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Catania - Collettore fognario delle Aci, progetto entro 1 mese
di Desirée Miranda

La Corte dei Conti ha depositato la sentenza con la quale si può dare il via a un’opera fondamentale. Individuata la società che redigerà il progetto: è la Comer Costruzioni Meridionali

Tags: Acireale, Acicastello, Filippo Drago



CATANIA - La procedura giuridica è finita, la Corte dei conti ha messo la parola fine alla catena di ricorsi e contestazioni per la creazione del collettore di salvaguardia che colleghi i comuni di Acireale, Aci Castello e Aci Catena al depuratore di Pantano D’Arci. Con sentenza numero 649 del 2016 datata 16 giugno 2015 e depositata il 18 febbraio 2016, a firma di Riccardo Virgilio, presidente, e dei consiglieri Fabio Taormina, Diego Sabatino, Raffaele Potenza e Antonio Bianchi si da quindi il via all’opera che dovrebbe purificare tutte le acque reflue dei tre Comuni delle Aci ed evitare il loro riversamento a mare esattamente come accade adesso, inquinando lo specchio d’acqua della riviera dei Ciplopi che oltretutto fa parte di un’area marina protetta. Un’opera di cui ha parlato anche il ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Gianluca Galletti, che è prioritaria e pronta a partire, ma che ancora si attende.
 

Con la sentenza della Corte dei Conti quindi si da il via definitivo alla fase procedurale stabilendo che sarà la Comer Costruzioni Meridionali Spa ad occuparsi di redigere il progetto esecutivo prima e realizzare il collettore dopo. Bocciati quindi i ricorsi delle società Valori Scarl-Consorzio Stabile e Cosedil Spa. La storia è molto ingarbugliata e inizia nel 2013 quando la Valori Scarl si aggiudica la gara d’appalto indetta dalla Regione siciliana per la realizzazione del collettore fognario. Accade però che le società classificatesi seconda e terza, rispettivamente Comer e Cosedil fanno ricorso con l’accusa di mancanza di requisiti per la prima classificata. Accusa che la Corte rivela come esatta. L’aggiudicazione viene annullata in via cautelativa, ma la decisione non viene accetta dalla Valori Scarl che a sua volta fa ricorso contro le altre due società con la stessa accusa. Insomma, un giro di ricorsi che ha allungato di quasi tre anni l’avvio di lavori davvero necessari.
 
Adesso però, dopo l’unificazione di tutti i procedimenti la quarta sezione della Corte dei Conti da definitivamente torto alla Valori Scarl alla quale viene contestata la mancanza di un documento pre-requisito e conferma la legittimità dei provvedimenti con cui la stazione appaltante ovvero la Regione Siciliana, ha intanto disposto sia la sua esclusione dalla gara che l’aggiudicazione di quest’ultima alla Comer spa. La Regione ha quindi prima affidato l’appalto a chi non ne aveva i requisiti per poi, dopo l’intervento del Tar poi confermato dalla Corte dei Conti, affidarlo alla seconda classificata.

“Finalmente”, afferma il primo cittadino del comune di Acicastello, Filippo Drago. “Sono anni che attendiamo e che annunciamo ai nostri cittadini che risolveremo presto il problema dei reflui e adesso possiamo dire basta alla querelle giudiziaria e procedere concretamente alla realizzazione dei lavori”.

Dal giorno della sentenza, lo scorso giovedì, la ditta aggiudicataria avrà 30 giorni per presentare il progetto esecutivo alla stazione appaltante che al contempo dovrà provvedere a iscrivere di nuovo in bilancio delle somme già destinate che ammontano a circa 16 milioni di euro di circa circa 9 a carico della Protezione civile, 5 della Regione e il resto a carico dei tre Comuni delle Aci. “Mi auguro che tutto possa proseguire in modo fluido”, conclude Filippo Drago.

Articolo pubblicato il 23 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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