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Quotidiano di Sicilia

Rapporto sofferenze/impieghi bancari: la Sicilia nella top five con il 16,5 per cento
di Serena Giovanna Grasso

Cgia di Mestre: nell’Isola percentuale maggiormente elevata a causa del contenuto valore degli impieghi (65,5 mld). Da noi e in Campania (rispettivamente 10,8 e 12,1 mld) il 50 per cento delle criticità meridionali

Tags: Cgia Mestre, Mezzogiorno, Sofferenze Bancarie



PALERMO – Siamo ufficialmente entrati nel nono anno di crisi ininterrotta e la situazione meridionale non accenna affatto a migliorare, al contrario peggiora. I dati diramati lo scorso 30 gennaio dalla Cgia di Mestre (Associazione artigiani e piccole imprese) sui crediti in sofferenza rapportati agli impieghi parlano chiaro: infatti, secondo i dati aggiornati al novembre 2015, nel Mezzogiorno ammontano a 45,6 miliardi di euro quei crediti bancari la cui riscossione è incerta a causa dello stato di insolvenza dei debitori, mentre gli impieghi sono pari a 282,7 miliardi di euro. 

Sebbene l’ammontare delle sofferenze meridionali sia perlopiù in linea rispetto a quello osservato nelle altre circoscrizioni territoriali, la situazione economica è notevolmente critica proprio nel Mezzogiorno. Infatti, estremamente inferiore è il valore degli impieghi meridionali rispetto a quello rilevato nel resto del Paese, cosicché proporzionalmente l’incidenza delle sofferenze meridionali sugli impieghi appare notevolmente superiore a quella delle altre circoscrizioni. Infatti, tale incidenza ammonta nel Mezzogiorno al 16,1%, contro il 9,3% del Centro, il 9,6% del Nord – Ovest e l’11,8% del Nord – Est.

In tal contesto, proprio la Sicilia si colloca all’interno della top five per maggior incidenza di sofferenze sugli impieghi (16,5%), tasso percentuale ottenuto dal rapporto tra i 10,8 miliardi di euro delle sofferenze e i 65,5 miliardi di euro di impieghi. Peggio della nostra regione solo Molise (20,7%), Basilicata (19,9%), Marche (19,1%) e Abruzzo (18,7%). La regione meridionale con la minor incidenza di sofferenze sugli impieghi si colloca all’undicesimo posto della classifica nazionale ed è la Puglia con il 14,8%. Mentre è il Lazio la regione con l’incidenza più contenuta a livello nazionale (6,2%).

Prescindendo dall’incidenza di sofferenze su impieghi e soffermandoci sul valore economico delle prime, è possibile osservare che in Sicilia e in Campania si concentra il 50% delle sofferenze complessive rilevate nel Mezzogiorno (rispettivamente 10,8 12,1 miliardi di euro). A livello nazionale, il valore economico maggiormente elevato di sofferenze si riscontra in Lombardia con 41,4 miliardi di euro, a cui però si accompagna un altrettanto elevato valore di impieghi (441 miliardi di euro), cosicché l’incidenza delle sofferenze sugli impieghi che ne deriva risulta essere la quarta più bassa d’Italia (9,4%).

A livello provinciale, sono ben tre le siciliane in top ten per incidenza di sofferenze su impieghi maggiormente elevata: si tratta di Trapani al quarto posto con il 23,1%, Caltanissetta al settimo posto con il 20% e Ragusa al decimo posto con il 19,7%. Per la Sicilia a livello provinciale è Palermo la città con l’incidenza più ridotta: infatti, il Capoluogo con il 12,7% si colloca al settantaquattresimo posto. Mentre è Sassari la provincia meridionale con la più contenuta incidenza, città che con il 10,7% riveste il novantatreesimo posto della classifica nazionale.

Infine, concludiamo rilevando il notevole peggioramento rispetto agli anni precedenti. Infatti, non solo non siamo ancora riusciti a superare la negativa congiuntura economica né a iniziare a percepire i primi segnali di ripresa, al contrario è doveroso parlare di sensibile peggioramento: rispetto al mese di novembre del 2011, nel Mezzogiorno il valore delle sofferenze è aumentato del 76,6%, addirittura in Sicilia l’incremento è stato dell’80,6%.

Articolo pubblicato il 09 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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