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Quotidiano di Sicilia

Bonifiche, scatta l'ora di Gela. Si parte dagli attuali siti Versalis
di Rosario Battiato

Pronti 20 milioni di euro dal Governo nazionale per la Regione, 15 immediatamente utilizzabili. Prossima settimana incontro decisivo al Mise per firmare l’accordo di programma

Tags: Gela, Bonifica



PALERMO – Confermati 20 milioni di euro dal governo per le bonifiche in aree pubbliche dei siti Versalis, società del gruppo Eni erede della chimica di base di Syndial ed Enichem, nel sito di interesse nazionale (sin) di Gela. Il dato arriva in seguito alla conferenza di servizi che si è tenuta al ministero della Sanità per affrontare operativamente i progetti di bonifica territoriale. Un risultato ottenuto grazie ai due tavoli di lavoro – uno al ministero della Sanità, l’altro al Mise – per un’operazione che rientra nell’ambito del protocollo d’intesa per rilanciare il centro nisseno in seguito alla chiusura della Raffineria del cane a sei zampe.

Non c’è più tempo da perdere. Alle bonifiche nelle aree Versalis seguiranno tutti gli altri procedimenti in essere, che riguardano suoli e falde, da chiudere entro due mesi. Modalità lampo anche per i successivi decreti del ministero dell’Ambiente che saranno emanati attuando le procedure d’urgenza che impongono tempi minimi per la firma dei decreti ministeriali.

Dei 20 milioni di euro che saranno trasferiti alla Regione siciliana, ce ne saranno 15 immediatamente disponibili che verranno impiegati per le discariche delle contrade Marabusca e Cipolla. “I quasi 15 milioni utilizzabili – ha spiegato il vice sindaco di Gela, Simone Siciliano, in una nota pubblicata sul sito del comune – saranno impiegati, ad esempio, per la discarica Cipolla e Marabusca. Da parte sua, l’amministrazione comunale emetterà a giorni un’ordinanza di interdizione totale dell’area che verrà delimitata con strutture amovibili, impiegando risorse regionali”. Inoltre si provvederà, a distanza di oltre vent’anni, alla rimozione della motonave New Rose che si era arenata contro molo di ponente del porto rifugio.

“Per le aree che non ricadono nel Sito di Interesse Nazionale – si legge in una nota del comune –, e su cui l’amministrazione comunale la scorsa settimana ha chiesto la riperimetrazione, la Regione ha annunciato a giorni la conclusione di alcuni dei procedimenti autorizzativi, con la conseguenza virtuosa che le bonifiche potrebbero avvenire prima della ridefinizione del Sin”. In ogni caso, comunque, il Mministero si è impegnato a monitorare, di concerto con la Regione, le procedure autorizzative per garantirne la continuità amministrativa anche con il passaggio ad aree Sin e dunque con il passaggio alla competenza ministeriale.

Il prossimo appuntamento sarà la prossima settimana, precisamente il 24 febbraio, quando si dovrebbe sancire la firma dell’accordo di programma e quindi il piano industriale. L’occasione più propizia per valutare il futuro sviluppo economico ed occupazionale di Gela che non riguarderà soltanto la conversione green della Raffineria, ma anche bonifiche e infrastrutture.

Anche i fondi comunitari potrebbero dare una mano. Lo specifica l’assessore Siciliano, ribadendo che “finora per l’area Sin di Gela non sono mai stati sottoscritti accordi di programma quadro di alcun genere tra lo Stato e la Regione per utilizzare i fondi comunitari. Auspichiamo che a questo si rimedierà con un provvedimento del relativo Dipartimento regionale”.

Una buona notizia, quindi, che giunge a ridosso di un’altra giornata delicatissima per il settore della chimica. Ieri ennesimo sciopero dei dipendenti Eni in tutti gli stabilmenti nazionali (due sono in Sicilia) per protestare contro la possibile vendita (“svendita” secondo i sindacati) di Versalis.

Articolo pubblicato il 20 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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