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Quotidiano di Sicilia

Sicilia, oltre 1 minore su 4 lascia il banco di scuola
di Serena Giovanna Grasso

Garante dell’adolescenza: dati preoccupanti anche in Sardegna e Campania. In Sicilia valore doppio rispetto alla media Ue (12,8%)

Tags: Scuola, Sicilia, Dispersione Scolastica



PALERMO – Un cancro quasi inestirpabile dalla nostra Isola è rappresentato dalla dispersione scolastica. Si tratta di un fenomeno consistente nell’uscita prematura dal percorso scolastico in una fase precedente al conseguimento del titolo. Molteplici le forme che l’abbandono scolastico può assumere: si va dal rallentamento del percorso formale di studio all’inadempienza dell’obbligo scolastico fino alle uscite in corso o a fine anno nei diversi gradi di scolarità obbligatoria e postobbligatoria prima del raggiungimento del titolo di studio.

I percorsi scolastici “accidentati” che contraddistinguono troppi giovani siciliani sono caratterizzati da bocciature che non sempre danno esito a ripetenze, assenze ripetute e frequenze irregolari, ritardi rispetto all’età regolare, basso rendimento, assolvimento formale dell’obbligo con qualità scadente degli esiti fino a giungere all’evasione dell’obbligo, all’abbandono della scuola secondaria superiore, spesso con proscioglimento dall’obbligo senza conseguimento del titolo.

Con particolare riferimento alla nostra regione, la dispersione scolastica è un malessere che colpisce più di un bambino su quattro, esattamente il 25,8%. Questi i dati diffusi dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. Si tratta di un tasso doppio rispetto a quello rilevato mediamente a livello europeo (12,8%) e quasi il 16% superiore al benchmark stabilito dall’Unione Europea (10%). Complessivamente a livello nazionale si stimano essere in 758 mila i ragazzi usciti dal seminato scolastico prematuramente , di cui il 60% è maschio.

Oltre alla Sicilia, il fenomeno si presenta consistente in altre aree meridionali del Paese, come la Sardegna (25%) e la Campania (21,8%). Inoltre, il rischio abbandono è presente soprattutto negli istituti tecnici, professionali e nell’area dell’istruzione artistica, nelle aree del Sud del Paese, ma anche in alcune zone del Centro Nord con mercati del lavoro che ricercano anche giovanissimi (ad esempio Liguria, Marche, Toscana). Come anticipato, una maggiore propensione all’abbandono riguarda i maschi, gli alunni stranieri (soprattutto se nati all’estero rispetto a quelli di seconda generazione), coloro che sono al di fuori delle età dell’obbligo (chi ha cioè dai 16 anni di età in su).

Dunque, è evidente la rilevanza e gravità del fenomeno in particolare al Mezzogiorno ed in Sicilia: infatti, proprio la circoscrizione geografica che avrebbe maggiormente bisogno di un elevato numero di laureati, perde il proprio capitale umano alla licenza della scuola secondaria di primo grado.

Nonostante i dati estremamente negativi descritti, occorre specificare che qualche minimo passo in avanti è stato compiuto. Infatti, secondo i dati dell’Istituto nazionale di statistica, nel 2006 il 30,6% degli studenti siciliani abbandonava il percorso scolastico (quasi cinque punti percentuali in più rispetto al 2015). Dunque, è auspicabile l’intervento delle forze politiche al fine di mettere in campo una strategia di tipo inclusivo che minimizzi l’abbandono scolastico.

Articolo pubblicato il 23 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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