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Quotidiano di Sicilia

Edilizia sostenibile con il Piano Casa
di Melania Tanteri

Forum con Gaetano Fede, presidente Consulta Ordine degli Ingegneri Sicilia

Tags: Gaetano Fede



Cosa ha realizzato nell’ultimo anno la Consulta regionale degli Ordini degli ingegneri? Riuscite a portare in seno alla Regione le istanze della categoria?
“Abbiamo portato avanti moltissime iniziative, ma devo ammettere che abbiamo ottenuto pochi risultati. L’iniziativa parlamentare regionale è assente, per questo abbiamo pensato di presentare direttamente disegni di legge ed emendamenti. Ad esempio sul Piano Casa, che ancora non è stato recepito dalla Regione Sicilia, mentre già 12 regioni in Italia lo hanno approvato e reso operativo”.

Qual è la vostra valutazione tecnica dell’attuale Piano Casa?
“Sicuramente è positiva. Il Piano Casa, non solo rappresenta un’opportunità economica che non dovremmo disperdere, ma è anche un’opportunità per cominciare a veicolare i principi dell’architettura sostenibile, nel rispetto di standard di qualità nel costruire. E questo non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per i cittadini: non soltanto quando si costruisce, ma anche quando si compra un immobile, si devono valutare alcune cose”.

Quali punti avete messo in evidenza sul Piano Casa e quali positività e negatività intravedete?
“Complessivamente il nostro giudizio è positivo, anche se in alcuni punti andrebbe rivisto; in ogni caso penso che i tempi siano maturi per renderlo operativo con una serie di accorgimenti. Innanzitutto, bisognerebbe puntare maggiormente sulla ricostruzione di edifici preesistenti e fatiscenti, piuttosto che puntare solo sull’ampliamento. Questo poi, quando è previsto in altezza, presenta alcuni problemi: in alcuni casi, infatti, si entrerebbe in contrasto con la legge antisismica e i costi dei lavori sarebbero altissimi. Gli ampliamenti orizzontali, invece, comporterebbero meno problemi. Quello che noi riteniamo importante è, comunque, il principio di demolizione e ricostruzione, puntando sulla sostenibilità”.

Cosa avete tentato di modificare o di proporre negli emendamenti che avete presentato?
“Un aspetto che abbiamo portato avanti è il Libretto Casa, una sorta di libretto di manutenzione del proprio appartamento, volto al risparmio e al rispetto per l’ambiente, che evidenzi le criticità, il livello dei consumi e il rischio sismico. Nei Lavori Pubblici gli elaborati relativi alle manutenzioni degli edifici nuovi sono obbligatori e dovrebbero esserlo in tutti i casi.  Un territorio come il nostro, ad altissimo rischio sismico, dovrebbe tenere in grande considerazione aspetti come questo, invece, per quanto riguarda il governo del territorio, in Sicilia, siamo all’anno zero”.

Per questo Libretto Casa che tariffe sono previste?
“Per le nuove costruzioni sarebbe gratuito, per le vecchie si possono trovare accordi. In ogni caso le tariffe sarebbero accessibili a tutti e il costo del libretto si ripartirebbe tra tutti i condomini. Ma il mercato immobiliare non spinge certo verso questa direzione, non c’è la volontà di realizzarlo perché l’immobile si potrebbe deprezzare”.

E dal punto di vista dell’inquinamento e dell’ambiente cosa avete fatto di concreto?
“Abbiamo presentato 8 punti al presidente della Regione, ma non abbiamo sortito alcun effetto. La Sicilia è sprovvista di una legge sulla tutela del suolo e delle acque; non c’è alcuna legge sul governo del territorio e l’ultima risale al 1978. Il governo si è impegnato molto sulla Sanità, ma bisogna dare corpo ad altre “rivoluzioni”: ad esempio si potrebbe puntare proprio sul Piano casa, di fatto molto semplice, ma il cui iter è impedito forse per vincoli culturali. La casa, per prima cosa, deve essere sicura e progettata secondo criteri oggettivi di sicurezza e poi deve essere anche sostenibile, deve contenere i consumi e non disperdere le risorse, ad esempio l’acqua che è un bene troppo spesso sprecato nelle nostre abitazioni. Se si premiano le costruzioni relativamente agli aspetti energetico, deve essere inclusa la gestione dell’acqua”.
 

 
Lavorare sul progetto esecutivo del Ponte sullo Stretto affrontando le problematiche strutturali e di vento

A distanza di un anno e mezzo, quali sono stati i risultati del sondaggio riguardante il Ponte sullo Stretto?
“Abbiamo realizzato un’indagine i cui risultati sono stati pubblicati sul nostro sito: su 1500 ingegneri che hanno partecipato è emerso che il 56 per cento è per il no. La domanda che ha provocato questa percentuale è stata quella relativa a considerare il ponte una priorità, perché sono in molti a pensare che, parallelamente si debbano realizzare una serie di altri interventi sulle carenti infrastrutture dell’Isola. Finché non si avrà la certezza di questo, il ponte non cambierebbe poi tanto la situazione della Sicilia”.

Che ne pensa del fatto che a breve, verrà aperto il cantiere?
“In realtà, i cantieri che verranno aperti non hanno a che fare con la costruzione del Ponte. Non esiste ancora il progetto esecutivo del Ponte perché i problemi da risolvere sono tanti. Ad esempio c’è il problema del vento, sia in costruzione che in esercizio: per 2 mesi l’anno circa, non continuativi, il Ponte, infatti, dovrà stare chiuso proprio per il forte vento. L’ingegneria risolverà questi aspetti, ma ancora non è stata trovata la soluzione”.

In che modo si stanno evolvendo i progetti di cui ci parlò l’anno scorso?
“Quello relativo alla sicurezza dei cantieri procede; per quanto riguarda la teleconferenza abbiamo avuto un momento di stop, così come per l’e-learning, per una questione di costi. Abbiamo, comunque, fatto passi avanti per la realizzazione di un Centro Studi della Consulta, proprio per la formazione. Prima della scadenza del mio mandato, nel 2010, spero che tutti i progetti si possano definire”.

Articolo pubblicato il 14 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Gaetano Fede, presidente Consulta Ordine degli Ingegneri Sicilia
Gaetano Fede, presidente Consulta Ordine degli Ingegneri Sicilia