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Palermo - Comune e Rap parte civile contro i piromani dei cassonetti
di Redazione

Dal 2010 ne sono stati bruciati 779 con danni da 600/700 € l’uno

Tags: Rap, Palermo, Rifiuti



PALERMO - Il Comune e la Rap hanno annunciato che si costituiranno parte civile nell’eventuale processo a carico delle quattro persone individuate dalla Polizia per aver dato alle fiamme un cassonetto dell’immondizia e un contenitore per la raccolta di indumenti usati all’incrocio tra via Uditore e via Cimabue.  “Ancora una volta - ha commentato il sindaco Leoluca Orlando - sul nostro territorio si consumano atteggiamenti gravi, indegni e incivili da parte di certi palermitani che hanno il solo scopo di ostacolare la crescita della parte migliore della nostra comunità. Ogni cassonetto che viene incendiato costa caro alla collettività. Un vero crimine che non siamo disposti a tollerare, né per bravate né per ragazzate”. 

“Chiunque giochi a danneggiare la comunità – ha concluso il sindaco - dovrà assumersi le proprie responsabilità in ogni sede”. Dal 2010 sono 779 i cassonetti danneggiati o incendiati a Palermo, con un picco massimo di 234 nel 2013. Il costo dei cassonetti varia, a seconda della tipologia (1.100 litri e 1.700 litri), tra 600 e 700 euro ciascuno.

Nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha arrestato un giovane di 23 anni e denunciato altri tre ventenni per resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e incendio di alcuni contenitori ecologici della raccolta dei rifiuti. Alle quattro di notte di domenica scorsa gli agenti hanno notato in via Uditore un cassonetto incendiato e poco dopo un altro contenitore in fiamme tra via Uditore e via Cimabue. Nella vicina via Lo Monaco Ciaccio, la pattuglia ha avvistato quattro giovani che davano fuoco a un altro cassonetto, li ha bloccati e nelle loro tasche ha trovato alcuni accendini. I piromani hanno tentato di giustificarsi dicendo di averlo fatto per gioco. Uno dei tre, il 23 enne, ha iniziato a inveire contro gli agenti e per questo è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. L’arresto è stato convalidato con obbligo di dimora.

Articolo pubblicato il 28 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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