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Quotidiano di Sicilia

Amore per la terra e rispetto per la qualità
di Liliana Rosano

Tommaso Asaro, presidente della United olive oil import corporation di New York. L’olio siciliano nel mondo: una storia iniziata nel 1916 con Antonio Asaro

Tags: Tommaso Asaro



Il 2016 è l’anno del centenario e dei grandi bilanci.
Era il 1916 quando Antonio Asaro, capostipite della famiglia Asaro, avvia a Partanna, l'attività con un trappeto, il frantoio di oggi, e comincia la lavorazione dell'olio.
Nel 1919, i figli Tommaso e Nicola, vanno negli USA e dopo qualche anno di lavoro dipendente nel 1926 costituiscono la “Asaro Brothers Company” ancora oggi esistente, iniziando l’importazione dalla Sicilia di olio e formaggio siciliano.
Alla morte del padre Antonino, il figlio Tommaso ritorna in patria e prende in mano il controllo della ditta italiana e mette in funzione la prima raffineria olearia in Sicilia esportando negli Usa oltre che l'olio extra vergine di oliva anche il “Pure olive olil”.
Oggi, siamo alla quarta generazione, con il nipote Tommaso alla guida della United Olive Oil Import Corporation, dal 2004 a New York.
Olio e olive siciliane, raccolte a Castelvetrano, in provincia di Trapani, arrivano in oltre 2000 negozi, supermercati e ristoranti di tutto il mondo, America in testa.

Tommaso, siamo alla quarta generazione. Come continua l’avventura della vostra azienda?
“Portando sempre la migliore qualità nelle tavole dei consumatori. Siamo fortunati perchè la nostra materia prima, le olive siciliane, sono di eccellente qualità. Noi continuiamo con la stessa passione, orgoglio di sempre.
Sull’olio di oliva, c’è stata e c’è tutt’ora una polemica ripresa anche da giornali come NY Times, circa la mancata qualità delle olive, che non sempre sono italiane.
Si parla sempre di Italian sounding e in un mercato, come quello americano, questo fenomeno va contrastato attraverso la qualità e l’educazione dei consumatori.
Deve prima partire da noi produttori, la battaglia a valorizzare, promuovere e diffondere solo qualità italiana. In un secondo momento, occorre sensibilizzare il consumatore a scegliere solo il meglio”.

Un bilancio importante in questo primo secolo di vita?
“I nostri consumatori, che crescono sempre di più, l’investimento in un’azienda nuova in Sicilia che produce totalmente biologico e la realizzazione a Castelvetrano, di una struttura per la lavorazione delle olive da mensa, che sarà anche una fattoria didattica, all’interno di un terreno con oltre 40mila alberi di ulivo”.

Quanto, innovazione e tradizione, sono importanti nella vostra realtà aziendale?
“Sono fondamentali. La tradizione, quella trasmessa da mio bisnonno, da mio nonno e da mio padre, significa amore per la terra e rispetto per la qualità; l’innovazione significa, per noi, investimento in ricerca, macchinari e prodotti che garantiscono sempre il meglio”.
 

 
Prossimi obiettivi: la conquista dell’Asia, Cina e Giappone in testa

Il vostro mercato export è prevalentemente indirizzato verso l’America.
“Parliamo di oltre cinquecento mila bottiglie l’anno soprattutto negli Stati Uniti”.

Come è cambiato il mercato americano in questi anni?
“È cresciuto tantissimo e continua a crescere sempre di più. Ma soprattutto, sta diventando sempre più consapevole e orientato a scegliere sempre di più la qualità piuttosto che essere orientati sul prezzo. Certo, quello americano è anche un mercato saturo”.

Quali sono i mercati ai quali state puntando?
“Cina e Giappone in testa. L’Asia apprezza la qualità del Made in Italy e i nostri prodotti, olio, olive, tonno, sono molto apprezzati, vanno benissimo”.

Il vostro olio ha vinto il premio Tre foglie del Gambero rosso e la medaglia d’oro alla New York Olive Oil Competition, una delle competizioni più importanti di settore.
“Sono ottimi risultati che premiano la nostra passione e il nostro obiettivo di fornire sempre l’eccellenza”.

Lo scorso anno avete regalato a due ristoratori americani due alberi secolari del 1616 che si trovano a Castelvetrano.
“Un gesto che è stato molto apprezzato e che suggella il nostro impegno verso il nostro territorio siciliano dove siamo cresciuti e dove crescono le nostre meravigliose olive”.

Che annata è stata questa che si è appena conclusa?
“Un’annata ottima in qualità e anche in quantità. Abbiamo un olio che racchiude il sapore della terra siciliana e rispecchia le caratteristiche del ricco suolo di questa bellissima isola”.

Articolo pubblicato il 13 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Tommaso Asero
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