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Economia circolare, una Sicilia si muove
di Rosario Battiato

Domani a Bruxelles l’incontro al Comitato economico e sociale europeo per discutere le misure dedicate alla sostenibilità. Il progetto Vienergy è già un modello per puntare a una parte dei 650 milioni di finanziamenti

Tags: Economia Circolare, Sviluppo, Sostenibilità, Sicilia



PALERMO – Si chiama economia circolare e per semplificare rappresenta un modello che piazza al centro dello sviluppo la sostenibilità del sistema, quindi nessun prodotto di scarto e materie costantemente riutilizzate. In ballo ci sono svariati milioni di euro di finanziamenti europei e la Sicilia, almeno questa volta, sembra essere in prima fila.

Per l’Europa l’economia circolare non è soltanto una prospettiva, ma un impegno da spendere già col lavoro di Orizzonte 2020 per il biennio 2016-2017 che comprende un’importante iniziativa, “Industria 2020 nell’economia circolare”, che permetterà di assegnare circa 650 milioni di euro a progetti di dimostrazione innovativi che sostengono, come ha spiegato Antonello Pezzini, questore del Comitato Economico europeo e consulente energetico del governatore Crocetta, gli “obiettivi dell’economia circolare e la competitività nell’Unione in un’ampia gamma di attività industriali e di servizi, tra cui la trasformazione, la fabbricazione e nuovi modelli imprenditoriali”. E a questi fondi di Horizon 2020 si aggiungono 4 miliardi di euro presi dai Fondi Strutturali.

Di economia circolare si parlerà domani al Comitato Economico e Sociale Europeo, l’organo consultivo dell’Ue composto dai rappresentanti dell’industria e dai gruppi di interesse sociale, che ha predisposto un’audizione pubblica per la stesura del pacchetto Ue per l’economia circolare (COM/2015/614 final).

Ci sarà anche un pezzo di Sicilia all’incontro. Merito del progetto europeo Vienergy, finanziato dal PO Italia Malta e concluso lo scorso anno, che ha applicato per la prima volta il concetto dell’economia circolare al settore vitivinicolo nell’Isola. Capofila del progetto è stato l’Istituto regionale Vino e Oli di Sicilia che “ha condotto studi sulla possibilità di riutilizzare tutti gli scarti del settore vinicolo – riportiamo da una nota – per ottenere materia prima seconda ed energia”. In particolare si è rilevata la possibilità di produrre “metano verde” convertendo e utilizzando l’anidride carbonica dei processi fermentativi. Il biocarburante ottenuto può essere utilizzato per la coltivazione delle vigne, sostituendo i combustibili di origine fossile.

A Bruxelles ci sarà Mario Ragusa, uno dei tecnici del progetto, assieme ad altri esperti comunitari, referenti nazionali dell’Enea, ed esperti dell’assessorato all’Energia della Regione siciliana. “Credo sia giunto il momento di iniziare a parlare – ha spiegato Ragusa al QdS – di start up, innovazione, della Sicilia che verrà in buona sostanza”. E per farlo occorre partire da uno dei pilastri portanti del nostro territorio come l’agricoltura che si inserisce pienamente nel concetto di economia circolare. “Sto creando – ha proseguito – un gruppo che serve per raccogliere le idee e le proposte dei giovani migliori, ricercatori, scienziati e imprenditori per rilanciare l’economia portante del nostro territorio, l’agricoltura, sfruttando l’inizio di questa nuova opportunità che ci offre la comunità Europea: l’economia circolare”.

Uno sviluppo che garantisce riduzione delle emissioni e dello spreco e una migliore gestione delle risorse a fronte di una richiesta di innovazione in tutti i settori. Per Pezzini “la transizione verso un’economia circolare è un cambiamento strutturale”. Secondo l’esperto “è necessario creare le condizioni che consentano di far prosperare l’economia circolare e mobilitare risorse” e il “sostegno alla ricerca e all’innovazione sarà pertanto un fattore determinante per dare impulso alla transizione, che concorrerà anche a rafforzare la competitività e modernizzare l’industria dell’Unione”.

Articolo pubblicato il 27 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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