie relative al primo trimestre del 2009, i tassi di interesse sono scesi sensibilmente, rispondendo al calo dei tassi ufficiali di riferimento. La flessione dell’attività produttiva si è riflessa anche nell’aumento del tasso di decadimento dei prestiti; una quota rilevante delle nuove sofferenze emerse nel corso del 2008 si riferisce a posizioni debitorie di imprese industriali. La raccolta bancaria è aumentata a tassi più elevati rispetto alla media degli anni più recenti, soprattutto nella forma delle obbligazioni,  che sono tornate a crescere dopo un quinquennio di variazioni negative. Il valore dei titoli in custodia e amministrazione è rimasto stazionario, ma si è verificata una ricomposizione dal risparmio gestito a quello amministrato. Per la prima volta dal 2000 il flusso dei nuovi mutui concessi alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni è stato inferiore rispetto all’anno precedente.

Articolo pubblicato il 14 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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