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Palermo - Passante ferroviario rivoluzione della viabilità
di Gaspare Ingargiola

Inaugurate le stazioni Lolli, Guadagna e Maredolce alla presenza di istituzioni nazionali, regionali e locali. La data per la conclusione dei lavori, attualmente al 72%, è fissata entro il 2018

Tags: Palermo, Viabilità, Graziano Delrio, Ferrovie



PALERMO - Il ministro Graziano Delrio è tornato martedì in città, dopo l’inaugurazione del tram dello scorso 30 dicembre, per battezzare tre nuove fermate del passante ferroviario: Lolli, Guadagna e Maredolce. Quest’ultima, però, non è entrata ancora in funzione: lo sarà dopo la riattivazione del tratto da Notarbartolo all’aeroporto.

Una giornata speciale, quella di martedì: nel primo pomeriggio è stato presentato alla stampa il cervellone elettronico da 25 milioni installato nel palazzo di Rfi a piazzetta Cairoli e attivo da dicembre. Alla cerimonia hanno partecipato il governatore Rosario Crocetta, il commissario dell’ex Provincia Manlio Munafò, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e gli amministratori delegati di Rfi Maurizio Gentile e di Italfferr Matteo Triglia, oltre a deputati, consiglieri, assessori, il prefetto e il questore.

Il passante ferroviario consiste nel raddoppio dei binari da Punta Raisi a Termini Imerese, per un totale di 30 chilometri e una spesa complessiva di 1,15 miliardi di euro. Sarà dotato di 25 tra stazioni e fermate, di cui 17 soltanto nel capoluogo, 10 nuove di zecca e 7 extraurbane. La fine dei lavori, che adesso sono completi al 72 per cento, è fissata per il 2018.

Nel dettaglio, il lotto C da via Ugo La Malfa a Carini-Piraineto dovrebbe essere pronto già quest’anno, con il ripristino, da settembre, della linea Notarbartolo-“Falcone Borsellino”. Il lotto B da Notarbartolo a La Malfa sarà pronto nel 2018. Il lotto C da Termini Imerese a Notarbartolo, che passerà da Brancaccio, Maredolce, Oreto (con tanto di nuovo ponte), Orleans, Giustizia e Lolli, sarà pronto a cavallo tra il 2016 e il 2017. Una data condizionata dal superamento del tappo all’altezza della galleria Giustizia-Lolli alla Zisa.

Da due anni gli scavi lungo un tunnel di 40 metri sono bloccati da una falda acquifera che ha causato una serie di cedimenti negli edifici sovrastanti e il conseguente sgombero di decine di famiglie ospitate in albergo dalla Sis. È di questi giorni, però, l’ufficialità della proposta di Rfi, che ha chiesto di espropriare e abbattere alcune palazzine di vicolo Bernava (quello più a rischio) dato che finora qualsiasi altra soluzione tecnica si è rivelata infruttuosa. Da qui la scelta drastica di demolire gli edifici interessati. Italferr ha già pubblicato l’avviso di esproprio, ora si attendono i pareri di Genio Civile e Sovrintendenza, mentre l’assessorato regionale ai Trasporti deve approvare la variante urbanistica che modificherà la destinazione d’uso da “netto storico” ad “area verde”, scavalcando di fatto il Consiglio comunale il cui parere è obbligatorio ma non vincolante.

Ovviamente questa situazione, oltre a creare un evidente disagio alle famiglie coinvolte, ha rallentato notevolmente gli scavi in quei quaranta metri. Adesso la soluzione, seppur traumatica, sembra più vicina.

Ad oggi le fermate operative fra passante e anello (considerando quelle preesistenti e sempre tenendo a mente l’eccezione di Maredolce) sono: Brancaccio, Roccella, Stazione Centrale, Guadagna, Vespri, Orleans, Lolli, Notarbartolo, Imperatore Federico, Fiera e Giachery. Con l’apertura della tratta C dal prossimo settembre si aggiungeranno Francia, San Lorenzo Colli, Ems-La Malfa, Cardillo, Tommaso Natale, Sferracavallo e poi, nel territorio metropolitano, Isola delle Femmine, Kennedy, Capaci, Carini-Cachea, Carini, Piraineto, Punta Raisi.

