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Il Prestito della speranza riattivato anche a Noto
di Stefania Zaccaria

I privati potranno richiedere un prestito fino a 7.500 €, le aziende fino a 25.000 €. L’iniziativa della Cei è rivolta a famiglie e imprese disagiate

Tags: Prestito, Cei, Prestito Della Speranza



NOTO (SR) – Aiutare le famiglie disagiate e le imprese di nuova costituzione o in difficoltà economica. Sono questi gli obiettivi del “Prestito della speranza”, il progetto promosso dalla Conferenza episcopale italiana. L’obiettivo del programma è quello di sostenere l’accesso al credito a condizione agevolate a persone e microimprese che si trovano in situazioni di vulnerabilità economica.
 
Nel garantire il prestito, infatti, la Cei vuole favorire l’inclusione sociale e lavorativa della persona, con lo scopo di incentivare così la ripresa economica, la creazione di lavoro e, sicuramente, il rafforzamento della responsabilità personale. Il Prestito della speranza è stato riattivato anche nella diocesi di Noto attraverso due forme. Per aiutare le famiglie disagiate è stato pensato il “Credito sociale”, con un prestito di importo massimo di 7.500 euro, somma erogata in 6 rate bimensili di 1.250 euro ciascuna come forma di sostegno al reddito. “Finanziando il singolo si potrà intervenire anche a favore del nucleo familiare” dicono i fautori del progetto, in modo da sostenere così tutta la famiglia.

Si tratta di finanziamenti di importo non superiore alla cifra fissata, con Tan non superiore al 2,5 per cento, erogati in 6 rate bimensili di 1.250 euro ciascuna, se non diversamente concordato tra banca e cliente. La rata mensile indicativa è di 134 euro.
Il finanziamento viene restituito alla banca sulla base di un piano di ammortamento della durata massima di 6 anni, comprensivi del periodo di preammortamento di 12 mesi. In nessun caso si applicano le penali di estinzione anticipata.
 
Per le aziende, invece, è attivo il “Credito fare impresa”, rivolto appunto a microimprese a bassa capitalizzazione o di nuova costituzione, con un prestito erogato in unica soluzione dell'importo massimo di 25mila euro, con Tan non superiore al 4,5 per cento, e con particolare attenzione verso i giovani under 40. La rata mensile indicativa è di 468 euro. Il finanziamento viene restituito alla banca sulla base di un piano di ammortamento della durata massima di 6 anni, comprensivi del periodo di preammortamento di 12 mesi. Anche in questo caso, non si applicano le penali di estinzione anticipata. Se per le persone fisiche c’è la necessità di consegnare la certificazione Isee, la certificazione di disoccupazione o quella di disabilità, per le imprese bisogna presentare l’iscrizione alla Camera di Commercio e partita iva, il bilancio degli ultimi tre anni o di un periodo inferiore equivalente all’intero periodo di attività, il Business-plan del progetto di rilancio o il Business plan di start up di nuova attività e la regolarità delle posizioni fiscali e contributive (Durc).

Ogni Diocesi ha comunque una persona di riferimento per le varie informazioni: per quella di Noto, ci si può rivolgere a Salvo Nanè, animatore di Policoro.

Articolo pubblicato il 12 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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