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Quotidiano di Sicilia

Commercio e turismo via Internet, nel 2016 interessate quasi 16.000 imprese
di Roberto Pelos

Confesercenti: 165,4% di aziende in più rispetto al 2009 e nel 2025 il numero potrebbe addirittura raggiungere quota 50 mila

Tags: Turismo, Ecommerce, Web, Internet, Confesercenti



ROMA – L’apporto del web nel commercio e nel turismo è l’argomento fondamentale dello studio di Confesercenti dal titolo: “Economia digitale. Negozi online, fatture elettroniche e social media: ecco come la tecnologia sta cambiando le imprese del commercio e del turismo”.

Secondo l’indagine di Confesercenti, le imprese che sfrutteranno il commercio via Internet, in Italia nel 2016, saranno quasi 16 mila, il 165,4% in più rispetto al 2009 e nel 2025 arriveranno a quota 50 mila. Del rapporto tra Internet e le imprese ci siamo già occupati circa un paio di mesi fa quando Unioncamere ha presentato le iniziative rivolte proprio all’imprenditoria online.

Secondo i dati dell’ente camerale – Ministero del Lavoro, Sistema informativo Excelsior, nel Sud e nelle Isole, le imprese che nel 2015 utilizzavano internet per aumentare la possibilità di fare affari erano il 35,6%, il 20,3% avevano una pagina attiva su un social network, il 3,5% erano le aziende attive nell’e-commerce; percentuali inferiori soprattutto rispetto alle imprese del Nord-Ovest (43,3%; 21,4%; 4,4%) e del Nord-Est (43,1%; 22,2%; 4,6%). Dalle elaborazioni di Confesercenti su dati di Infocamere, riguardanti la crescita delle imprese attive nel commercio via Internet nel 2016, emerge come la Lombardia sia la regione dove il commercio sul web sarà più diffuso, con 2.943 imprese attive, seguita dal Lazio con 1.840, dalla Campania (1.641), dall’Emilia-Romagna (1.258), dal Piemonte (1.204), dal Veneto (1.155). La Sicilia, con 912 imprese attive su Internet, sembra guadagnare posizioni rispetto a undici regioni tra le quali ci sono realtà del Sud, vedi la Calabria, dove si stimano 311 aziende che sfrutteranno la rete e la Basilicata (95), ma anche regioni del Nord come la Liguria, dove le imprese attive in rete si prevede siano 293, il Friuli Venezia Giulia (275) e il Trentino Alto Adige (263).

All’interno del panorama nazionale, secondo lo studio di Confesercenti, nel settore distributivo all’ingrosso e al dettaglio, l’incidenza di imprese attive nell’e-commerce sarà pari al 2,3% per le aziende minori e al 18,7% in quelle con 10 addetti e più. Il commercio elettronico in ambito turistico già quattro anni fa’ era molto più diffuso rispetto alla distribuzione commerciale (8,7% per le aziende più piccole, 46,7% per le più grandi) e nel 2016 si prevede raggiunga il 12,8% per le imprese di minore dimensione e il 71,8% in quelle con dieci addetti e oltre. Per gli esercizi pubblici, invece, l’uso del web si attesta appena al 57,3%. Nelle imprese di maggiori dimensioni, dotate di un sito internet, nel caso dei servizi di alloggio, quasi l’80% prevede un servizio di ordinazioni o prenotazioni online.

Un ruolo di rilievo è ormai assunto dai social media: la quota di utilizzo di almeno una tra queste importanti realtà del web, nella ricettività, per le imprese con oltre dieci addetti, stimabile per il 2016, è dell’82,3%, quasi il 20% in più del 65,4% del 2013. Per gli esercizi pubblici, la quota stimabile è del 59,3% (42,3% nel 2013) e del 51,1% nel commercio all’ingrosso e al dettaglio (26,9% nel 2013).

Cresce la diffusione della fatturazione elettronica, anche nei rapporti tra le imprese; secondo le stime di Confesercenti, nel 2016, l’invio di fatture elettroniche in un formato adatto all’elaborazione automatica dei dati, per le imprese più grandi, riguarderà il 23% del commercio all’ingrosso e al dettaglio (nella media del complesso delle imprese), il 6,8% dei pubblici esercizi e il 17,5% della ricettività.

Articolo pubblicato il 16 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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