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Gianluca Miccichè: "Lavoro qualificato e lotta agli abusi"
di Francesco Sanfilippo

Forum con Gianluca Miccichè, Assessore regionale alla Famiglia, Politiche sociali e Lavoro

Tags: Gianluca Miccichè



Come state riorganizzando la struttura dell’Assessorato alle Politiche Sociali?
“Stiamo lavorando per cambiare l’approccio di un Dipartimento, quello del lavoro, che ha il più alto numero di impiegati con 3.200 unità, in buona parte dislocati nelle periferie e negli Ispettorati del lavoro. Ciò non è più sostenibile, poiché il jobs act ha mutato profondamente il mondo del lavoro, per cui la pubblica Amministrazione, aziende e i lavoratori non potranno non adeguarsi. Perciò, quello del lavoro è destinato a diventare uno dei dipartimenti più importanti per la Sicilia, che, oggi, ha uno dei tassi di disoccupazione elevatissimi. Non bisogna dimenticare, anche, i lavoratori sotto cassa integrazione o sotto altre tutele che non sono messi nelle statistiche, ma che esistono e che necessitano di strumenti appositi. Questa massa di lavoratori, che rappresenta circa il 30% della forza lavoro, si rivolgeranno inevitabilmente ai nostri 62 uffici per l’impiego e agli ispettorati che dovranno essere preparati. Perciò, dobbiamo adeguare gli strumenti della pubblica amministrazione a gestire questa massa di lavoratori, cui occorre aggiungere anche i lavoratori della forestale e di altre tipologie. Per fare questo, dobbiamo ridistribuire i lavoratori sul territorio, e riorganizzare la macchina burocratica. Tale riorganizzazione si rende necessaria perché ci sono uffici diversi ricoperti ad interim dal medesimo funzionario, con i disagi che si possono immaginare”.

Come mai i centri per l’impiego non sono così efficaci come dovrebbero?
“I centri per l’impiego non seguono le medesime procedure, poiché non esistono linee-guida comuni, per cui le stesse misure come il tirocinio formativo sono svolte diversamente da centro a centro. Perciò, sono state realizzate delle riunioni settimanalmente per elaborare una linea di condotta comune coordinata con i sindacati e con le associazioni di categoria per le misure europee sul lavoro in atto. Finora, vi è stata una notevole dispersione delle risorse ed è mancata la verifica degli effetti sulla ricaduta occupazionale, senza i quali non si può calcolare l’efficacia delle misure messe in campo. D’altro canto, il Dipartimento del lavoro e quello della famiglia riceveranno 260 milioni ciascuno per i prossimi 7 anni di programmazione europea. Ciò renderà questo settore dell’amministrazione di grande importanza e questi fondi non si possono spenderli inutilmente”.

Come stanno andando i tirocini formativi?
“Sui tirocini formativi si sta facendo questo lavoro di verifica e, finora, è emerso che su 47 mila tirocini attivati, 8 mila sono conclusi e questi ultimi hanno prodotto il 20% di occupazione. Ciò dimostra che esiste un fabbisogno di lavoro qualificato e, dando i soldi direttamente ai tirocinanti non passando dalle aziende, sono stati eliminati alcuni abusi. Perciò, questa misura, visto il crescente successo, potrebbe essere ripresentata”.

Altre misure su cui state lavorando?
“Un altro provvedimento riguarda i bandi europei poiché la partecipazione sarà estesa anche ai singoli professionisti iscritti agli albi in qualità di soggetti attuatori, come previsto, di recente, dalla normativa comunitaria. Fin dal mio insediamento, ho avviato un confronto con gli ordini professionali interessati per applicare la normativa in tempi brevi, cosa che ci permetterebbe di essere la prima regione d’Italia a farlo. Si sta valutando con gli Ordini professionali di offrire, in grandi strutture, delle postazioni di lavoro ad affitto agevolato, definito co-working, ai giovani professionisti che più soffrono l’avvio del lavoro. Infine, si stanno studiando delle misure specifiche per il finanziamento delle start up di studi professionali da marzo, poiché i professionisti mediano tra queste e la pubblica Amministrazione. Con un protocollo d’intesa con i Consulenti del Lavoro, questi professionisti che si assumono la responsabilità di garantire il rispetto delle leggi sul lavoro delle aziende, contribuiranno a far emergere il lavoro nero”.
 
