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Palermo - Il Tmb è finalmente in funzione anche se con qualche difficoltà
di Gaspare Ingargiola

Oltre alle polemiche nate tra Rap e Regione, non potrà trattare i rifiuti prodotti dagli altri comuni. A pieno regime il macchinario lavorerà 750 tonnellate di immondizia al giorno

Tags: Tbm, Discarica, Bellolampo, Rifiuti, Palermo, Rap



PALERMO - L’impianto delle polemiche è entrato in funzione. Alle 8.30 di lunedì scorso i primi mezzi hanno scaricato i rifiuti nell’area di conferimento al chiuso dell’impianto di Trattamento Meccanico Biologico a Bellolampo.

A pieno regime (ci vorranno dai sei agli otto mesi) la portata del macchinario sarà di 750 tonnellate di immondizia al giorno (262.500 t/anno). Duecento tonnellate in meno di quante (950) ne produce quotidianamente la sola popolazione di Palermo. Per questo si cercherà di alzare l’asticella della differenziata dall’attuale, sconfortante 9 per cento ad almeno il 20, forse anche il 25 per cento grazie alla seconda fase della raccolta porta a porta. “Partiremo entro marzo”, aveva promesso l’assessore all’Ambiente Cesare Lapiana.
In questo modo il Tmb dovrebbe riuscire a coprire quantomeno il capoluogo, mentre è risultato troppo piccolo per accogliere i rifiuti dai comuni dell’ormai ex provincia: con loro si arriverebbe a 1.300 tonnellate al giorno.

D’altra parte per il presidente della Rap Sergio Marino il Tmb non è così determinante: “L’80 per cento dei rifiuti trattati dall’impianto - aveva detto un paio di settimane fa - finirà comunque nella sesta vasca. Al massimo il percolato diventerà meno pesante”. “Ma il Tmb è obbligatorio in base alle norme e alle direttive europee e nazionali”, aveva replicato stizzita la Regione.
Il tira e molla tra il Comune e l’assessorato regionale all’Energia è durato mesi ma adesso la struttura è accesa e si può voltare pagina.

Ma come funziona il Tmb? Ubicato all’interno della piattaforma impiantistica di Bellolampo al confine con la sesta vasca, si articola in due sezioni: una linea di trattamento meccanico biologico dei rifiuti urbani indifferenziati e una linea di produzione del cosiddetto “ammendante compostato misto” (un fertilizzante) ricavato dalla frazione verde e dalla frazione umida della raccolta differenziata. Benché le due linee siano ospitate all’interno dello stesso edificio, sono fisicamente e funzionalmente indipendenti l’una dall’altra.
Il processo di funzionamento dell’impianto di trattamento e selezione dei rifiuti indifferenziati comprende una fase di biostabilizzazione della frazione organica proveniente dalla selezione meccanica. Inoltre è prevista una sezione per la valorizzazione della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata (la Ford, per una potenzialità annua di 21mila tonnellate, più novemila di ramaglie), con la produzione di compost di qualità. L’impianto nel suo complesso è quindi la somma di due linee di trattamento, una per i rifiuti indifferenziati e l’altra per la Ford.

Il ciclo tecnologico per il trattamento rifiuti urbani indifferenziati (Ru) prevede quindi un trattamento meccanico biologico articolato nelle seguenti sezioni: pretrattamento con apertura sacchi e stadio di vagliatura, trattamento biologico differenziato per la frazione organica (sottovaglio), maturazione del sottovaglio per la produzione di frazione organica biostabilizzata (Fos) e selezione della frazione secca.
Dal trattamento del rifiuto indifferenziato si produrrà nella configurazione a regime: frazione organica di sottovaglio biostabilizzata (Fos) da utilizzare per lavori di ricoprimento o per interventi di recupero ambientale o da conferire in discarica; frazione ferrosa avviata al riutilizzo in fonderie di seconda fusione; metalli non ferrosi da avviare alla filiera del recupero; frazione secca da conferire in discarica o (nella configurazione finale) per la produzione di Css caratterizzato da un tenore di sostanza organica inferiore al 10 per cento e caratterizzato da un elevato potere calorifico.

Intanto il sindaco Leoluca Orlando, accompagnato da Lapiana e dal Segretario Generale dell’Anci Sicilia Mario Alvano, ha incontrato a Roma il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, il direttore del Ministero Mariano Grillo e il capo di gabinetto Guido Carpani.
Orlando ha confermato al governo che nelle prossime settimane partirà la seconda fase di “Palermo differenzia”, coinvolgendo altri 130mila palermitani nel porta a porta.

Articolo pubblicato il 29 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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