Attualmente la frequenza dei treni è di uno ogni mezzora ma a cose fatte dovrebbe scendere a dieci minuti.
La fermata Maredolce, tra Brancaccio e il bivio Oreto, è realizzata in superficie con due banchine di 125 metri e 52 metri di pensilina, un sottopasso e 20 posti auto. La fermata Guadagna, fra Palermo Centrale e Notarbartolo, è articolata su due livelli con due accessi indipendenti da via Fichidindia, scale fisse e ascensori e due banchine di 125 metri.

La fermata Lolli, fra Palermo Centrale e Notarbartolo a 800 metri da piazza Castelnuovo, si sviluppa su quattro livelli, di cui tre interrati (uno a -5,3 metri, uno a -11 metri e uno a -17,8 metri), scale fisse e mobili e ascensori.
Quanto all’impianto di piazzetta Cairoli, è gestito da 70 operatori specializzati delle Ferrovie dello Stato e sarà in grado di governare l’intero traffico ferroviario della Sicilia e tutti gli scambi del nodo di Palermo.
Attivato anche il raddoppio ferroviario di 9 chilometri fra Fiumetorto e Campofelice di Roccella per un investimento di 200 milioni.
 

 
Una città con “ambizioni metropolitane”
 
PALERMO - “Palermo sta facendo la cura del ferro. Non siamo più il fanalino di coda della mobilità intelligente, adesso siamo un modello”. Leoluca Orlando gonfia il petto e all’inaugurazione delle tre fermate del passante ferroviario passa in rassegna i progressi fatti dal capoluogo negli ultimi anni: dal tram al bike sharing, dai bus ecologici al car sharing.
“E presto- ha aggiunto il sindaco - cercheremo l’intesa con Palazzo Chigi per le altre tre linee del tram”.
“Le opere del futuro - ha commentato il ministro Delrio - sono queste, adesso Palermo ha ambizioni metropolitane. L’anno prossimo aumenteremo gli investimenti di Rfi del 50% rispetto al 2014”.
Il governatore Rosario Crocetta ha annunciato invece l’intenzione di mettere in piedi un progetto da 10 miliardi in 10 anni per l’alta velocità “nel triangolo Palermo, Messina e Catania grazie a un accordo col governo nazionale di due anni fa. Due miliardi sono esecutivi, vogliamo arrivare a una percorrenza di 2 ore tra Palermo e Catania scendendo fino a un’ora e venti tra il Falcone-Borsellino e il Fontanarossa. Servono altri 8 miliardi”.
 Resta ancora in piedi la questione del biglietto integrato Amat-Trenitalia. Ad oggi prendere l’autobus o il tram (1,40 euro) da Roccella alla Stazione Centrale e poi raggiungere Lolli o Notarbartolo con la metropolitana (1,50 euro) costa sei euro tra andata e ritorno.
A margine dell’inaugurazione il consigliere di circoscrizione Dario Chinnici, a capo di un comitato che ha richiesto a gran voce il ticket unico, ha consegnato al ministro Delrio una parte delle tremila firme raccolte con una petizione nelle scorse settimane. Un’idea sposata in pieno dalla Giunta comunale: “Apprezziamo il cospicuo sforzo di Trenitalia - ha affermato l’assessore comunale alla Mobilità Giusto Catania - per dare alla città nuove strutture. Abbiamo il comune dovere di dare ai cittadini strumenti e tariffe intelligenti per uso intermodale di tutti i mezzi”.
“Proprio per questo - ha concluso - dobbiamo rilanciare il dialogo per giungere a un biglietto unico integrato bus-tram-metropolitana”.

Articolo pubblicato il 18 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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