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Quotidiano di Sicilia

Pa: maglia nera al Sud per i pagamenti alle imprese
di Andrea Carlino

Secondo quanto riporta la Confartigianato, la media è di 114 giorni, contro i 108 del centro Italia, 89 del Nord Ovest e 86 del Nord est

Tags: Confartigianato, Fattura Digitale, Sicilia, Pubblica Amministrazione



CATANIA - Maglia nera al Meridione per i pagamenti alle imprese da parte della Pubblica amministrazione. Infatti, secondo quanto riporta la Confartigianato, sono 114 giorni in media, contro i 108 del centro Italia, gli 89 del Nord Ovest e gli 86 del Nord est. La regione meridionale messa peggio è la Calabria: 149 giorni di ritardo, la quale, con questo numero, detiene il primato negativo anche su scala nazionale, segue nel gruppetto delle regioni del Sud la Campania: 128 giorni, la Sicilia 117, la Puglia 110, Molise 108 e Basilicata 95. Nel contesto nazionale la Puglia è quinta, insieme ad Abruzzo e Piemonte, la Basilicata è 14°.

In ogni caso, tutti i tempi, che si registrano in Italia, superano abbondantemente, i 30 giorni previsti dalla direttiva Europea, che diventano 60 per deroga soltanto per il settore della sanità pubblica e che per media si attestano sui 43.

Nel 2014 i debiti commerciali della Pubblica amministrazione ammontano a 71,6 miliardi. Recenti valutazioni di Confartigianato dei dati Eurostat evidenziano che, anche dopo gli interventi varati a partire dalla primavera del 2013, nel 2014 l’Italia rimane il Paese europeo con il più alto debito commerciale verso le imprese per beni e servizi – per la sola parte di spesa corrente – e pari al 3,0% del Pil, la più alta dell’Unione Europea.

Dopo l’avvio della fatturazione elettronica obbligatoria verso la P.a. (il 6 giugno 2014 per le amministrazioni centrali, dallo scorso marzo per tutte le amministrazioni) il governo ha messo in campo anche un ‘controllo’ sui tempi dei pagamenti, reso più agevole dalla piattaforma digitale su cui ora viaggiano tutti i dati. Le fatture registrate dal 1° luglio 2014 al 30 giugno di quest’anno sono state 8 milioni, per 46 miliardi di euro. Ma finora i dati sui pagamenti sono disponibili su 2 milioni di fatture (per 10 miliardi).

Dal 31 marzo 2015 è esteso a tutte le Pubbliche Amministrazioni l’obbligo di emettere, trasmettere, gestire e conservare le fatture esclusivamente in formato elettronico, secondo la normativa vigente. La fatturazione elettronica è un sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture che permette di abbandonare per sempre il supporto cartaceo e tutti i relativi costi di stampa spedizione e conservazione.

La Fattura Pa è una fattura elettronica ai sensi dell’articolo 21, comma 1, del DPR 633/72 ed è la sola tipologia di fattura accettata dalle Amministrazioni che, secondo le disposizioni di legge, sono tenute ad avvalersi del Sistema di Interscambio. La FatturaPA ha le seguenti caratteristiche: il contenuto è rappresentato, in un file XML (eXtensible Markup Language), secondo il formato della FatturaPA. Questo formato è l’ unico accettato dal Sistema di Interscambio; l’ autenticità dell’origine e l’integrità del contenuto sono garantite tramite l’ apposizione della firma elettronica qualificata di chi emette la fattura; la trasmissione è vincolata alla presenza del codice identificativo univoco dell’ufficio destinatario della fattura riportato nell’ Indice delle Pubbliche Amministrazioni.

I fornitori delle Pubbliche Amministrazioni a cui si riferiscono le scadenze normative sono chiamati, entro i termini indicati, ad emettere, trasmettere e conservare le fatture verso le PA interessate, esclusivamente nel formato e nelle modalità elettroniche previste dalla legge.

Il passaggio alla fatturazione elettronica comporta importanti vantaggi quali: abbattimento dei costi legati al cartaceo (stampe, spedizioni ecc.) e semplificazione nella gestione degli aspetti amministrativi.

Le fatture tra operatori economici non Pa possono invece continuare nelle modalità tradizionale e quindi vi potranno essere diverse gestioni per la stessa tipologia di documento fiscale.

Articolo pubblicato il 19 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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