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Quotidiano di Sicilia

La Finanziaria regionale fa già discutere
di Raffaella Pessina

Il documento sarà esaminato a partire da oggi dalla commissione Bilancio. Forza Italia: “Misure volte ad alimentare file di privilegiati”

Tags: Ars, Bilancio, Finanziaria, Marco Falcone



PALERMO - Conferenza stampa ieri del gruppo Forza Italia all’Ars sugli articoli che compongono la Finanziaria regionale. In particolare, gli azzurri si riferiscono a tre articoli “nascosti tra le pieghe della Finanziaria regionale, da cui si evincerebbe il tentativo di voler alimentare le file dei privilegiati che fanno parte dei cda di enti e partecipate”. Si tratterebbe dell’articolo 14 che prevede al comma 8 che tutti gli organi che al loro interno hanno “rappresentanza associativa” incrementino da tre a cinque i componenti dei loro consiglio di amministrazione. L’articolo n. 40 vuole aumentare fino a 30 commissari esterni con una spesa di 90 mila euro, i componenti della commissione esterna per la verifica delle autorizzazioni urbanistiche istituita con la legge finanziaria dello scorso anno.

All’articolo 42, infine, si prevede che nelle more della ricostituzione dei Liberi Consorzi e delle Città Metropolitane, l’assessore possa nominare sei dei trenta componenti che toccherebbe nominare invece agli enti sovra comunali.

Il documento sarà esaminato a partire da oggi dalla commissione Bilancio. “È evidente che si tratta di una Finanziaria fatta con norme ad hoc per la prossima campagna elettorale - ha detto il capogruppo di Fi, Marco Falcone, - che ha contestato anche lo stanziamento di un milione di euro per la bonifica del Bosco Palo, una miniera altamente inquinante che produce molte scorie radioattive. “Come mai non è stata data alcuna cifra ad altri insediamenti? Come mai la miniera di Pasquasia non ha ricevuto un solo euro? È chiaro che oltre a fare clientelismo, il governo non è capace di attingere a risorse extraregionali per far funzionare il circuito produttivo”.

Criticata anche la norma che crea una riserva per le strutture accreditate nell’ambito della Sanità, ma non convenzionate con il sistema sanitario nazionale. La norma prevede un incremento del fondo destinato alle strutture dello 0,5% annui per tre anni con “una quota dei tetti di spesa riservata ad integrare il budget delle singole strutture private accreditate che sulla base di una sentenza almeno di secondo grado risultino essere vittime di richieste estorsive”. La stessa norma prevede che “con decreto del Presidente della Regione e su proposta dell’assessore alla Salute, previa deliberazione della giunta regionale siano definite le modalità di distribuzione delle somme”.
Un tentativo “di sovvenzionare strutture fuori dalle convenzionate nell’ambito della sanità con un pretesto assurdo”, hanno detto i deputati di Fi Marco Falcone, Vincenzo Figuccia e Riccardo Savona “che fa pensare che questa sia la Finanziaria della prossima campagna elettorale”.

Intanto, è emergenza per le partecipate siciliane, che verranno sottoposte al piano di riordino regionale. In particolare, i dipendenti di Sviluppo Italia Sicilia, che sono in arretrato di sette mensilità, attraverso i sindacati hanno chiesto un incontro urgente con l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, e un’audizione in Commissione Bilancio, per la salvaguardia dei livelli occupazionali, “Rilevata la perdurante assenza di comunicazioni sulle prospettive di continuità aziendale e quindi “la mancanza di garanzie sul futuro dei lavoratori”.

Articolo pubblicato il 28 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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