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Palermo - Consulenze esterne della Reset al centro del dibattito politico
di Dorotea Di Grazia

Il vice presidente del Consiglio comunale, Spallitta: “Fare chiarezza su eventuali danni all’erario”. Il presidente dell’azienda, Perniciaro: “Abbiamo operato con massima trasparenza”

Tags: Palermo, Reset



PALERMO -  Le consulenze esterne affidate dalla Reset, durante il 2015, sono finite al centro delle polemiche. A sollevare la questione è stato il vice presidente del Consiglio comunale, Nadia Spallitta (Pd) che ha espresso tutte le sue perplessità in merito alla vicenda. Spallitta, infatti, ha sottolineato come “alla luce delle osservazioni critiche fatte dalla Corte dei Conti all'Amministrazione comunale su spending review e gestione delle società partecipate”, le società non abbiano seguito le indicazioni fornite dalla Corte e dal Consiglio comunale e condivise dalla Giunta.

Il vice presidente vuole vederci chiaro e proprio per questo ha inviato alla Corte dei Conti i provvedimenti relativi alle società partecipate che hanno affidato incarichi e consulenze, così da verificare “eventuali danni all'erario”.
“In assenza di budget e piani industriali - ha spiegato Spallitta - il Consiglio comunale non ha autorizzato in sede di controllo analogo queste esternalizzazioni. La Giunta sembra prendere le distanze dall'operato delle partecipate, nel momento in cui produce le delibere del Consiglio che contengono i divieti. Chiedo l'intervento dei magistrati contabili sulla gestione delle società partecipate per verificare la regolarità delle procedure seguite anche nelle modalità di scelta di consulenti e fornitori di servizi esterni”.

Sulla questione si è espresso anche il presidente della Commissione comunale Società partecipate, Luisa La Colla: “In un’e-mail inviatami dal consigliere Spallitta - ha detto - vengono segnalati alcuni affidamenti fatti da Reset alle società Barbaro Job Consulting srl e la Ergon Ambiente e Lavoro Srl per circa 100 mila euro per l'elaborazione delle buste paga e gli adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro. Quanto indicato nella e-mail trova riscontro nella documentazione pubblicata nel sito di Reset”.

“Alla Barbaro Job Consulting- ha proseguito - è affidato il servizio di elaborazione delle buste paga per 73.080 mila euro visto che, come è indicato nella delibera del Cda del 16 gennaio 2015, nella frase di presa a carico dei lavoratori provenienti dall’ex Gesip la società non dispone degli addetti responsabili dell'Ufficio paghe né degli strumenti informatici né del software per consentire lo svolgimento delle attività. La Ergon invece si occupa di alcuni compiti in materia di sicurezza sul Lavoro per 25 mila euro”.

Il presidente La Colla ha dunque espresso l’intenzione di riconvocare in audizione il presidente della Reset, per comprendere i motivi che lo hanno spinto a scegliere queste società. “La Sispi (Sistema Palermo informatica, società controllata dallo stesso Comune, nda) - ha concluso - potrebbe svolgere il medesimo servizio, evitando esternalizzazioni, che sono state effettuate nonostante la delibera votata dal Consiglio comunale che le vietava”.

Proprio Antonio Perniciaro, presidente della Reset, ha voluto chiarire la posizione dell’azienda: “è stato sollevato un polverone sulla vicende delle consulenze. Abbiamo operato con la massima trasparenza, ottemperando alle prescrizioni del codice degli appalti, rispettando il budget e facendo tornare al lavoro il personale per rendere servizi ai cittadini”.

La scelta, secondo Perniciario, di rivolgersi alla Barbaro Job consulting sarebbe stata dettata da una situazione d’emergenza: “Reset è partita a gennaio scorso, quando i primi 950 dipendenti sono rientrati in servizio. L'accordo sindacale prevedeva il demansionamento del personale: ci siamo ritrovati senza personale inquadrato a livello intermedio e senza dirigenti, senza sistema informatici per elaborare le buste paga, né un ufficio gare. A gennaio dovevano essere elaborate le buste paga e ci siamo ritrovati a fare una scelta di emergenza, che è ricaduta sulla Barbaro Job consulting perché il consulente, che aveva scelto il comune, aveva seguito la vertenza Gesip”.

“Abbiamo affidato - ha concluso Perniciaro - il servizio per sei mesi alla società; poi l’abbiamo prorogato per altri tre mesi, perché le altre offerte pervenute erano più costose”.
La società, insomma, sarebbe corsa ai ripari, acquistando il sistema informatico che è in fase di rilascio e il presidente Perniciaro ha auspicato possa partire al più presto.

Per il futuro, dunque, il servizio dovrebbe dunque essere internalizzato a breve, evitando ulteriori spese. Per quanto riguarda il passato, sarà la Corte dei Conti a stabilire se tutto è stato fatto secondo le regole o meno.

Articolo pubblicato il 12 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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