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Tributi, regna il caos legislativo sull'adesione volontaria
di Paola Giordano

Ad affermarlo è il Garante del Contribuenti della Sicilia, Salvatore Forastieri, nella Relazione delle attività svolte nel 2015. “La confusione in materia fiscale incide sulla fiducia dei cittadini nei confronti del Fisco”

Tags: Salvatore Forastieri, Tasse, Fisco



CATANIA - Non sembra destinato a migliorare il rapporto tra il fisco e i contribuenti nel Bel Paese e in particolare in Sicilia, dove l’elevata pressione fiscale, la confusione normativa e la mancata semplificazione degli adempimenti fiscali frenano drasticamente l’adesione spontanea dei cittadini verso l’obbligazione tributaria.

Ad affermarlo è il Garante del Contribuente della Sicilia, Salvatore Forastieri, nella Relazione delle attività che ha svolto per l’anno 2015. “Il rapporto tra gli Uffici fiscali e i cittadini – sostiene Forastieri – diventa sempre più conflittuale, non solo per i lavoratori autonomi di piccole dimensioni e per quelli dipendenti e pensionati, ma anche per quelli titolari di grosse aziende, i quali, anch’essi colpiti dalla crisi, vedono diminuire sensibilmente il loro volume d’affari con grosse ripercussioni sul lavoro dei dipendenti. Ad aggravare la già precaria situazione è soprattutto – spiega il Garante – il prelievo tributario sugli immobili che colpisce non solo quello che è considerato da tutti il bene più importante, vale a dire la casa, ma anche un settore (quello immobiliare) che da sempre rappresenta un enorme volano per lo sviluppo dell’economia e l’incremento dei posti di lavoro”. 

E non è tutto: negli ultimi anni l’acuirsi della confusione sui tributi locali ha creato anche tra i contribuenti più esperti enormi difficoltà nel determinare il tributo e i termini di pagamento: diverse sono, infatti, state le aliquote approvate dai Comuni così come diverse sono state le scadenze (variabili a seconda della data dell’approvazione da parte di ciascun Consiglio Comunale), nonostante alla fine del 2014 fosse stato annunciato “un prelievo unico (la IUC) che, invece, di ‘unico’ – spiega Forastieri - non aveva nulla, corrispondendo a tre distinti prelievi, ognuno con aliquote, sistemi applicativi e scadenze completamente diversi”. L’annuncio dell’introduzione della “Local Tax” per il 2015 aveva riacceso le speranze di poter contare su un’imposta locale “unica” ma anche questo proposito è andato in fumo. L’introduzione è stata, infatti, rinviata a quest’anno ma nella legge di stabilità del 2016, nonostante qualche piccolo ritocco all’Imu e alla Tasi, sono rimasti immutati i problemi della tassazione locale: i tributi restano tre, ciascuno con regole, aliquote e termini assolutamente diversi. 

Non ha dunque ottenuto gli effetti sperati l’intervento di Forastieri, che ha portato la questione all’attenzione dell’Associazione Nazionale dei Garanti dei Contribuenti con l’obiettivo di sensibilizzare gli Organi legislativi nazionali, e ha inoltre chiesto al Presidente dell’Anci Sicilia di suggerire ai Sindaci di rendere il meno difficile possibile ai cittadini la conoscenza delle locali regole tributarie. È, infatti, soprattutto dal caos legislativo che regna in materia fiscale che, secondo Forastieri, nascono i “tanti problemi che incidono pesantemente sulla fiducia dei cittadini verso lo Stato e li inducono a essere diffidenti verso il fisco e a tentare di difendersi anche attraverso l’evasione”.

Risulta superfluo rilevare che quello di non pagare le tasse è un comportamento sbagliato che va punito, ma è allo stesso tempo opportuno notare che se l’attività repressiva è sicuramente indispensabile, è altrettanto fondamentale, per dirlo con le parole del Garante siciliano, “mettere in grado il cittadino di potere adempiere ai propri obblighi fiscali in maniera semplice e chiara”, attraverso una normativa fiscale che non lasci spazio all’interpretazione e ai dubbi. Invece la sempre più lenta “macchina del fisco” continua a produrre leggi poco chiare o giuridicamente “difettose”, destinate a essere oggetto di interpretazione degli Uffici che amministrano i tributi. È ancora pendente in Sicilia – ricorda Forastieri - l’annosa questione riguardante il cosiddetto “Sisma ‘90”, ossia quella che, da più di 25 anni, vede purtroppo ancora impegnati Legislatore, Agenzia delle Entrate, Professionisti del settore, contribuenti (coloro che, alla data del 13 dicembre 1990 avevano la residenza nei comuni della Sicilia orientale individuati con apposito decreto), ed anche l’Unione Europea, per trovare una definitiva soluzione alla richiesta di definizione dei numerosi casi di coloro che all’epoca pagarono per intero i tributi previsti ma che a seguito della “convulsa” normativa agevolativa successivamente emanata aspettano ancora il rimborso di quanto non dovuto al fisco.

Dal suo canto, Forastieri può vantare per l’anno appena trascorso un bilancio positivo delle sue attività: oltre ad aver proseguito la strada di un proficuo dialogo con gli Enti impositori, ma anche con gli Ordini Professionali del settore e le Associazioni di Categoria interessate, ha definito ben 501 pratiche, la maggior parte delle quali ha riguardato autotutele di tributi erariali (155) e locali (116), e 361ne ha istruite nel corso del 2015. Alla luce di tali risultati, il Garante siciliano chiede che il Legislatore intervenga per affidare al Garante “poteri più ampi e incisivi che diano un nuovo impulso alla sua attività”, compresa un’adeguata autonomia finanziaria.
Non resta che aspettare le valutazioni di coloro che hanno la facoltà di cambiare le disposizioni vigenti. Del resto “dura lex sed lex”.

Articolo pubblicato il 30 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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