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Quotidiano di Sicilia

Imprese giovanili e femminili, indietro tutta
di Rosario Battiato

Banca dati Istat: record negativi di iscritti rispetto agli ultimi quindici anni per quelle composte da under 30. Un’impresa su due non supera i tre anni di vita. Crolla di dieci punti percentuali la percentuale di imprese isolane con un sito web dedicato

Tags: Impresa, Giovani, Lavoro, Istat



PALERMO – Come stanno le imprese siciliane? Tutte le risposte si trovano nell’ultimo aggiornamento della “Banca dati indicatori territoriali per le politiche di sviluppo” dell’Istat, che contiene 303 indicatori disponibili a livello regionale e sub regionale, per macroarea e per le aree obiettivo delle politiche di sviluppo. Abbiamo messo in fila i risultati più significativi relativi alle imprese giovanili, al grado di avanzamento tecnologico e alle percentuali crescenti di attività guidate da donne.

La Sicilia è la terra dell’imprenditoria giovanile almeno se prendiamo in considerazione la percentuale sul totale delle imprese. Nel 2014 l’Isola si è guadagnata il secondo posto nazionale con 8,2%, battuta soltanto dalla Calabria, e con un dato comunque superiore alla media nazionale che si è fermata al 6,6%. Il dato isolano è comunque al ribasso, visto che si tratta del risultato più basso registrato negli ultimi quindici anni con l’eccezione del 2009 e del 2010 quando è stato eguagliato.

In valore assoluto si tratta di circa 23mila ragazzi con meno di trent’anni iscritti nei registri delle Camere di Commercio dell’Isola, il dato peggiore degli anni duemila. Un numero che si piazza al terzo posto nazionale dopo la Lombardia (poco meno di 29mila) e la Campania (quasi 27mila).

Un record certamente poco voluto dall’Isola riguarda, invece, l’altra faccia della medaglia, cioè i giovani (15-29 anni) fuori dai percorsi di istruzione e formazione che sono 364mila. In totale i cosiddetti neet (giovani non occupati né inseriti in un percorso regolare di istruzione/formazione) sono circa il 40% del totale dei siciliani della stessa età, una tendenza che è in crescita negli ultimi quattro anni e che proprio nel 2014 ha fatto registrare il tonfo più clamoroso degli ultimi anni.

Se parliamo di imprese giovani e dinamiche, allora non possiamo fare a meno di dare un’occhiata al tasso di sopravvivenza a tre anni delle imprese nei settori ad alta intensità di conoscenza. In Sicilia l’indice statistico che ne misura la longevità si ferma al 48%, questo vuol dire che più di un’impresa su due non supera i tre anni.

Anche nel capitolo dedicato all’utilizzo della rete le imprese isolane faticano. Il 93,6% dispone di collegamenti a banda larga (media nazionale del 94,4%), anche se a preoccupare è soprattutto il crollo relativo all’indice di diffusione dei siti web delle imprese che nel 2015 è stato del 51,1%, in calo di quasi dieci punti percentuali rispetto all’anno prima e indietro di venti punti percentuali rispetto alla media nazionale.

Cresce benissimo, invece, l’imprenditorialità femminile che invece ha fatto registrare la percentuale più elevata (27,2%) del periodo 2000/2014, assieme alla rilevazione dell’anno precedente, e in continua crescita. Questo risultato, inoltre, risulta ancora superiore alla media nazionale (ferma al 26%).

Meno positivi sono i dati in valore assoluto. Le donne iscritte come titolari di imprese individuali ai registri delle Camere di Commercio isolane sono 78mila: il peggior risultato dal 2000 al 2014. A livello nazionale è comunque il terzo dato, dopo le solite Lombardia e Campania.

La banca dati è un prodotto previsto dal Disciplinare stipulato tra Istat e Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica (Dps), nell’ambito del progetto “Informazione statistica territoriale settoriale per le politiche strutturali 2010-2015”. Nel corso del 2015 è stata aggiornata e tra le principali novità c’è stata l’introduzione degli Indicatori dell’Accordo di partenariato 2014-2020.

Articolo pubblicato il 24 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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