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Crowdfunding in rapida ascesa: +68 per cento ma il Meridione resta fanalino di coda
di Fallico Rossella

Università Cattolica del Sacro cuore: in Italia si contano 82 piattaforme di finanziamento collettivo (69 attive, 13 in fase di lancio). È un processo collaborativo di un gruppo di individui che invia denaro per aiutare organizzazioni

Tags: Crowdfunding, Impresa



CATANIA – Si chiama “finanziamento collettivo” ed è un processo collaborativo di un gruppo di individui che utilizza il proprio denaro per aiutare organizzazioni, che spaziano dall’imprenditoria, al giornalismo partecipativo alla ricerca scientifica.  
In Italia si contano attualmente 82 piattaforme di crowdfunding: di queste 69 sono attive (al 21 ottobre 2015) e 13 sono in fase di lancio.

Questo è il quadro delineato dal Rapporto 2015 realizzato dall’università Cattolica del Sacro Cuore, che ha fotografato un’immagine del mercato, una mappatura delle piattaforme italiane e un’analisi dei trends emergenti. Rispetto all’ultima mappatura delle piattaforme di crowdfunding, si nota un forte incremento: nel maggio 2014 si contavano 41 piattaforme attive, con un aumento ad oggi del 68%. Fra le 69 piattaforme attive, 31 (pari al 45%) sono basate su Ricompense, 13 (il 19%) su Donazioni, 13 (19%) sono piattaforme Equity e 3 (il 4%) si fondano sul Debito. Le piattaforme ibride risultano 9 (13%), all’interno di queste, il modello più diffuso è quello Ricompense+Donazioni.

Considerando lo Stivale si evince come il Sud sia fanalino di coda: a livello geografico infatti, la maggior parte delle piattaforme di crowdfunding, esattamente 26, è collocata nell’Italia settentrionale; un ruolo di rilievo ricopre la città di Milano, sede legale di 16 piattaforme e sede operativa di 18. Nel Centro Italia sono collocate 7 sedi legali e 9 sedi operative; nel Sud Italia si registrano 5 sedi legali e 3 sedi operative.

Fra le piattaforme che hanno risposto al questionario finalizzato al report, 3 sono nate nel 2010 e una nel 2011. Nel 2012 se ne sono aggiunte altre 6, tra il 2013 e il 2014 sono state avviate ben 20 nuove piattaforme di crowdfunding. Dal 2015, sono attive altre 9 piattaforme e per ben 11 è atteso il lancio nei prossimi mesi.

Questi numeri attestano un’alta vivacità del settore, a cui si accompagna però anche un significativo tasso di mortalità. Nello specifico, fra le start up rilevate a maggio 2014, 4 piattaforme (2 delle quali attive dal 2013 e 2 allora in fase di lancio) risultano attualmente inattive.

Complessivamente, fra le piattaforme intervistate si contano 81 fondatori, con una media di 4,2 fondatori per piattaforma, un minimo di 2 e un massimo di 8 fondatori. La maggior parte (il 53%) delle piattaforme conta 2 o 3 fondatori, il 20% ne conta 4 o 5, il 12% ne conta 6 o 7. Infine, per 8 piattaforme (pari al 16%) il numero dei fondatori è pari a 8.

Gli imprenditori di questo settore sono prevalentemente uomini, sotto i 40 anni, laureati, con una formazione in ambito economico o ingegneristico. In particolare, fra i fondatori delle piattaforme di crowdfunding, circa 2 su 3 sono uomini, mentre le donne rappresentano il 32%. I fondatori delle piattaforme di crowdfunding hanno in media 38,5 anni. In particolare, il 21% dei fondatori ha un’età compresa tra i 20 e i 30 anni, il 38% tra i 31 e i 40 anni, il 27% tra i 41 e i 50 anni e il 14% supera i 50 anni.

Fra gli imprenditori del crowdfunding si registra un titolo di studio elevato. La maggior parte (81%) è almeno laureato: il 14% è in possesso di una laurea triennale, il 52% di una laurea specialistica e il 15% di un titolo post-laurea. I diplomati rappresentano invece il 19%.

Tra i fondatori prevale una formazione nell’ambito dell’economia (32%) o dell’ingegneria (12%). L’8% dei fondatori si è formato in ambito giuridico, il 7% in ambito comunicativo e il 7% in ambito informatico. Percentuali più basse si registrano per la formazione legata alle lingue (5%) o alle scienze politiche (5%).

Tra le piattaforme intervistate, il 78% è iscritto al Registro delle Imprese. Rispetto alla forma giuridica, le modalità più diffuse tra le piattaforme di crowdfunding sono la Società a responsabilità limitata, che caratterizza più della metà delle piattaforme attive (21, pari al 53%), la Start up innovativa iscritta al registro (7, pari al 18%) e la Società per azioni (7, pari al 18%). Per quanto riguarda le quote di finanziamento, mediamente sono così distribuite: il 9% sotto i 5 euro, il 23% dai 5 ai 10 euro, il 14% dagli 11 ai 20 euro, il 14% dai 21 ai 30 euro, il 4% dai 31 ai 40 euro, l’11% dai 41 ai 50 euro, il 10% dai 51 ai 100 euro e il 16% sopra i 100 euro. Nel caso di 4 piattaforme (pari al 10%), si registrano esclusivamente quote di finanziamento superiori a 100 euro.

Articolo pubblicato il 11 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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