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Nessun veto sull'aumento dei limiti alle emissioni delle auto
di Bartolomeo Buscema

Il Parlamento europeo ha accolto proposta della Commissione rendendo di fatto meno restrittivi i test. Ora in difficoltà i Comuni adeguatisi alla classificazione degli autoveicoli del 2007

Tags: Auto, Inquinamento



CATANIA - L’Europa non intende ridurre l’inquinamento dell’aria nelle nostre città, esponendo sempre più i cittadini a diverse patologie che spaziano dalle bronchiti al cancro. Questo è il succo  del voto del 3 febbraio 2016 del Parlamento Europeo, che non ha posto il veto alla proposta della Commissione Ue di alzare i limiti di emissione inquinanti reali delle vetture, rendendo di fatto meno restrittivi i test sulle emissioni auto.

L’Unione europea così agendo si piega ai desiderata dell’industria automobilistica che invece di produrre motori a basse emissioni ed efficienti preferiscono un’azione lobbistica di persuasione dei deputati al Parlamento europeo. Tutto a discapito della salute dei cittadini.

Che i test sulle emissioni delle autovetture in sede di omologazione fossero quanto meno “opinabili” è cosa nota, ma la scelta della Commissione europea di adottare una procedura per i test sulle emissioni degli autoveicoli in condizioni reali di guida (Real driving emissions), che prevede una differenza tra i dati ottenuti nelle prove di laboratorio e usati in sede di omologazione e quelli rilevati in condizioni reali, non sembra quella giusta. è una scelta pro inquinamento: limiti del 110% in più fino al 2020 e del 50% in più dopo il 2020 rispetto al regolamento del 2007 che definisce le classi Euro.

Sembra una furbata e insieme un pasticcio che mette anche in difficoltà i Comuni virtuosi che, per la salute dei cittadini, hanno con solerzia definito le aree a traffico limitato, basandosi sul sistema di classificazione europeo degli autoveicoli fissato nel regolamento del 2007 che a questo punto è diventato carta straccia.

è anche una mastodontica incongruenza se pensiamo che gli stessi Comuni vengono sanzionati dall’Europa per gli sforamenti legati all’inquinamento dell’aria. è, infine, una scelta che conferma in modo inequivocabile che in Europa avevamo dei limiti di inquinamento che nessuna azienda automobilistica in condizioni reali rispettava.

Mentre negli Stati Uniti si comminano multe salatissime alle case automobilistiche che non rispettano le regole - paradigmatico è stato il recente scandalo della casa automobilistiche Volkswagen - il vecchio Continente, autorizzando il raddoppio dei limiti delle emissioni dei veicoli, continua ancora a rimandare il problema dell’inquinamento smog che già da qualche tempo soffoca molte città europee. è come se una persona che ingrassa e vuole dimagrire, anziché cercare di incominciare una dieta ipocalorica e magari fare più moto, risolve il proprio problema comprando un paio di pantaloni di taglia superiore.

Articolo pubblicato il 24 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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