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Quotidiano di Sicilia

Agricoltura, aumento costi acqua esorbitanti
di Michele Giuliano

In alcune province sono scattati i nuovi piani tariffari, con rincari che vanno dal 400 sino al 700 per cento. Non sono bastati ai Consorzi di bonifica i tagli dello scorso anno, servono più incassi

Tags: Economia, Agricoltura, Irrigrazione, Consorzi Di Bonifica



PALERMO - Nel 2015 l’allarme fu sventato, quest’anno invece non ci sarà nulla da fare. Per gli agricoltori siciliani, o almeno per parte di loro, sono in arrivo pesantissime stangate con aumenti super dei canoni idrici.

Si parla di rincari che arrivano al 700 per cento in alcuni casi, costi insostenibili per gli imprenditori agricoli alle prese già con i problemi di un mercato che non garantisce adeguata remunerazione. Lo scorso anno si riuscì ad evitare il peggio con un intervento dell’allora assessore regionale all’Agricoltura Nino Caleca il quale emanò una circolare ai commissari di tutti e 11 i Consorzi di bonifica siciliani evidenziando che l’acqua irrigua, secondo quanto previsto dalla legge finanziaria 2015, doveva essere erogata solo a chi si trovava in regola con i pagamenti o a chi aveva già concordato con l’ente di riferimento un piano di rientro rateizzato.

In questo modo furono evitati possibili aumenti. Per di più i due Commissari straordinari alla guida dei Consorzi di bonifica siciliani si sono visti dimezzati le misure del compenso annuo loro spettante in considerazione del ruolo ricoperto. Con un apposito decreto sempre di Caleca fu tagliato questo compenso da 50 mila a 25 mila euro annui lordi per ciascuno dei due nominati. Sulla stessa linea la direttiva di indirizzi divulgata ai Commissari Fabrizio Viola e Francesco Petralia per quanto attiene il riconoscimento di indennità aggiuntive ai dirigenti degli attuali 11 consorzi siciliani. Però alla fine dello scorso anno la Regione ha ulteriormente ridotto l’impegno di spesa per i Consorzi e in più quest’anno è prevista un’ulteriore riduzione.

In questi termini è stato necessario per alcuni Consorzi prevedere maggiori introiti per garantire la sopravvivenza della struttura in funzione anche dei contributi della Regione. In provincia di Trapani le nuove tariffe per la prenotazione dell’acqua per irrigare i campi subiranno un aumento stratosferico del 700 per cento: “Si parla di un aumento che va dai 16 euro per ettaro dello scorso anno - afferma Bartolo Giglio, esponente del Comitato spontaneo degli agricoltori trapanesi - a quasi ben 95 euro. Un aumento esorbitante che non è nemmeno giustificato dalla redditività che i terreni agricoli garantiscono”.

Tale contributo sarà dovuto a partire da quest’anno dai produttori olivicoli per avere l’acqua nelle terre servite dallo stesso consorzio, quindi in tutta la provincia trapanese. “Penso che bisogni intervenire urgentemente al fine di evitare conseguenze disastrose al settore agricolo” ha detto la parlamentare regionale Antonella Milazzo.

Sullo stesso tenore gli aumenti a Caltanissetta dove si parla di rincari del 400 per cento: gli 8 mila agricoltori del territorio stanno pensando ad una class action. Il Movimento 5 stelle cerca di mettere una pezza con una interpellanza presentata all’Ars, con cui chiede al governo di intervenire con attività di sostegno ai consorziati e con una mediazione tra agricoltori e consorzio, atta ad abbassare le quote richieste.
 

 
Tra marzo e aprile inizierà la stagione irrigua in Sicilia
 
Cosa succederà non è ancora chiaro: si deve sin da subito puntualizzare che le nuove tariffe sono state deliberate e solo una nuova direttiva potrebbe far tornare indietro le cose. La stagione irrigua, quella certamente importante, è alle porte. Infatti in Sicilia la campagna inizierà nella prossima primavera, a cavallo tra marzo e aprile, anche se effettivamente i veri problemi li si comincerà a sentire da giugno in poi, quando le piogge scarseggeranno. “Lavoreremo affinchè il governo regionale e il parlamento - evidenzia la deputata regionale Antonella Milazzo - trovino la soluzione per evitare un tale spropositato aumento che rischia di mettere in ginocchio gli agricoltori della provincia di Trapani.
Bisogna senza dubbio tener conto delle esigenze di armonizzazione contabile e di necessario risanamento di enti come i consorzi di bonifica ma si devono tutelare gli agricoltori e i lavoratori dei consorzi, che non possono pagare per gli errori e le gestioni dissennate del passato”. “Un aumento del genere – aggiunge il collega dell’Ars Giancarlo Cancelleri – non è sostenibile, ed è figlio unicamente di quella norma finanziaria n.9 del maggio 2015 che con l’art. 47 comma 11 ha introdotto la diminuzione a scaglioni della contribuzione della Regione nei confronti dei consorzi di bonifica”.

Articolo pubblicato il 23 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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