Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Un piano di educazione al patrimonio culturale
di Isabella Di Bartolo

È stato presentato nei giorni scorsi a Catania e redatto dal Mibac. Interessate Scuola, Università e Pubbliche amministrazioni

Tags: Università, Scuola, Beni Culturali



CATANIA - È stato presentato nel Coro di Notte dell’Università di Catania, tra i dedali dell’ex convento dei Benedettini di piazza Dante, il primo Piano nazionale all’educazione del patrimonio culturale redatto dal ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo.

Una sorta di regolamento con cui istituzioni scolastiche, università, amministrazioni pubbliche e, ancora, enti privati e associazioni potranno confrontarsi in termini di formazione legata al patrimonio culturale. Lo ha illustrato Martina De Luca, una delle responsabili del Centro ricerca ed educazione del ministero ai Beni culturali di Dario Franceschini, nel corso di un incontro voluto dall’Ibam Cnr di Catania.
 
“Questo Piano – dice Martina De Luca – redatto dalla direzione generale Educazione e ricerca d’intesa con il Consiglio superiore Beni culturali, è una delle novità introdotte dal decreto del 29 agosto 2014 e si inserisce, dunque, nella rivoluzione della gestione avviata dal ministro Franceschini le cui ultime novità sono state legate alle Soprintendenze uniche. Si tratta di un primo Piano nazionale per l’Educazione al patrimonio culturale e la sua predisposizione coincide il riassetto del ministero che si è concluso alla fine di quest’anno con la nomina dei direttori dei musei tra i principali referenti insieme ai direttori di archivi e biblioteche del sistema dei servizi educativi. Si lega anche alla legge 107 detta della “buona scuola” approvata nel luglio 2015, ha introdotto importanti novità in merito al ruolo del patrimonio culturale nei processi di formazione del cittadino. Non prevede finanziamenti ad hoc ma avvia una sinergia fondamentale”.

Il Piano si rivolge a tutti gli individui, poiché l’educazione al patrimonio si rivolge a tutte le persone, lungo tutto l’arco della vita. Prevede importanti novità in merito al ruolo del patrimonio culturale nei processi formativi e culturali che coinvolgono tutti i cittadini. Obiettivo a lungo termine è la creazione di un sistema di educazione al patrimonio in grado di coinvolgere una pluralità di soggetti, che si traduca in forme reali di coinvolgimento nella gestione e salvaguardia dei luoghi della cultura e nell’acquisizione di nuove e qualificate conoscenze, con reciproco beneficio per la società e il patrimonio stesso.

A breve e medio termine, saranno individuate azioni a supporto della costruzione di questo sistema: accordi interistituzionali a livello nazionale e locale, ricognizione della consistenza e della modalità di gestione dei Servizi Educativi presenti oggi nei luoghi della cultura, formazione e aggiornamento degli operatori, attività e iniziative volte a implementare i progetti realizzati in partenariato con la scuola, incluso lo sviluppo di programmi e iniziative di consolidata esperienza rivolte a differenti categorie di pubblici.

Articolo pubblicato il 17 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus