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Palermo - Rinascita del Teatro Massimo, conti ok e offerta potenziata
di Gaspare Ingargiola

Il bilancio di previsione 2016 è stato chiuso con un avanzo di esercizio pari a 159 mila euro. Abbonati in crescita (+21,8%) e grande attenzione nei confronti dei giovani

Tags: Palermo, Teatro Massimo



PALERMO - Un avanzo di esercizio di 159 mila euro, il boom degli abbonamenti, la rinnovata popolarità tra i giovani e il successo clamoroso del “Götterdämmerung” di Graham Vick, l’opera che a fine gennaio ha aperto la stagione 2016. È iniziato sotto i migliori auspici il nuovo anno del Teatro Massimo. E non è solo Palermo (e ancora di più i ragazzi) ad aver riscoperto uno dei suoi spazi di punta per la cultura. Sono in aumento, infatti, le richieste di posti letto dai tour operator che organizzano pacchetti turistici con gli spettacoli di opera lirica e i concerti di musica sinfonica.

Un successo che è tutto nei numeri, con un balzo del 21,8% degli abbonati al botteghino (soltanto per opere e balletti, altrimenti la percentuale sale al 25% considerando la stagione concertistica) e gli oltre trecento under 35 accorsi alla prima dell’opera che concludeva il monumentale ciclo “Ring” di Richard Wagner. Il tutto grazie a una politica di prezzi più accessibili con biglietti a 15 euro e pagamenti a rate. Lo stesso “Götterdämmerung” è stato pubblicizzato da un mega-evento con la diretta streaming, uno spettacolo di videomapping sulla facciata del teatro e la presenza di 40 critici da tutto il mondo, di ospiti come lo stilista Emanuel Ungaro e la regista Emma Dante e di ben trenta rappresentanti dell’associazione wagneriana giunti da Düsseldorf.

Ma partiamo dalla situazione finanziaria. Dopo il via libera, lo scorso novembre, dell’accordo integrativo che ha introdotto la flessibilità, la riduzione di alcune indennità e i permessi matrimoniali anche per le nozze e le unioni civili contratte all’estero, adesso è toccato al Piano di risanamento e al bilancio di previsione 2016, chiuso, come detto con un avanzo di esercizio di 159 mila euro. Se, come sembra, anche il bilancio consuntivo 2015 (che sarà approvato entro aprile) avrà i conti in ordine, il Massimo dovrebbe accedere alla premialità prevista per le Fondazioni virtuose, cioè per quelle che chiudono tre bilanci consecutivi in attivo. La premialità consiste nella distribuzione tra i “virtuosi” del 5 per cento del Fus, il Fondo Unico per lo Spettacolo, una cifra che si aggira intorno ai 10 milioni di euro.
“Il piano di risanamento - si legge in una nota della Fondazione - ha superato positivamente i tre gradi di approvazione: quello del commissario governativo per la gestione del Fondo di risanamento dei teatri in crisi; quello del Ministero dei Beni culturali e del Ministero dell’Economia; infine quello della Corte dei Conti. Il prestito da 8 milioni consentirà di abbattere il costo dei mutui contratti nel 2005 con la Banca popolare siciliana, allora Banca di Lodi. I mutui, che ammontavano a 20 milioni di euro, si sono ridotti nel tempo a 14. Il prestito da 8 milioni di euro lo riduce adesso a 6”.

Il previsionale 2016, approvato all’unanimità dal Consiglio di Indirizzo con il parere favorevole del Collegio dei revisori, si è chiuso con un totale di ricavi di 28,5 milioni. La voce introiti, tuttavia, è ancora troppo dipendente dal contributo dei soci fondatori: 14,2 milioni dal Mibact, 8,2 milioni dalla Regione Siciliana, quasi 2 milioni dal Comune. L’autonomia finanziaria, tuttavia, sta crescendo. Le previsioni del botteghino parlano di 2,5 milioni di euro contro i 2,3 della stagione precedente (1,2 milioni dagli abbonamenti e 1,3 dai biglietti) e sono in crescita anche le visite guidate, in un solo anno passate da 48 mila a oltre 75 mila, facendo del Massimo il monumento più visitato nel capoluogo siciliano dopo la Cappella Palatina, con un introito che ha superato i 400 mila euro. Per la prima volta, inoltre, nel documento finanziario compare la voce relativa al caffè-ristorante, aperto a marzo dell’anno scorso, e alle macchinette distributrici di bevande: il ricavo previsto è di 90mila euro.

Sul fronte dei costi, il bilancio registra un contenimento della spesa per il personale, che si mantiene entro i 19 milioni come previsto dal Piano di risanamento (nel 2015 era di 19,3, nel 2014 di 19,5 milioni). Crescono, invece, i costi della produzione artistica: nel 2016 ammonteranno a 5,3 milioni, 300 mila in più del 2015.

E veniamo alle presenze in sala: sono oltre 4.600 gli spettatori abbonati a fronte dei 3.700 dell’anno scorso. La percentuale di riempimento è salita di circa il 7%: nel 2014 era del 67,9%, l’anno scorso è stata del 72,5%, con un picco dell’80,4% in occasione dei concerti.

Articolo pubblicato il 05 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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