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Sicilia, tasso di occupazione al 40,1%, ultimo posto in Italia
di Adriano Agatino Zuccaro

I dati pubblicati dall’Istituto di ricerca su economia e società in Sicilia (Res) relativi al 2015. La media nazionale è del 56,7%. In calo la disoccupazione (al 19,8%)

Tags: Lavoro, Occupazione, Disoccupazione, Sicilia



PALERMO - Il tasso di occupazione in Sicilia nel terzo trimestre del 2015 (dato dal rapporto tra occupati e popolazione in età lavorativa) è in crescita al 40,1%; sintesi di un tasso del 53,1% per la componente maschile e del 27,4% per quella femminile. In tali condizioni la Sicilia si posiziona all’ultimo posto nel Paese, preceduta da Calabria e Campania, contro una media nazionale del 56,7%. I dati, pubblicati dall’Istituto di Ricerca su Economia e Società in Sicilia (Res) nel prodotto informativo denominato “CongiunturaRes” relativi al periodo 2015-16, “incorporano un migliore andamento del mercato del lavoro, con una conferma della tendenza flessiva del tasso di disoccupazione, in parallelo con un consolidamento della domanda e un’inversione del ciclo degli investimenti”.

Per effetto dell’aumento delle forze di lavoro, cresciute su base annua del 2,9%, il tasso di disoccupazione ha registrato nel terzo trimestre del 2015 una flessione, passando dal 21,2 (del medesimo periodo 2014) al 19,8%, interessando ambedue le componenti di genere. La situazione, però, rimane drammatica e “la relazione fra grado di istruzione e lavoro in Sicilia presenta aspetti fortemente contrastanti rispetto alle medie nazionali”. Approfondita negli ultimi rapporti di ricerca della Fondazione RES (2014, 2015), la condizione e i livelli di istruzione e formazione dei siciliani presentano almeno due forti connotazioni territoriali, con standard formativi relativamente più bassi ai quali si associa una maggiore difficoltà a trovare lavoro nell’Isola.

Le persone che hanno completato il ciclo di istruzione secondaria sono il 49%, dieci punti percentuali in meno della media nazionale, così come la percentuale dei laureati, che si attesta al 17% contro il 27% nazionale. Gli uomini laureati fra i 30 e i 34 anni in Sicilia, pur in forte crescita dal 10% del 2009, sono il 14% (19% in Italia), mentre le donne laureate sono il 21%. La percentuale di persone di 18-24 anni che hanno conseguito solo la licenza media e non sono inseriti in un programma di formazione si attesta al 24%. Una  insufficiente o inadeguata preparazione scolastica o accademica potrebbe determinare l’esigenza di un nuovo percorso formativo ma in Sicilia solo il 5% delle forze di lavoro hanno partecipato ad attività di istruzione e formazione nelle quattro settimane in cui si sono svolte le interviste, rispetto all’8% della media nazionale. Il dato genera importanti interrogativi, in rapporto all’ampiezza della spesa regionale – anche in cofinanziamento UE – effettuata per attivare una vasta offerta formativa, “che presumibilmente incontra solo in misura limitata le esigenze del mercato e risponde solo in parte alle aspettative dei potenziali partecipanti”. Per dirla con parole semplici, la Regione spende molto ma spende male per una formazione che negli anni non ha fatto bene ai giovani: “Primi in Italia per parrucchieri ed estetisti formati, ma il mercato non li richiede”, scrivevamo in un inchiesta del Qds dello scorso 8 ottobre.

“La modesta corrispondenza fra livelli di istruzione e formazione e mercato del lavoro - conclude l’indagine - si riflette sugli indicatori  descrittivi  caratteristici  di  quest’ultimo:  tassi  di  occupazione  ai  minimi  nazionali,  tassi  di mancata partecipazione ai massimi, incidenza del part-time (anche involontario), del lavoro dipendente a bassa paga, della minore presenza fra gli occupati di donne con figli”.

Articolo pubblicato il 27 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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