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Termini Imerese, adesso si fa sul serio
di Rosario Battiato

Firmato a metà febbraio il Contratto di sviluppo tra Invitalia e Blutec da 96 mln di euro per il polo industriale, dubbi per l'indotto. I primi operai rientreranno in fabbrica già ad aprile e saranno 300 entro la fine dell'anno

Tags: Termini Imerese, Blutec, Lavoro



PALERMO – Nelle ultime settimane ci sono state due tappe fondamentali nel percorso di rinascita di Termini Imerese: la firma del contratto di sviluppo e la conclusione del processo di ricapitalizzazione di Blutec. Si tratta dei primi reali e concreti passaggi verso la riapertura del polo produttivo che fa seguito all'acquisizione dello stabilimento di due anni fa da parte della newco del gruppo Metec. Dal dicembre del 2011, il periodo di dismissione dello stabilimento da parte di Fiat, si sono succeduti numerosi pretendenti, alcuni invogliati dal consistente investimento pubblico previsto per l'area, eppure questa volta, così come confermato dal Mise, la strada pare finalmente in discesa.

A metà febbraio era stata Federica Guidi a esprimere grande soddisfazione per la firma del Contratto di Sviluppo tra Invitalia e Blutec per riconvertire e riqualificare il polo industriale ex Fiat di Termini Imerese. Una firma che ha concluso “una lunga e difficile operazione di salvataggio e di rilancio”, ha scritto il ministro in una nota. Per il Mise “Termini Imerese, sito industriale strategico per la Sicilia, torna a essere un’area dove si parla di sviluppo e produzione e si accantonano i problemi occupazionali che finora si sono susseguiti”.
 
L'accordo prevede il riassorbimento nell'arco di tre anni dei 700 dipendenti ex Fiat che hanno goduto negli anni scorsi di una cassa integrazione che il ministero del Lavoro ha rinnovato semestralmente sulla base dell’esecutività del progetto. In numeri si tratta di un investimento da poco meno di 96 milioni di euro. Di questi circa 71 saranno concessi da Governo e Regione Sicilia (67 milioni sotto forma di finanziamento agevolato e 4 milioni come contributo in conto impianti) per uno stabilimento che dovrà produrre componenti automotive e allestimento di vetture ibride ed elettriche.

Altre conferme dal fronte aziendale sono giunte nel corso dell'incontro di martedì scorso al Mise con i sindacati nazionali di Fim, Fiom e Uilm. Blutec, infatti, ha dato corpo alla promessa di ricapitalizzazione concludendo il processo con il versamento degli ultimi 24 milioni di euro. L'azienda ha inoltre calendarizzato il rientro degli operai in fabbrica. Saranno 40 i primi a subentrare già ad aprile mentre se ne prevedono altri 30 a fine settembre. Complessivamente saranno 300 entro la fine dell'anno, 50 in più rispetto a quanto previsto soltanto una settimana prima quando era stato sottoscritto l'accordo con Invitalia, l'advisor del ministero dello Sviluppo economico. Cautela e soddisfazione da parte di Ludovico Guercio segretario Fim Cisl Palermo Trapani e Giovanni Scavuzzo segretario e rappresentante Fim Cisl in Blutec. “Pensare di rivedere nel giro di meno di due mesi le porte aperte della fabbrica è un grande sollievo. Intanto quest’anno – hanno precisato i due in una nota diffusa sul sito regionale della Cisl – si comincerà a parlare anche della fase B, del progetto che dopo la componentistica dovrebbe portare a Termini l’auto ibrida entro il 2018 con l’assunzione dei restanti 400 operai circa”.

Sul fronte della cig si attende la documentazione per il rinnovo da parte del ministero del Lavoro, mentre bisogna ancora lavorare sul fronte aperto dell'indotto. “Per loro finora non vi sono certezze – hanno aggiunto – ,abbiamo chiesto a Blutec di creare sin da subito una collaborazione industriale con le aziende dell’indotto, tipo Bienne Sud ma al momento la società intende prima far partire la fase A per poter sviluppare il progetto dopo con le eventuali collaborazioni”. Il prossimo incontro al Mise con l'azienda è previsto entro un paio di settimane, cioè a metà marzo.

Articolo pubblicato il 27 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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