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Autostrade, febbraio tempo di agire
di Rosario Battiato

L’incontro tra il presidente dell’Anas Armani e i deputati democratici siciliani rassicura sull’impegno dell’ente nei prossimi mesi. Nel piano pluriennale di novembre interventi da 3,3 miliardi nell'Isola, inclusa l'azione sulla A19

Tags: Anas, Autostrade, Vittorio Armani



PALERMO – È stato un febbraio particolarmente vivace per il futuro delle arterie viarie dell'Isola. All'inizio del mese la richiesta dei sindacati isolani (Filt Cgil, Fit Cisl, Uilpa, Sada, Snala e Ugl) relativa all'istituzione di un tavolo tecnico presso la direzione Sicilia dell'Anas in seguito ai crolli sulla rete autostradale siciliana e mercoledì scorso l'incontro tra i vertici dell'ente stradale e una delegazione dei deputati siciliani del partito democratico a Montecitorio. La situazione sulle arterie viarie isolane per il prossimo futuro resta comunque tutta da decifrare tra promesse di investimento e criticità attuali.

Il cambio di passo, richiesto dai sindacati, c'è stato. Almeno secondo i deputati isolani che un paio di giorni fa hanno incontrato Gianni Vittorio Armani, presidente Anas, Eutimio Mucilli, direttore regionale per la Sicilia, e Francesca Moraci, membro del consiglio di amministrazione. “I vertici aziendali – hanno scritto i parlamentari democratici in una nota diffusa su deputatipd.it – hanno voluto questo incontro per metterci al corrente sui lavori in corso, sia in termini di nuove opere, che di interventi di manutenzione straordinaria, sia sugli interventi che saranno avviati nel 2016 e più in generale sulla situazione in cui versano le infrastrutture stradali gestite da Anas in Sicilia”. Il quadro complessivo si rintraccia sul sito ufficiale dell'Anas che attualmente vede 32 lavori in corso (8 nuove costruzioni e 24 opere di manutenzione straordinaria) per un importo di spesa complessivo che supera di poco 1,8 miliardi di euro. 

Un prospetto generale l'Anas l'aveva fatto alla fine dello scorso novembre in occasione della diffusione del piano pluriennale 2015-2019 presentato al ministero delle Infrastrutture. Nel documento si prevedono risorse in campo da oltre 20 miliardi di euro tra manutenzione straordinaria (8,2 miliardi, 40,6%), relativa principalmente alle opere di messa in sicurezza, completamento di itinerari (8,8 miliardi, 43,7%) e nuove opere (3,2 miliardi, 15,7%). Tra i quindici interventi di maggiore impatto economico e infrastrutturale c'è anche la A19 Palermo-Catania con un intervento da 872 milioni di euro. Secondo i dati comunicati dall'ente stradale, la Sicilia dovrebbe beneficiare complessivamente di interventi per circa 1500 opere d'arte presenti sugli oltre 4000 km di rete stradale e autostradale per 3,3 miliardi di euro (inclusa la A19). Un'azione per “innalzare i livelli di sicurezza della rete siciliana, con una quota consistente dedicata alla manutenzione straordinaria dei viadotti”. Del resto proprio l'Anas aveva precisato che la Sicilia viene considerata “una delle Regioni che presenta il maggior numero di tratti stradali esposti a rischio idrogeologico”.

Anche sul fronte del Cas, il consorzio per le autostrade siciliane concessionario dell'A20, A18 Messina-Catania e Siracusa-Gela, si lavora visto che, secondo una recente nota del presidente Faraci, ogni anno si spendono “svariate decine di milioni di euro per spesa e lavori” al punto da essere “la più rilevante stazione appaltante della Sicilia, seconda solo alla Regione stessa”. Evidentemente si deve fare ancora di più. Secondo l'ultimo rapporto della Vigilanza sulle concessionarie autostradali, ci sono criticità relative al capitolo sicurezza (soltanto il 20% è coperto da pavimentazione drenante), non si conosce il dato relativo alla qualità, mentre tra il 2013 e il 2014 la Vigilanza ha riscontrato 203 “non conformità” e di queste 162 non sono state sanate.

Articolo pubblicato il 26 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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