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Olocausto, la Sicilia non dimentica l'orrore
di Maria Francesca Fisichella

Domani si celebra il “Giorno della memoria”, istituito con la Legge 211/2000. A Catania mostra ripercorre le persecuzioni nell’Isola e in Italia

Tags: Giorno Della Memoria, Olocausto, Shoah



PALERMO - Il “Giorno della Memoria”, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, è stato istituito con la Legge n. 211 del 20 luglio 2000. Nell’articolo 1 si legge che “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, ‘Giorno della Memoria’, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetti i perseguitati”.
 
Continuando, si legge che in questa occasione “sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico e oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere” (art. 2).

Perché proprio il 27 gennaio, come data della ricorrenza? Perché in questa data le Forze alleate liberarono Auschwitz dai tedeschi. Si rivelò, così, all’umanità come 1,5 milioni di persone furono qui sterminate, tra camere a gas e forni crematori, tra fame e gelo (anche se lo sterminio nazista di morti ne conta sei milioni), annullandole come esseri umani, privandole della dignità. A dare voce a quell’orrore ci sono ancora le voci degli ultimi superstiti e di coloro che questo dolore lo hanno vissuto attraverso la testimonianza di parenti o amici ormai scomparsi. E, dunque, per non dimenticare, la “Giornata della memoria”, ogni anno si alimenta di testimonianze, celebrazioni, mostre, per non lasciare spazio a dichiarazioni come quelle dell’ex SS, Erich Priebke, morto nel 2013, secondo il quale nei campi i detenuti lavoravano, c’erano delle immense cucine e niente camere a gas. E le falsità messe in giro erano frutto della propaganda dei nemici. Ma a sciogliere “ogni dubbio”, se mai servisse, sulla realtà dei fatti basta ricordare le parole di Primo Levi, nel suo “Se questo è un uomo”, in cui scrive “Meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore (…) Ripetetele ai vostri figli”.

Da Nord a Sud, gli eventi non si faranno attendere. In Sicilia si segnala la mostra “1938-1945. La persecuzione degli ebrei in Italia. Documenti per una storia” allestita presso il Palazzo della cultura a Catania, che accoglierà i visitatori fino al 15 febbraio. È il frutto dell’intesa tra la Prefettura di Catania, il Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano (Cdec), la Comunità ebraica, il Comune di Catania, l’Archivio di Stato e la Soprintendenza Archivistica, l’Università di Catania. 

La mostra, attraverso documenti pubblici e privati, articoli di giornale, fotografie ricostruisce il dramma della persecuzione razziale con un percorso di approfondimento dedicato alla realtà della Sicilia. Insieme alla storia dei duecento ebrei che si trovavano in Sicilia negli anni 1938-1943, si ricordano quelle degli oltre 750 siciliani catturati fuori dall'isola e deportati nei campi di concentramento e di sterminio nazisti dopo l'8 settembre del 1943. Altre migliaia, inquadrati nell'esercito italiano nelle regioni del centro-nord o dei Balcani, vennero deportati in campi di internamento.
“È una iniziativa bellissima. Ripone all'attenzione delle giovani generazioni una tragedia che l'umanità ha vissuto e che noi dobbiamo impegnarci ad evitare che possa essere replicata”, ha detto ieri il viceministro all'Interno Filippo Bubbico.

Nel palermitano si segnala mercoledì 27 la messa in scena, nel Teatro dell’Educandato Statale Maria Adelaide, del nuovo spettacolo dei pupi di Angelo Sicilia sulla storia di Calogero Marrone. Siciliano di Favara (Ag), Marrone morì nel campo di concentramento di Dachau in Germania. Lo spettacolo è realizzato dalla Marionettistica popolare siciliana di Palermo. Racconta le eroiche vicende di questo siciliano che viveva a Varese e che nella città lombarda, dopo le “leggi razziali”, falsificava i documenti d’identità degli ebrei e dei perseguitati politici per favorirne la fuga. Denunciato da un traditore fu arrestato, trasferito in diverse carceri, fino alla deportazione nel campo di concentramento di Dachau, dove morì nel febbraio del ’45. Per il suo coraggio gli è stata riconosciuta l’onorificenza di “Giusto tra le Nazioni”.

Articolo pubblicato il 26 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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