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Quotidiano di Sicilia

Campo sportivo Fontana, diffidati Comune di Augusta e Regione
di Giuseppe Solarino

Entro 300 giorni i due enti dovranno stilare e realizzare un progetto per la messa in sicurezza dell’area. Parisi (Legambiente): amministrazione metta fine a scandalo che dura da 10 anni

Tags: Augusta, Ambiente, Inquinamento



AUGUSTA (SR) - Il campo sportivo “Fontana”, ubicato all’ingresso di Augusta, è stato chiuso nel 2006 dopo che era stata riscontrata, nel suo sottosuolo, la presenza di cenere di pirite, residuo di lavorazione nella produzione di zolfo ed acido solforico, contenente sostante tossiche, specialmente arsenico, proveniente dalla zona industriale siracusana. Detta cenere, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta, fu utilizzata per il riempimento di parte delle saline e per la realizzazione del campo sportivo. A seguito della sentenza della Corte di Giustizia Europea del dicembre 2014 con la quale l’Italia è stata condannata a pagare in rate semestrali oltre 80 milioni di euro l’anno per la mancata bonifica delle discariche, il presidente del Consiglio dei ministri, con una nota datata 15 dicembre 2015, ha formalmente diffidato il Comune di Augusta ed il presidente della Regione a provvedere alla bonifica del campo sportivo e avverte che farà ricorso al commissariamento nel caso in cui non si provveda entro i termini assegnati.

Il presidente del Consiglio, nel ricordare che l’area da gioco contaminata con ceneri di pirite ricade all’interno del Sito di interesse nazionale ai fini delle bonifiche, che a giugno 2015 è stato sottoscritto un accordo di programma per il risanamento delle aree contaminate tra i Ministeri e la Regione e che il ministero dell’Ambiente ha finanziato i lavori con circa 6 milioni e mezzo di euro, diffida il Comune e la Regione a predisporre il progetto di messa in sicurezza permanente dell’area entro 90 giorni e ad approvarlo entro i successivi 30 giorni, ad affidare i lavori entro i successivi 60 giorni, ad eseguire i lavori entro i successivi 90 e a rilasciare il provvedimento di conclusione del procedimento nei successi 30 giorni.

Il vice presidente regionale di Legambiente Sicilia, Enzo Parisi, ha commentato: “A qualcuno forse sembreranno pochi 300 giorni ma sono passati più di 10 anni da quando il campo sportivo è stato chiuso e niente è stato fatto in oltre un decennio per togliere un solo grammo di arsenico. Non si può concedere più tempo a chi ha sprecato troppo tempo a spese dell’ambiente e della collettività. La diffida non lo dice ma è altamente probabile che in caso di ulteriore inadempienza la sanzione comminata dalla Corte Europea (400.000 euro l’anno per ogni sito non bonificato dai rifiuti pericolosi) venga addossata dal governo nazionale all’Amministrazione comunale e/o alla Regione. Sappiamo bene che le minacce di commissariamento e di multe salate non sono finora servite a cambiare o a risolvere le scandalose vicende della disastrosa gestione dei rifiuti e delle mancate bonifiche in Sicilia. È però vitale e doveroso nei confronti di Augusta e della salute dei suoi cittadini che questa storia infinita della bonifica del campo sportivo e delle aree limitrofe venga portata a termine. Ci aspettiamo quindi che l’Amministrazione Comunale attivi tutte le sue competenze ed energie – incalzando anche la regione – perché si giunga finalmente a mettere la parola fine allo scandalo ed ai guasti”.

Articolo pubblicato il 19 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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