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Quotidiano di Sicilia

Innovare pensando ai bisogni altrui, la sfida dei social innovation citizen
di Serena Giovanna Grasso

Quattro i progetti siciliani con modelli economici sostenibili: Mobilita Palermo, Agoghè, Cicatrici e Bootstrap. L’Agenzia nazionale per i giovani e Italiacamp hanno messo in rete le buone pratiche

Tags: Mobilita Palermo, Agoghè, Cicatrici, Bootstrap



PALERMO – Gravi sono i problemi di occupazione che nel Mezzogiorno affliggono in particolar modo i giovani. Così, ai tempi della crisi, per sopperire alla mancanza di lavoro gli under 30 hanno fatto abbondantemente ricorso all’autoimprenditorialità (meccanismo che a sua volta è capace di creare nuova occupazione). Purtroppo però, questa tendenza ha subito una più che brusca frenata negli ultimi anni.

Risulta dunque particolarmente urgente escogitare soluzioni imprenditoriali che oltrepassino i tradizionali confini settoriali. È proprio a questo punto che scende in campo l’innovazione sociale, ambito nel quale è possibile sperimentare nuovi rimedi innovativi per trovare soluzioni a problemi irrisolti, utilizzando strumenti di business che rendano i modelli economici sostenibili nel tempo. Quando le risorse vengono meno, i processi collaborativi (sharing economy) diventano uno strumento fondamentale per risolvere problemi vecchi, cercando di ottenere vantaggi per tutta la comunità. L’esigenza crescente di soluzioni innovative, trova risposta attraverso un processo volontario, che porta alla creazione di nuove reti e collaborazioni tra giovani e attori del territorio, per rispondere a esigenze specifiche delle diverse comunità territoriali.

Un notevole esempio in tal senso è quello che ci viene raccontato all’interno del secondo rapporto sull’innovazione sociale “Modelli ed esperienze di innovazione sociale in Italia”, curato da ItaliaCamp e Luiss e pubblicato dalla Casa editrice Franco Angeli: ovvero, il progetto Social innovation citizen (Sic), nato dalla volontà dell’Agenzia nazionale per i giovani (Ang), il cui obiettivo è offrire ai giovani innovatori italiani la possibilità di entrare in contatto gli uni con gli altri, costruendo una rete relazionale e progettuale che favorisca lo sviluppo di buone pratiche nel campo dell’innovazione sociale. Il progetto intende costruire la prima rete di giovani ambasciatori di innovazione con un’età compresa tra i 18 ed i 30 anni, che potranno incontrarsi sulla piattaforma www.sitizen.it costituita appositamente per promuovere nuovi progetti e pratiche ad alto impatto sociale, nonché per attivare relazioni e scambi di idee tra i diversi innovatori.

Fine generale del progetto è la creazione di una rete di persone che possa rappresentare un punto di riferimento chiaro per i giovani che intendono utilizzare strumenti di innovazione sociale per creare occupazione, generare cambiamento sociale e promuovere l’inclusione.

Ben quattro sono i contributi siciliani: “Mobilita Palermo” di Giulio Di Chiara, “Agoghè innovazione sociale” di Francesca Timpano, “Cicatrici” di Fabrizia Strangio e “Bootstrap” di Giuliana Narbone. Si tratta di quattro progetti intervenenti su ambiti diversi, ma ugualmente incisivi.
 
“Mobilita Palermo” è un network che spinge alla partecipazione dei giovani attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici e interattivi, mappe di ricerca avanzate, sistemi di profilazione dell’user, possibilità di avanzare criticità e soluzioni alle problematiche su questioni specifiche che scendono sino a livello di quartiere.
 
Impronta prettamente sociale assume il secondo progetto, “Agoghè”, il cui obiettivo è rispondere a bisogni emergenti delle persone e della società, attraverso nuove forme di collaborazione e schemi d’azione. Infatti, Agoghé promuove e supporta tali iniziative, affiancando istituzioni, enti ed aziende pubbliche e private, nella realizzazione di progetti e nella promozione di interventi di cambiamento, orientati in senso etico e sociale.

Il progetto “Cicatrici” offre un supporto di tipo psicologico a tutti quei giovani laureati il cui lavoro è inferiore rispetto alla formazione professionale ricevuta.

Infine, “Bootstrap” intende promuovere tra i giovani del territorio di Caltanissetta l’idea che la legalità è il modo più conveniente di fare impresa e che lavorare in gruppo è una strategia vincente.
I progetti elaborati si caratterizzano  per la predominante presenza di modelli organizzativi innovativi o strumenti tecnologici che abilitano nuove relazioni all’interno dell’ecosistema o del settore. L’idea nasce e si sviluppa all’interno di un gruppo di attori che, in maniera complementare, decidono di mettere insieme le loro competenze ed esperienze.
L’innovazione percepita da parte dei proponenti riguarda nuove modalità di organizzazione, piuttosto che l’introduzione di un servizio innovativo e per ultimo la modalità di relazione tra gli attori e gli altri componenti della catena del valore, sia in uscita che in entrata.

Dunque, è estremamente importante potenziare progetti di tal genere, al fine di restituire un impatto sociale di lungo periodo che permetta di trovare nuovi punti di equilibrio in relazione ai cambiamenti e alle variabili di contesto.

Articolo pubblicato il 17 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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