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Quotidiano di Sicilia

Spesa farmaceutica pubblica, 9,7 mld di euro in nove mesi
di Andrea Carlino

L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha pubblicato il Rapporto sull’uso dei farmaci relativo ai primi nove mesi dell’anno 2015. Registrato un aumento del +9,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente

Tags: Farmaci, Spesa, Sanità



CATANIA - L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha pubblicato il Rapporto sull’uso dei farmaci relativo ai primi nove mesi dell’anno 2015, che descrive l’utilizzo dei medicinali in Italia, a livello nazionale e regionale. Nei primi nove mesi del 2015 la spesa farmaceutica nazionale totale (pubblica e privata) è stata pari a 21,3 miliardi di euro, di cui il 76,5% è stato rimborsato dal SSN.
 
La spesa farmaceutica territoriale pubblica si è attestata a quota 9.727 milioni di euro (circa 159 euro pro capite), con un aumento del +9,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tale aumento è dovuto principalmente alla crescita del +37,4% della spesa per medicinali di classe A erogati in distribuzione diretta e per conto e ad un lieve decremento della spesa farmaceutica convenzionata netta -0,9%. Nel corso dei primi nove mesi del 2015 le tre regioni che hanno fatto registrare la spesa farmaceutica convenzionata di classe A più elevata sono state la Campania con 167,5 euro pro capite, la Puglia 161,6 euro e la Calabria 158,6 euro; al contrario la Provincia Autonoma di Bolzano, l’Emilia Romagna e la Toscana hanno mostrato la spesa pro capite più bassa, pari rispettivamente a 97,0 euro.

Nel complesso - come si legge nel documento - abbiamo una situazione che mostra un’Italia divisa in due: dieci regioni hanno mostrato un incremento di spesa rispetto allo scorso anno, dallo +0,1% della Toscana e della P.A. di Bolzano fino al +3,1% della Lombardia, mentre undici regioni hanno evidenziato una riduzione, con la percentuale minore in Campania (-0,4%) e quella maggiore in Sicilia (-5,6%). La spesa pro capite dei farmaci di classe C con ricetta mostra una variabilità regionale che oscilla tra i valori più elevati della Liguria (44,2 euro), della Toscana (40,1 euro), del Lazio e della Valle d’Aosta (39,2 euro), e i valori notevolmente più bassi del Molise (26,2 euro), della Basilicata (28,1 euro) e della Provincia Autonoma di Bolzano (28,8 euro). 

I farmaci di Classe C registrano, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, una riduzione di spesa solo in Emilia Romagna (-0,5)%, Abruzzo (-1,1%) e Sicilia (-0,3%), mentre nelle altre regioni si assiste ad un aumento, con gli incrementi più elevati nella P.A. Bolzano (+2,6%) e in Lombardia (+1,5%).

Le regioni in cui è stata osservata la spesa pro capite più elevata per i farmaci acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche sono state la Sardegna (162,6 euro), la Puglia (161,1 euro) e la Toscana (159,3 euro).

Cambiando pagina, in termini di consumi, Emilia Romagna e Lombardia sono le regioni con il più alto e il più basso numero di dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti acquistate dalle strutture sanitarie pubbliche (rispettivamente 315,9 e 98,8 dosi giornaliere). Sicilia (+9,5%) e Campania (+9,3%) sono le regioni nelle quali sono stati registrati i maggiori incrementi nel consumo per i medicinali acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche.

I dati presentati nel Rapporto dei primi nove mesi, sebbene preliminari, forniscono un orientamento dei consumi e della spesa farmaceutica italiana, che sarà consolidato con la pubblicazione del Rapporto annuale.

Articolo pubblicato il 09 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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