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Istat, paniere dei consumi: escono i treni entrano i tatoo
di Oriana Gionfriddo

Nel 2016 entrano nel paniere: le bevande vegetali, il pantalone corto uomo, i leggings bambina, la lampadina led, i panni cattura polvere, i servizi integrati di telecomunicazione, l’alloggio universitario, il tatuaggio

Tags: Istat, Consumo, Paniere Dei Consumi



ROMA – Cambiano i prodotti di consumo degli italiani, si adeguano ai tempi. L’Istat come ogni anno rivede l’elenco dei prodotti che compongono il paniere di riferimento della rilevazione dei prezzi al consumo, finalizzata alla misura dell’inflazione.

Nel 2016 entrano nel paniere: le bevande vegetali, il pantalone corto uomo, i leggings bambina, la lampadina led, i panni cattura polvere, i servizi integrati di telecomunicazione (tv, internet e voce), l’alloggio universitario, il tatuaggio. La rilevazione dei prezzi delle automobili usate va a integrare quella dei prezzi delle automobili nuove mentre il trapano elettrico arricchisce la gamma di prodotti nel segmento di consumo utensili e attrezzature a motore per la casa e il giardino.

Escono invece dal paniere il prodotto cuccette e vagoni letto. Se ci si pensa un pochino, i prodotti che consumano gli italiani rispecchiano la loro vita quotidiana: in parallelo a un livello di istruzione che si alza, la moda degli alimenti a base vegetale, la necessità di comunicare e ovviamente la presenza di tatuaggi sul corpo che diventa sempre più massiccia. Di contro, il treno si usa di meno rispetto ad un tempo e si preferisce viaggiare con altri mezzi.

Cambia anche l’indice dei prezzi registrando una contrazione nei tabacchi dello 0,2%.

Il lieve rialzo su base annua dell’inflazione è principalmente imputabile al ridimensionamento della flessione dei beni energetici, sia non regolamentati (-5,8% da -8,7% di dicembre) sia regolamentati (-1,3%, da -2,0% di dicembre), e all’inversione della tendenza dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+0,5%, da -1,7% di dicembre); questa dinamica è attenuata dal rallentamento della crescita degli Alimentari non lavorati (+0,6%, era +2,3% il mese precedente). Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l’inflazione di fondo sale a +0,8% (da +0,6% di dicembre) e quella al netto dei soli beni energetici passa a +0,8% (da +0,7% del mese precedente).

Il ribasso mensile dell’indice generale è soprattutto imputabile alla diminuzione dei prezzi dei beni energetici (-1,7%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,5%) e degli alimentari non lavorati (-0,5%); a contenere il calo, è l’aumento dei prezzi dei Servizi vari (+0,2%), degli altri beni (+0,2%) e degli alimentari lavorati (+0,1%). L’inflazione acquisita per il 2016 è pari a -0,4%.

Articolo pubblicato il 05 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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