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La Finanziaria arriverà in Aula a metà febbraio
di Raffaella Pessina

È quanto stabilito nella giornata di ieri dalla conferenza dei capigruppo. Esame in Commissione Bilancio entro l’11 febbraio

Tags: Ars, Bilancio, Finanziaria



PALERMO - Aperta e subito rinviata al prossimo 2 febbraio la seduta d’Aula a Palazzo dei Normanni. Ancora una volta, l’attività di Sala D’Ercole langue e pochissimi erano i deputati presenti. Nel mese di gennaio il Parlamento si è riunito cinque volte e, sommando le ore di riunione, si totalizzano cinque ore. Un’ora a seduta.

Mancano gli accordi politici e intanto il tempo stringe perchè alla data della prossima seduta mancheranno tre settimane alla fine dell’esercizio provvisorio, anche se lo stesso sarà per regolamento rinnovabile fino al mese di aprile. Intanto, nella mattinata si è tenuta la conferenza dei capigruppo nel corso della quale è stato stabilito che la legge di Stabilità regionale verrà esaminata dal Parlamento a metà mese. La conferenza si è riunita per stabilire le scadenze legislative in vista della fine della sessione del bilancio che dovrebbe concludersi entro la scadenza dell’esercizio provvisorio a fine febbraio.
 
Il 28 gennaio prossimo l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, illustrerà i documenti contabili del governo nel corso di una apposita audizione in commissione Bilancio. La stessa dovrà esitare i testi entro il prossimo 11 febbraio. Sono previste anche altre audizioni in commissione Bilancio, a seguito delle polemiche dei giorni scorsi sollevate da vari parti politiche sui programmi del Patto per il Sud. Infatti nella stessa giornata verranno ascoltati anche gli assessori Giovanni Pistorio, Carlo Vermiglio, Maurizio Croce e Anthony Barbagallo. All’ordine del giorno della prossima seduta d’Aula invece vi sarà la votazione del deputato segretario all’interno dell’Ufficio di Presidenza, per il resto non cambierà nulla: le voci ormai sono quelle degli ordini del giorno delle convocazioni passate.

Si registrano nel frattempo prove tecniche di alleanze politiche per compattare la maggioranza: ieri pomeriggio si è tenuto un lungo incontro nella sede dell’Ars tra i deputati regionali di Sicilia Futura, alla presenza del presidente onorario Totò Cardinale e dei dirigenti politici del movimento Giacomo Scala, Elio Sanfilippo e Pippo Morano, con gli assessori regionali Pd dell’area Renzi Alessandro Baccei, Vania Contraffatto, Baldo Gucciardi e Maurizio Croce sulla finanziaria regionale e la situazione economica della Regione. Soddisfatto il commento di Giuseppe Picciolo, capogruppo del Sicilia Futura all’Ars.
 
“La riunione di oggi – ha detto - è stata proficua ed ha permesso di illustrare le proposte normative che il nostro movimento presenterà per migliorare la legge finanziaria regionale di prossima approvazione. Il confronto con gli assessori Baccei, Gucciardi e Contraffatto è stato utile per verificare da vicino quale sia la situazione economica della Regione e per approfondire temi legati alle deleghe da loro gestite in seno al governo Crocetta. La collaborazione con il Pd è sempre più forte e il sostegno al progetto politico che ha in Matteo Renzi il leader vede l’adesione convinta di Sicilia Futura”. Soddisfatto anche Michele Cimino, componente di Sicilia Futura: “Il confronto di oggi è stato utilissimo per approfondire alcuni temi della finanziaria a partire dalla creazione di un fondo di garanzia per i giovani – ha detto – in cerca di prima occupazione e per l’introduzione di alcune norme che in materia di politiche energetiche e ambientali possano costruire un percorso di vero riscatto per la nostra Regione in termini di occupazione”.
 
Restano invece le polemiche all’interno del Pd dove l’esponente nazionale Davide Faraone critica l’assessore regionale alla formazione Bruno Marziano. “Credo che Marziano farebbe meglio – ha detto Faraone - a stanziare i soldi che la Regione dovrebbe destinare alle scuole così come ha fatto lo Stato nelle altre regioni che non sono a Statuto speciale. E la Regione dovrebbe anche sbrigarsi a completare la riforma delle Province perché adesso rischia la perdita di finanziamenti milionari destinati alle città metropolitane. Finora - ha concluso Faraone - anche questo settore è rimasto nel guado”.
 
Immediata la risposta: “Nessuna intenzione di aprire polemiche con il governo nazionale con il quale, anzi, è necessario avviare un confronto costruttivo su tutto ciò che riguarda ‘scuola e diritto allo studio’. C’è però l’esigenza di trovare soluzioni per evitare il dissesto degli enti intermedi in Sicilia: si rischia altrimenti di avere pesanti conseguenze e di negare il diritto allo studio alle categoria svantaggiate” ha detto Marziano.

Articolo pubblicato il 27 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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