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Quotidiano di Sicilia

Regione inadempiente, nove infrazioni Ue
di Carlo Alberto Tregua

Politici e burocrati incapaci e irresponsabili

Tags: Unione Europea, Regione Siciliana, Infrazioni



Che la Regione sia inadempiente nei confronti dei siciliani è cosa nota. Presidenti e Giunte hanno realizzato il peggiore risultato degli ultimi otto anni fra le Regioni d’Italia, avendo perduto il 14 per cento di Pil, contro l’8 della media nazionale e il doppio della disoccupazione, sempre rispetto alla media nazionale. Peggio di così...
Ma per questo disastro nessuno ha pagato di tasca propria, anche se Cuffaro e Lombardo sono stati costretti a dimettersi dagli eventi, mentre l’attuale Crocetta resiste, nonostante la sua conclamata incapacità di agire per fare crescere economia e occupazione nella nostra Isola.
È proprio questo il vulnus della Classe politica siciliana: continuare a percepire ricchi emolumenti, indipendentemente dal buon andamento di economia e occupazione.
Invece no, non funzionano così le cose. Chi non consegue risultati non deve percepire alcunché, perché compensi e risultati sono strettamente collegati. Disgiungerli è una violazione dei princìpi etici che vengono prima delle leggi.
 
Sono ben nove le procedure d’infrazione Ue a carico della Sicilia e nella prossima pagina le elenchiamo. Fra le infrazioni, le più gravi sono quelle relative alla depurazione e alla mancata redazione del Piano dell’aria: anni trascorsi senza risultati.
Ricordiamo che la procedura d’infrazione viene attivata dalla Commissione europea sulla base di denunce di privati, di interrogazioni parlamentari, ovvero di propria iniziativa.
Non si apre automaticamente, ma parte da una lettera di messa in mora (art. 258 Tfue) e prosegue, nel caso lo Stato membro non provveda agli adempimenti, fino alla combinazione di sanzioni pecuniarie anche rilevanti.
La Commissione europea ha aperto ben 89 procedure d’infrazione contro lo Stato italiano, di cui 69 per violazioni del diritto comunitario e 20 per mancato recepimento delle direttive. L’Italia è agli ultimi posti per irregolarità europee. è vero che eroga circa 20 miliardi l’anno all’Unione europea, ricevendone circa la metà, ma il non adeguarsi alle direttive o infrangere le norme è un’obiettiva debolezza.
 
L’Isola rientra nella causa C-196/13, procedura di infrazione 2003_2077 (violazione dell’articolo 14 della direttiva 1999/31/CE sulle discariche di rifiuti); causa C-565/10, procedura di infrazione 2004_2034 (cattiva applicazione degli articoli 3 e 4 della direttiva 91/271/CE sul trattamento delle acque reflue urbane); causa C-85/13 (ancora cattiva applicazione della direttiva 91/271/CE); procedura 2013_2022 (non corretta attuazione della direttiva 2002/49/CE sulla determinazione e sulla gestione del rumore ambientale); procedura di infrazione 2014_2059 (ancora mancata attuazione della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane); procedura di infrazione 2014_2147 (cattiva applicazione della direttiva 2008/50/CE, superamento dei valori limite di PM10); procedura di infrazione 2015_2043 (applicazione della direttiva 2008/50/CE sull’obbligo di rispettare i livelli di biossido di azoto; procedura 2015_2163 (mancata designazione delle zone speciali di conservazione); procedura 2015_2165 (mancato aggiornamento dei piani regionali di gestione dei rifiuti).

Scusate la pignolesca elencazione, ma era necessaria per dimostrare le inadempienze della Regione, frutto di insufficienza della dirigenza burocratica, ma anche dell’inadeguatezza di presidente e assessori, che dovrebbero dare l’indirizzo politico alle sottostanti strutture burocratiche, in modo da perseguire gli indispensabili risultati nell’interesse dei siciliani.
I quali si stanno svenando, pagando imposte e tasse di ogni genere per mantenere privilegi e favoritismi di chi non fa il proprio dovere.
La situazione è grave sulla non utilizzazione dei fondi europei. Anche qui l’inadempienza della Regione è macroscopica. Non abbiamo ancora i dati definitivi del PO 2007/2013, ma in base a provvisorie risultanze sembra che non siano stati utilizzati ben 4 miliardi, tenuto anche conto degli Fsc (Fondi di sviluppo e coesione).
Se i 4 miliardi fossero stati spesi avrebbero messo in moto risorse per quattro-cinque volte e attivato 40/50 mila posti di lavoro.
Ignavia, incapacità, incompetenza? Forse tutte e tre.
Chissà.

Articolo pubblicato il 28 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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