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Catania - Metropolitana, rallentano i lavori
di Melania Tanteri

Operai consortili in agitazione per il mancato pagamento di un mese di stipendio e l’arretrato di altri due. In forse la consegna della tratta, che parte dalla stazione Borgo, prevista a giugno

Tags: Catania, Tecnis, Metropolitana



CATANIA - Potrebbe rallentare, e non di poco, la realizzazione della tratta della metropolitana che, dalla stazione Borgo dovrà arrivare a Nesima. I lavoratori della Metro Catania, impegnati in questo cantiere, infatti, sono in stato di agitazione da qualche giorno a causa del mancato pagamento di alcune mensilità di stipendio, oltre ai versamenti per la cassa edile.

Lo hanno spiegato i sindacalisti che, lunedì mattina, hanno affiancato i lavoratori in occasione della protesta di fronte gli uffici della Ferrovia Circumetnea che sta realizzando la metropolitana cittadina. I rappresentanti sindacali hanno evidenziato come, alla base di tutto, vi siano le incertezze relative alla ristrutturazione del debito di Tecnis, l’azienda subentrata alla Sigenco, attualmente in amministrazione controllata, che si starebbe ripercuotendo sulle aziende consortili, come la Metro Catania, i cui operai hanno organizzato lo sciopero, fino a quando non sarà corrisposto loro lo stipendio di gennaio, gli arretrati di settembre e ottobre 2015, e versato il contributo per la cassa edile.

“I lavoratori, circa settanta, devono percepire ancora gli stipendi di settembre, ottobre e di gennaio – ha spiegato Carmelo Restifo, della Fillea Cgil - oltre la cassa edile da luglio a ottobre. Da novembre - prosegue - da quando è stata chiesta la ristrutturazione del debito di Tecnis (che prevede il pagamento di tutti i creditori al 100 per cento entro il 31 dicembre 2016 n.d.r.), alle consortili sono stati bloccati i salari. Per questo, chiediamo la retribuzione di questi mesi: riteniamo inappropriato bloccare queste mensilità alle società consortili”.

Il rischio, grosso, è che l’interruzione dei cantieri faccia slittare la data di consegna della tratta – giugno 2016 – con grave danno per la collettività. “Non stiamo lavorando – ha aggiunto Rosario Di Mauro della Filca Cisl: la situazione si sbloccherà se arriveranno i soldi. Siamo andati avanti questo mese – ha proseguito - perché era stato detto che il corrente sarebbe stato corrisposto - continua - ma così non è stato. Le aziende consortili sono creditori dell’azienda Tecnis – ha continuato il sindacalista: per questo abbiamo chiesto la surroga dei pagamenti alla Fce, senza esito”.

Questo perché, stando ai vertici della Ferrovia Circumetnea, la procedura di surroga potrà essere avviata solo di fronte alla dichiarazione di insolvenza da parte della società. Anche se Di Graziano, il direttore generale Fce, dopo aver incontrato una delegazione dei lavoratori, ha assicurato la volontà di verificare la possibilità che intervenga l’azienda.
 

 
Ristrutturazione del debito udienza vicina
 
CATANIA - Mentre si avvicina la data dell’udienza nell’ambito del procedimento sulla ristrutturazione del debito della Tecnis, fissata per il 22 febbraio, la Fillea Cgil Sicilia, con il segretario generale Franco Tarantino, denuncia “il totale silenzio del governo regionale e del ministero dello Sviluppo economico su una vicenda che potrebbe avere pesanti ripercussioni su opere importanti per la Sicilia e sul destino di 400 lavoratori”. La questione - sottolinea il sindacato - “è se per l’azienda si aprirà o meno la strada del fallimento o, se si verrà a capo della situazione debitoria, della riorganizzazione e le soluzioni che saranno adottate nell’uno o nell’altro caso per fare salve opere e lavoratori”. è su questo che il sindacato sollecita “il massimo della vigilanza da parte delle istituzioni”. “L’ultimo incontro al Mise è stato a gennaio. Dopo è sceso il silenzio”, afferma Tarantino. La Fillea chiede al governo regionale di “non tardare, esperite le procedure giudiziarie, a esprimere il proprio punto di vista”.

Articolo pubblicato il 17 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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