Avete ancora relazioni con Italia Lavoro? Qual è il vostro rapporto con quest’ente?
“Uno dei miei primi atti è stato di ricostituire un rapporto organico con quest’agenzia che per la Sicilia può essere solo un’opportunità. In questo momento, secondo la visione promossa dal jobs act, tutte le politiche del lavoro saranno delegate all’Anval, dove confluiranno  tutte le risorse e la loro gestione. Tramite quest’ultima, Italia Lavoro riceverà milioni di euro, aiutandoci a portare valore aggiunto e non sono che a supporto delle nostre attività. Poi, entro marzo, saremo la prima regione d’Italia a realizzare il portale che sintetizzerà tutto il mondo del lavoro, dall’iscrizione al collocamento fino al disbrigo delle pratiche. Il difficile è riuscire a far dialogare tutti i portali, poiché le altre Regioni non collaborano, non rendendosi conto. Il portale offrirà un dato unico in tempo reale, valutando gli effetti delle misure messe in atto e armonizzando la nostra spesa a quella europea”.

Quando sarà pronto il portale del lavoro legato a quello nazionale?
“L’Assessorato ha bandito da poco la gara per l’affidamento del servizio, per cui a marzo dovrebbe aprire approvato. In questo modo, ci metteremo alla pari con gli altri Paesi mondiali. Del resto, siamo stati i primi a crederci e a promuoverli”.

Dal punto di vista informatico, siamo pronti a reggere quest’afflusso?
“In realtà, molte cose restano da fare ma il gestore è stato individuato e le linee-guida sono pronte, per cui manca poco”.
 
Quali provvedimenti state adottando riguardo alla lotta alla povertà?
“Un provvedimento mira a creare una distinzione tra il mondo del volontariato e gli imprenditori, offrendo le giuste tutele a questi ultimi. Nella nuova programmazione, si sta cercando di individuare i servizi svolti dalle cooperative sociali, mentre il resto sarà considerata attività di volontariato. A questo proposito, in finanziaria sono stati introdotti 4 articoli che, se approvati, rivoluzioneranno gli approcci finora seguiti nella lotta alla povertà. Perciò, i sostegni alle famiglie in indigenza assoluta saranno dati i sostegni necessari, dopo che gli uffici dei comuni individueranno e segnaleranno gli aventi diritto. Questi sostegni, però, saranno dei voucher finalizzati a coprire i servizi per il nucleo familiare, non per i singoli, poiché ciò provocava abusi. D’altro canto, finora non si era mai avuto un piano anti povertà e questo è elaborato dai nostri uffici, poiché i comuni forniranno i dati al nostro assessorato, per cui è illogico chiederli all’esterno. Questo piano della povertà sarà di 100 milioni”.

Quali sono gli altri provvedimenti a favore della famiglia?
“Riguardo alle coppie di fatto, la legge prevede l’emanazione di un regolamento attuativo per realizzare un semplice registro, ma questo regolamento dovrà avere una connotazione ben precisa a tutela della famiglia tradizionale, anche per evitare abusi da false coppie di fatto. Inoltre, stiamo riproponendo il vecchio bando “Vecchie e nuove povertà” che ha riscosso grande successo in passato. Infine, per impedire duplicazioni delle risorse, faremo l’integrazione socio-sanitaria insieme al collega della Sanità regionale entro il 15 febbraio, dividendoci i compiti e realizzando servizi migliori”.

Articolo pubblicato il 11 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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