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Aumento canone acqua, pronta class action
di Michele Giuliano

Agricoltori preoccupati per le sorti di un settore da tempo in crisi e da un mercato che garantisce poca remunerazione. La causa principale è la riduzione dei trasferimenti della Regione ai Consorzi di bonifica

Tags: Economia, Agricoltura, Irrigrazione, Consorzi Di Bonifica



PALERMO - L’aumento super dei canoni idrici per l’agricoltura in gran parte della Sicilia potrebbe portare ad una class action. E’ molto più che una probabilità ma quasi una certezza. Non solo semplici agricoltori ma soprattutto le sigle di categoria hanno esternato tutta l’intenzione di volere instaurare un braccio di ferro con la Regione e i Consorzi di bonifica per i rincari decisi in diverse province.
Tra queste sicuramente Caltanissetta e Trapani, dove sono stati decisi aumenti tra il 300 ed il 400 per cento rispetto allo scorso anno.
 
Con la stagione irrigua oramai alle porte gli agricoltori si mostrano sempre più preoccupati per le sorti del settore, già colpito dalla crisi e da un mercato che garantisce poca remunerazione. Gli aumenti sono stati innescati dalla riduzione dei trasferimenti della Regione ai consorzi, cosa che ha “costretto” questi enti a tappare i buchi nei loro bilanci, ritoccando le tariffe a carico degli agricoltori. Il Movimento 5 Stelle ha già presentato una interpellanza all’Ars con cui chiede al governo di intervenire con attività di sostegno ai consorziati e con una mediazione tra agricoltori e consorzio, atta ad abbassare le quote richieste. In più presenterà ora in finanziaria un emendamento soppressivo per eliminare la norma che prevede il progressivo definanziamento dei consorzi da parte delle Regione.

“Un aumento del genere – afferma il deputato regionale Giancarlo Cancelleri – non è sostenibile, ed è figlio unicamente di quella norma finanziaria numero 9 del maggio 2015, che, con il comma 11 dell’articolo 47, ha introdotto la diminuzione a scaglioni della contribuzione della Regione nei confronti dei consorzi di bonifica. Il M5S lo disse già allora che questo avrebbe affamato i consorzi, alla fine l’unico osceno risultato raggiunto è quello che a pagare saranno soltanto gli agricoltori. Cosa che si sta puntualmente verificando. Quell’articolo va cancellato immediatamente”. Un esempio su tutti, nel consorzio di bonifica 4 di Caltanissetta, di cui fanno parte gli agricoltori dei Comuni di Bompensiere, Caltanissetta, Campofranco, Milena, Montedoro Mussomeli, San Cataldo, Serradifalco e Sutera, le nuove quote associative all’ente per il 2015, previste dalla delibera del suo commissario straordinario dell’otto giugno scorso, sono schizzate da 18 euro a 76 euro, con un aumento del 422,05 per cento. Una cifra che gli agricoltori considerano inaccettabile anche perché il consorzio non assolve parecchi dei suoi compiti istitutivi. Inoltre gli associati pagano già a parte un canone annuo per la fornitura dell’acqua che varia da 50 a 75 euro, oltre all’effettivo consumo.

“L’agricoltura – afferma Cancelleri – è ormai sotto assedio, stritolata da una crisi galoppante e dalla miopia dei governi europeo, nazionale e regionale. Il Pd a Bruxelles vota ‘sì’ all’ingresso senza tasse doganali dell’olio tunisino nel nostro Paese, come già aveva fatto per le arance, uccidendo anche quel settore, a Roma portano avanti saccheggi per il Sud e a Palermo, combinano guai come nel caso del bando sul biologico. L’unica costante a questi disastri è che non paga mai nessuno”.

Articolo pubblicato il 09 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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