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Catania nel mirino di Beppe Grillo
di Redazione

Attacco sul blog dopo l’audizione del sindaco con la Commissione parlamentare antimafia. Il leader del M5s: “Serve un’amministrazione attenta e senza macchie”

Tags: Catania, Beppe Grillo, M5s, Enzo Bianco



CATANIA - “Io non conosco la relazione della Commissione regionale antimafia, non mi è stata fatta avere e sviluppare il dibattito su qualcosa che non si conosce non appartiene all’essenza della democrazia, ci possono andare di mezzo mafiosi ma anche persone perbene che non possono essere accomunate ad una versione in cui tutti alla fine risultano essere grigi. Prego questa Commissione parlamentare antimafia e anche la magistratura inquirente di fare massima e piena luce su questa vicenda”. Così il sindaco Enzo Bianco, davanti alla Commissione parlamentare antimafia, sulla istruttoria redatta dalla Commissione regionale Antimafia sul Comune di Catania, che avrebbe accertato che “nel caso di tre delle cinque persone politiche indicate, l’ipotesi formulata dalla segnalazione ha trovato riscontro”.

Immediato l’attacco del Movimento 5 stelle: Beppe Grillo ha subito pubblicato sul suo blog un post in cui chiede la dimissioni del sindaco del primo cittadino etneo. “Oggi, per ora, non hanno ancora indagato o arrestato nessun esponente del Pd. Ma a Catania è scoppiato il caso dei due consiglieri comunali della maggioranza legati con persone riconducibili ad ambienti mafiosi. Il sindaco piddino di Catania Enzo Bianco è stato convocato davanti alla commissione nazionale antimafia, ma lui dice di non saperne nulla. Lui è ignaro. Bianco non è certo un novellino, è in politica da decadi”. Nel post, intitolato #BiancoDimettiti”, il leader del M5s ricorda che Bianco “è stato anche coinvolto nello scandalo dei finanziamenti pubblici dell’ex partito la Margherita da Luigi Lusi, tesoriere della Margherita”.

“Bianco è bollito, il consiglio comunale è a serio rischio di infiltrazioni mafiose e i catanesi hanno bisogno di un’amministrazione attenta, reattiva e senza macchie”, conclude Grillo.

Articolo pubblicato il 16 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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